Chi sogna la pensione anticipata ha diverse possibilità da sfruttare. Una di queste permette di lasciare il lavoro a 61 anni di età.
Andare in pensione con sei anni di anticipo rispetto la pensione di vecchiaia. C’è chi scalpita a questo pensiero perché non vede l’ora di godersi il meritato riposo. Vediamo quali sono i requisiti e le condizioni da soddisfare.
I lavoratori possono andare in pensione a 67 anni di età avendo maturato 20 anni di contributi. In alternativa possono uscire in anticipo dal mondo del lavoro a condizione che rispettino determinati requisiti e appartengano a determinate categorie. Caregiver, disoccupati, invalidi e addetti alle mansioni gravose, ad esempio, possono sfruttare l’APE sociale al compimento dei 63 anni e cinque mesi di età e con 30 o 36 anni di contributi.
Nessun limite di età per i precoci appartenenti alle stesse categorie citate ma con un anno minimo di contribuzione versato prima dei 19 anni. Come requisito è richiesto il versamento di 41 anni di contribuzione. Poi c’è la pensione contributiva per chi compie 64 anni di età e Quota 103 per chi ne compie 62. E volendo uscire a 61 anni da mondo del lavoro c’è uno scivolo da valutare?
Il trucco per lasciare il mondo del lavoro a 61 anni prevede lo sfruttamento di due misure. La prima è la NASPI, l’indennità di disoccupazione prevista per il lavoratore che perde involontariamente il lavoro. Mettendosi d’accordo con il datore di lavoro, il dipendente può farsi licenziare in modo tale da poter richiedere il beneficio. La NASPI viene erogata per un numero di settimane pari alla metà di quelle lavorate negli ultimi quattro anni per un massimo di 24 mesi.
L’importo dell’assegno è pari al 75% della retribuzione media dei quattro anni precedenti all’interruzione del rapporto di lavoro per i primi 1.425,21 euro e poi al 25% fino a 1.550,42 euro. Inizia a ridursi a partire dal sesto mese. Raggiunti i 61 anni e due mesi di età precisamente e avendo accumulato minimo 28 anni di contributi si può, dunque, chiedere la NASPI e ottenerla per due anni.
In questo modo si raggiungerebbe l’età per fare domanda di NASPI in quanto disoccupato aspettando, però, tre mesi dalla decadenza dell’indennità di disoccupazione come previsto dalla normativa. Ecco che dai 61 anni in poi non si lavorerà più prima grazie alla NASPI e poi all’APE Sociale. Questa non è una vera e propria pensione ma un’indennità che accompagna il lavoratore fino alla maturazione dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia.
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