Festival EcoFuturo 2017 Padova

Quadri, tele e bozzetti di Dario Fo in vendita
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MammaChimica

Carissimi,
eccola! Finalmente tutte le ricette, i consigli, le considerazioni di MammaChimica raccolti in un libro disponibile su CommercioEtico!
E inoltre per ogni copia venduta una parte dei ricavi sarà devoluta al Nuovo Comitato Nobel per i Disabili.
Salviamo l’ambiente e facciamo solidarietà, che vogliamo di più?
Lascio la parola a Sara che ci racconta della sua passione per la chimica.
Buona lettura!


Perché la chimica non piace?
Anche nel film Hook (Capitan Uncino), durante la gara di insulti con Rufio, Peter Pan diceva come insulto supremo “Professore supplente di chimica!”.
Considerando le mie supplenze a scuola ammetto di sentirmi parecchio punta nel vivo....
Ma perché la chimica viene disprezzata?
E' una scienza esatta, ordinata, rigorosa e così interessante!
E comunque, è inutile fare tanto gli spiritosi: TUTTO E' CHIMICA!
Definizione testuale: “La chimica è la scienza che studia la composizione, la struttura e la trasformazione della materia. La materia è tutto ciò che ci circonda, che occupa spazio e ha una massa”.

Beh, mi sembra evidente che niente e nessuno può scappare da questa definizione!
Potrei fare milioni di esempi che dimostrino come, anche nel quotidiano, siamo immersi nella terribile chimica: non solo l'acqua che beviamo e l'aria che respiriamo è una miscela chimica di tutto rispetto, ma anche tutti i processi del nostro corpo sono reazioni chimiche.
La gustosissima pizza, con la sua bella pasta lievitata da farcire con fantasia, non potrebbe esistere senza la reazione chimica che consente di produrre anidride carbonica (CO2) e gonfiarla a dovere. Per non parlare dei dolci: la pasticceria è chimica applicata, assolutamente.
Ma anche l'imbrunimento e il gusto tipico della torta in forno, della cipolla nel soffritto o di una buona bistecca è dovuto a una ben precisa reazione chimica, quella di Maillard per l'esattezza, che avviene tra zuccheri ed aminoacidi, con produzione di gustose molecole aromatiche.
Provate a guardare tutti gli oggetti che ci sono in una stanza della vostra casa o quelli che indossate. Se sparisse la chimica la maggior parte delle cose non esisterebbe proprio e rimarreste letteralmente in mutande... sempre che non siano in microfibra pure quelle, eh!
Certo, posso avere tutti gli abiti in fibre naturali, i mobili in legno massello, ecc. Ma qualche strumento con parti in plastica qualcuno li avrà pure creati, qualcuno li avrà trasportati con camion a benzina, o magari li avete ordinati tramite il tablet o telefono (di solito in plastica, vero?).
E forse avrete sulla scrivania, in pregiata noce italiana s'intende, una penna, un evidenziatore o una gomma per cancellare, che è però completamente in plastica!
Non dimentichiamoci che è stato assegnato a un italiano, Giulio Natta, il Nobel per la chimica, nel 1963, proprio per aver messo a punto dei catalizzatori per creare il polipropilene, una plastica che ritroviamo in moltissimo oggetti di uso comune e conosciuta anche con il nome commerciale di Moplen.
Insomma, non maltrattatemi la chimica!

E non appellatevi al “TUTTO NATURALE”, che tra l'altro potrebbe farmi venire il raffreddore da fieno!
Naturale non significa innocuo e sintetico (cioè prodotto in un laboratorio chimico) non significa dannoso.
Dipende.
Il botulino, la cicuta, l'arsenico, l'amianto e il petrolio sono naturali, eppure chi vorrebbe venirci a contatto?
I farmaci (molecole chimiche create ad hoc dopo lunghe ricerche), i dispositivi medici usa e getta, i tensioattivi (sempre più biodegradabili per lavare e lavarci), i pannelli solari, ecc. ecc., sono il frutto della sintesi chimica e molte volte possono contribuire rendere molto più sostenibile la nostra – invadente - vita sulla terra.
Se esistono anche molecole sintetiche nocive e pericolose, è per colpa nostra... non certo della chimica.

Sono molto contenta e soddisfatta di aver studiato Chimica all'università. Fin da piccola sono sempre stata affascinata dal “perché” succedeva una determinata cosa. Perché la torta di mamma cresceva nel forno? Perché se mi sporcavo i piedi di catrame, al mare, si sarebbero puliti con un po' d'olio di oliva? Perché era meglio non cuocere o conservare la passata di pomodoro nelle pentole di alluminio? E altre mille stupidaggini di cui volevo sapere il motivo “vero” e con cui rompevo i miei genitori... mica c'era internet!

Al liceo ero molto combattuta sulla facoltà da scegliere. Certamente doveva essere scientifica e non letteraria, su questo non avevo dubbi.  Tra l'altro, la professoressa di italiano, mi metteva sempre e solo il voto 7, a tutti i compiti in classe. Non facevo nessun errore di grammatica o di sintassi, non andavo mai fuori tema, ma semplicemente a lei non piaceva come scrivevo... Quindi il suo voto era assolutamente soggettivo.
Bene, certamente avrei studiato solo qualcosa di “oggettivo”. Il basso voto doveva dipendere da un mio errore, effettivo e univoco. Non certo perché non ero simpatica al prof, cavolo!
Alla fine ho scelto Chimica, anche grazie ai consigli del mio allenatore di nuoto dell'epoca, un professore di chimica delle superiori.
E l'ho adorata dal primo laboratorio, quello di Chimica Qualitativa, con tutti i suoi colori e odori caratteristici. In laboratorio tutto deve essere tutto pulito e in ordine, altrimenti, oltre a non ottenere ciò che si vuole, si potrebbero correre pure rischi seri. Non era certo un problema per me, ordinata e precisina di natura...

Conservo ancora una provetta super sigillata di un complesso di cobalto. E' costituito da due stratificazioni colorate, rosa e azzurro, bellissime. Se agitate si mescolano facilmente, ma poi si separano, sempre. Non è un trucco, è chimica!

Però, il merito di approfondire e di comprendere meglio le sostanze che solitamente utilizzavo a casa per pulire o lavarmi, va tutto a Emiliano, il mio primo figlio. Solo con lui ho cominciato a leggere criticamente gli ingredienti dei detergenti o delle creme. Avrei spalmato quelle cose su di lui? Gliele avrei fatte respirare? Che impatto avrebbero avuto sull'ambiente in cui avrebbe vissuto?
La responsabilità era troppo grande e non potevo nascondermi dietro quei nomi complicati, io avevo gli strumenti per comprenderli... ma mi serviva una guida affidabile.

Ed è così che ho scoperto Fabrizio Zago e il suo preziosissimo forum BioDizionario: Cosmetici e prodotti Biodegradabili. Fabrizio è un chimico industriale, l'ideatore del Biodizionario e un'autorità nel campo della cosmesi e detergenza ecobio, nonché consulente per Ecolabel.  Sono anni che studio il suo forum, pieno di consigli e dritte, che ovviamente si basano solo sulla chimica e dati scientifici, certi e inconfutabili. Da più di un decennio, costantemente, gratuitamente, con infinita pazienza (che non so proprio dove riesca a trovare) risolve mille problemi di pulizia della casa, di bucato o ci rende più consapevoli nel cercare la crema o il bagnoschiuma perfetto!
Fabrizio non è solo competente e disponibile, ma anche molto simpatico, davvero una bella persona. Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente l'estate del 2014, perché ha accettato il mio invito a partecipare a EcoFuturo, il festival delle ecotecnologie e autocostruzione, promosso da Jacopo Fo.

Ed ora è qui con me in questo libricino, che soddisfazione!
Allora, accantoniamo i pregiudizi e cerchiamo di conoscerla questa bellissima chimica.
Solo le basi, eh! Giusto per risolverci o migliorare qualche piccolo problema quotidiano. Vedrete come la conoscenza e la consapevolezza vi permetterà di scegliere, di scartare, di non essere abbindolati dalla pubblicità o dalle bufale che girano spesso sul web.

MammaChimica, di Sara Alberghini (con la collaborazione di Fabrizi Zago), è in vendita su CommercioEtico!!!

Published in LIBRI

Mammachimica

E’ tornata Mammachimica!!!
Buona lettura.

COME LAVARE LA VERDURA IN GRAVIDANZA
Una persona a me molto vicina è in dolce attesa…
Dedico a lei questa pillola di Mammachimica ma sono certa che sarà utile a molte.
Quando aspettiamo in bimbo siamo terrorizzate dalla Toxoplasmosi.
Non ne siamo venute a contatto per tutta la vita, anche se abbiamo viaggiato negli angoli più remoti e zozzi del pianeta, ma adesso ci sembra sempre in agguato!
All’epoca della mia gravidanza, la ginecologa mi aveva assicurato che dal mio gatto il contagio sarebbe stato molto difficile.
Innanzitutto avrebbe dovuto essere malato lui di toxo (e un gatto malato si vede!), e comunque per infettarmi avrei dovuto ingerire le oocisti della toxo presenti nelle sue feci… insomma una casualità abbastanza remota, non credete?
Quindi il veicolo di infezione maggiore rimane il cibo. E così niente carne cruda, prosciutto e insaccati vari. Le verdure solo cotte, e meno male che adesso è inverno…
Però l’estate arriverà… Se avete voglia di una bella insalatona, ecco come potete fare per lavarla e mangiarla in sicurezza.
Sfatiamo il mito del bicarbonato: da solo sciolto in acqua non vi igienizzerà la verdura, non ha le proprietà chimiche per farlo. Però può esserci utile se abbinato a un potente igienizzante, che è l’acqua ossigenata!
Vi copio incollo la “ricetta scientifica” per lavare la verdura del chimico Fabrizio Zago, postata poco tempo va sul forum:
“Prendiamo come standard un lavello da 5 litri d’acqua. Poi se è di meno o di più, si riparametra il tutto.
In questi 5 litri si aggiunge un bicchiere di acqua ossigenata a 12 volumi e due cucchiai di bicarbonato. La soluzione friggerà un pochino ma non in modo pericoloso. Si lascia in ammollo per almeno 30 minuti, si risciacqua per bene, molto per bene, e abbiamo terminato.
I tempi di contatto sono importantissimi e più lunghi sono meglio è. Se si potesse lasciare in ammollo 1 ora invece che 30 minuti è meglio.”
L’acqua ossigenata a 12 volumi è quella per disinfettare le ferite, si trova in tutti i supermercati, non solo in farmacia.
Al suo posto potreste anche usare la candeggina delicata autoprodotta (magari meglio se la preparate senza il tensioattivo, che l’insalata al sapore di detersivo per i piatti non deve essere buonissima!).
La candeggina delicata è 26 volumi (non 12 v della ricetta), quindi ne basta mezzo bicchiere il 5 litri di acqua.
Il bicarbonato, leggermente alcalino, darà un ulteriore “spintarella” all’acqua ossigenata per far sviluppare l’ossigeno igienizzante.
Se volete dare un’occhiata a tutto il post di Zago eccolo.
Buone gravidanze a tutte! (...)

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Published in BUONE NOTIZIE

Mamma Chimica: allergeni e profumi

Ci sono alcune sostanze consentite nella formulazione dei cosmetici, che possono scatenare reazioni allergiche. La maggior parte sono i componenti del profumo (i così detti allergeni del profumo) ma risultano allergizzanti e sensibilizzanti anche alcuni conservanti o sostanze naturalmente presenti negli estratti vegetali. C'è per esempio il linalolo (contenuto in molti oli essenziali, es. in quello di lavanda), l'eugenolo (nell'olio essenziale di chiodi di garofano), l'alcool benzilico (un buon conservante).
Non tutti ovviamente hanno lo stesso potere allergizzante.
La lista delle sostanze potenzialmente sensibilizzanti era formata inizialmente da 26 molecole ma nel tempo si è allungata e nella prossima direttiva europea dovrebbero essere di circa 140.
Infatti, da studi recenti, sembra che le allergie siano dovute all'accumulo nell'organismo di determinate molecole. All'inizio, quando la quantità di tali componenti è bassa, non danno particolari problemi. Poi, improvvisamente, quando aumenta la loro presenza nell'organismo, questo non ne può più e si "sensibilizza" e così manifesta l'allergia, con rossori, pruriti, ecc. anche a distanza di anni.
Ecco perché i prodotti per bambini dovrebbero essere del tutto privi di profumo!
Il problema è che non tutti reagiamo allo stesso modo, quindi è molto difficile stilare delle liste o dare delle regole generali.
Proprio per informare il consumatore, la normativa vigente sui cosmetici (Regolamento CE 1223/2009, articolo 19, paragrafo 1, lettera g) prevede che i 26 allergeni vengano indicati sull'etichetta, nella lista degli ingredienti, se la concentrazione di queste sostanze supera i seguenti valori limite: 0,001 % nei prodotti da non risciacquare (per esempio le creme) e 0,01 % nei prodotti da sciacquare (come shampoo e bagnoschiuma).
Ovviamente se sono in quantità minori non compariranno in etichetta, ma questo non significa che non ci siano. Per questo motivo a volte qualcuno lamenta strane reazioni con cosmetici dall'Inci impeccabile...
Che gli allergeni siano presenti in derivati di piante e fiori non deve sorprendere, la "febbre da fieno" è arcinota e i super starnuti che ne derivano sono ovviamente causati da alcune sostanze presenti nel naturalissimo fieno! 
In alcuni cosmetici viene dichiarato che gli allergeni derivano solo da estratti vegetali o da oli essenziali, questo però non limita in qualche modo il problema della sensibilizzazione. Un allergene è un allergene, quello "naturale" non è migliore o più buono di quello proveniente dal laboratorio chimico, cioè di sintesi. Cioè, la bella molecolona di linalolo, è la stessa, sia nel naturale olio essenziale sia se creata dall'industria.
Come ripeterò sempre, TUTTO è chimica, c'è poco da fare!
Naturale non significa "innocuo" e sintetico non significa "brutto e cattivo", dipende dalla molecola!
Ovviamente, non è in discussione la cura e l'impegno con cui vengono prodotti i cosmetici da alcune aziende, magari italiane, che utilizzano materie prime di qualità, erbe e piante coltivate in modo sostenibile, senza pesticidi e veramente a km zero (direttamente in azienda).
Secondo me, in questi casi, questi prodotti hanno un valore aggiunto rispetto alla produzione industriale E, sempre per i motivi sopracitati, i profumi sintetici super pubblicizzati non sono paragonabili con quelli fatti artigianalmente, solo con oli essenziali, magari estratti con tecniche tramandate da generazioni o seguendo delle antiche tradizioni, che denotano una grande passione per le piante e la natura (ho avuto il piacere di conoscere la creatrice di Olfattiva, Barbara Pozzi, esperta di OE e distillazione. L'amore e la cura con cui li prepara è talmente evidente e piacevole che certamente i suoi profumi sono migliori!).
Però, chimicamente parlando, se le molecole sono uguali, sono uguali.
Il nostro corpo non può distinguere se l'allergene è di sintesi o se è naturale, per lui sono due molecole identiche. Ed è quindi identico il loro potenziale potere allergizzante.
Inoltre, per quanto riguarda gli oli essenziali, a parte il potere allergizzante, c'è anche un altro aspetto da considerare, ovvero l'impatto ambientale.
C'è un post molto interessante sul forum di Fabrizio Zago, che vi consiglio di leggere, ovvero il "Paradosso dei profumi naturali".
In pratica si evince che usando un OE si è certi di avere un prodotto... inquinante.
Lo so, l'OE è tutto naturale, ma i dati scientifici dicono questo...
In pratica sono state analizzate e paragonate le frasi di rischio ambientale, indicate nelle schede di sicurezza delle materie prime, sia della fragranza di lavanda (sintetica) sia dell'olio essenziale di lavanda. Il risultato è che nelle fragranze sintetiche gli ingredienti presenti con frasi di rischio ambientale corrispondevano allo 0,2-2% degli elementi dichiarati, mentre nell'OE risultavano circa il 31-61% degli elementi dichiarati.
In effetti, tutto ciò può sorprendere, ma dobbiamo considerare che i naturalissimi OE sono un concentrato di sostanze chimiche attive e potenti.
Di norma, una sostanza che uccide il 50% degli organismi acquatici in concentrazione inferiore ad 1mg/l è altamente tossica (per gli organismi acquatici appunto) e gli OE rientrano (purtroppo) in questa categoria, quindi, non è che non devono essere usati, ma il formulatore ne deve tenere conto nel dosaggio e a non esagerare.
Anche i test eseguiti su due detersivi (con e senza OE) hanno evidenziato che la tossicità di quello con OE è DOPPIA rispetto a quella senza profumo naturale.
L'Unione Europea sta completando degli studi approfonditi e, per esempio, con molta probabilità l'olio essenziale di ylang ylang sarà proibito (non solo limitato) dallo schema di certificazione EU Ecolabel.
Questo non fa altro che dare ragione al lungimirante Fabrizio Zago che da 15 anni classifica gli allergeni con il pallini gialli o doppio rosso...
Certamente, come per tutte le cose, è la quantità e la frequenza dell'utilizzo di una sostanza che la rende benefica o malefica! Basta un po' di buon senso e parsimonia!
Ma personalmente, se trovo (a fatica) cosmetici e detergenti senza o con poche profumazioni, preferisco.
Staremo a vedere.

Per approfondire: Forum Biodizionario:Cosmetici e prodotti biodegradabili

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Published in MAMMA CHIMICA

L'omeopatia

E' da un po' che volevo scrivere di questo argomento. Spesso mi arrivano messaggi tramite il sito Mammachimica.it per avere qualche delucidazione, info o consiglio e quindi mi sono decisa.
Non sono un medico, quindi non posso e non voglio assolutamente fare lezioni a nessuno su come ci si cura, ci mancherebbe! Lo premetto, a scanso di qualsiasi equivoco. Ma, come chimico, è per me proprio impossibile sostenere l'omeopatia...
 
Spesso l'omeopatia compare tra i rimedi “naturali” di cura, ma non sono assolutamente la stessa cosa. L'utilizzo di erbe o piante per risolvere qualche problema di salute ha una base scientifica e... chimica. Ovvero, se sui bambini spalmo una crema all'arnica in caso di ematomi o gonfiori dovuti ai frequenti traumi di gioco, è perché l'arnica contiene “naturalmente” dei principi attivi, delle molecole chimiche, che sono analgesiche, antiinfiammatorie ecc. e quindi efficaci per questo tipo di incidenti, (oltre al potentissimo rimedio che hanno tutte le mamme è cioè la “coccola” aggiuntiva che deriva mettendo la cremina!).
Banalmente, se per prevenire raffreddori invernali dei bimbi o sostenerli quando già li hanno, preparo amorevolmente spremute d'arancia, è perché queste contengono la preziosa vitamina C (ovvero l'acido ascorbico, una bellissima molecola) che è un antiossidante naturale e molto importante nella nostra dieta (mia mamma per farmi mangiare frutta e verdura mi terrorizzava con terribili racconti di marinai malati di scorbuto!).
D'altronde, so che per molti è difficile ammetterlo, ma “tutto” è chimica! Cioè tutto può essere “descritto” da una ben precisa formula chimica o miscela di queste. Anche l'acqua, l'aria, gli estratti naturali dei fiori o piante sono molecole chimiche, certamente naturali, cioè non sintetiche (non prodotte in laboratorio), ma sempre molecole sono!
Quindi è “naturale” che un certo decotto, balsamo o tintura madre funzioni per risolvere alcuni problemi di salute, c'è un motivo scientifico, ovvero il principio attivo al loro interno.
E proprio per questo, bisogna stare attenti anche a ciò che è “tutto naturale”: anche il botulino e la cicuta lo sono, ma sono anche mortali!
Anche il validissimo propoli, tanto usato per il mal di gola e gli stati influenzali grazie alle sue proprietà antibatteriche, se lo date a mio marito, allergico a molti pollini e piante, lo fate secco!
E infatti, quando si utilizza una pianta o un erba a scopo curativo, bisogna comunque fare molta attenzione anche alla sua tossicità, controindicazione o interazione con altre sostanze (proprio come un farmaco convenzionale). Ad esempio, il naturalissimo iperico, con le sue proprietà antidepressive, antinfiammatorie e antidolorifiche, è nella lista delle sostanze che inibiscono il potere contraccettivo della pillola (è proprio scritto chiaro e tondo nel “bugiardino”, cioè il foglietto illustrativo presente nella scatola del medicinale). Evidentemente tra i suoi componenti principali c'è qualche principio attivo che interagisce con quello della pillola anticoncezionale.
La chimica reagisce...  ed è potente, naturale o non!
A questo proposito c'è un sito molto interessante e dettagliato, infoerbe.it, in cui Marco Valussi (responsabile, tra l'altro, della parte botanica del Biodizionario) descrive le piante chiamate appunto piante medicinali, elencando costituenti principali, attività, indicazioni e controindicazioni, bibliografia scientifica ecc.
Ovviamente tutto questo vale anche per i farmaci tradizionali e di sintesi: per abbassare la febbre posso usare un farmaco antipiretico, il famoso paracetamolo. Per questo motivo i così detti farmaci “generici” hanno la stessa efficacia di quelli di marca, perché quello che conta è la molecola, il principio attivo, che è stato studiato e dopo anni di sperimentazioni e prove scientifiche è risultato efficace per quel tipo di disturbo.
Personalmente non sono amante delle medicine, naturali o sintetiche che siano, proprio perché non mi piace introdurre sostanze chimiche estranee nel mio organismo. Quindi solitamente quando non mi sento bene... aspetto. Poi se proprio sto male male, approccio con un dosaggio del farmaco, spesso inferiore a quello indicato e nella maggior parte dei casi funziona. Ovviamente non mi riferisco a terapie antibiotiche o per malattie serie. Per quelle faccio esattamente cosa mi dice il medico! Parlo di cose leggere, mal di testa, stati influenzali, cosucce che con mezza pasticca di acido acetilsalicilico (aspirina) mi passano, anche perché dopo quarant'anni mi conosco!
Ma non per questo userei l'omeopatia, perché i granuli di zucchero che vengono venduti non contengono principi attivi, naturali o sintetici, non contengono nulla... e questo è un dato di fatto.
Se qualcuno li portasse ad analizzare in un laboratorio chimico di analisi, troverebbe solo la molecola di zucchero (saccarosio, forse anche lattosio) ma pagata a peso d'oro! (circa 1000 euro al kg).
In pratica l'omeopatia si basa sul principio che “il simile cura il simile”, se diluito infinite volte.
A me già questo mi lascia assolutamente perplessa. Cioè, se mi bruciano gli occhi perché mi è andato un agente irritante (ad esempio una goccia di acido ascorbico mentre faccio la famosa amorevole spremuta di prima), per lenire il disturbo devo usare la stessa sostanza irritante (???). Oppure se non riesco a dormire perché sono nervosa, come cura/terapia devo usare dei granuli omeopatici di caffeina (???).  A me non sembra molto logico e sensato.
Comunque, questa sostanza andrà diluita una marea di volte e, secondo gli omeopati, funzionerà perché l'acqua conserva la “memoria” del principio attivo che poi sarà spruzzato su granuli di zucchero.
Ora, sarò io proprio dura di comprendonio, ma come è possibile che l'acqua mantiene la memoria di una sostanza, tra l'altro diluita così tante volte e non si “ricorda” delle altre molecole? Perché, ovviamente, la diluizione avverrà dentro un recipiente, di plastica, di vetro, di acciaio inox, che è comunque costituito sempre da altri atomi e molecole.
Cioè la molecolina di acqua è in grado di decidere cosa ricordarsi?
Ma poi dentro quell'acqua cosa c'è realmente? Cos'è rimasto di quella goccia di sostanza diluita infinite volte? Trenta esami di chimica all'università, i laboratori pratici, il numero di Avogadro, la mole, gli equivalenti e tutte le leggi della chimica e della fisica, sperimentate, studiate e riprodotte orma da secoli, voilà, tutto sparito?
Non posso proprio farcela...
Non ci sono prove scientifiche a sostegno dell'omeopatia, non ci sono dati riproducibili e quindi scientificamente validi. E li cercano, eccome! Forse ce ne saranno, chissà...
I farmaci tradizionali sono stati sottoposti a rigorosi studi e anni di sperimentazione (in vitro, in vivo e anche su volontari) e alla fine può comunque capitare che alcuni prodotti già sul mercato da tempo, vengano ritirati, perché si scopre che l'uso reale e continuativo sui pazienti o non funziona o peggio crea danni.
I tubetti di granuli omeopatici non hanno nemmeno il foglietto di istruzioni con la posologia, il dosaggio, le controindicazioni, le interazioni... per info devo chiedere al farmacista!
Per me è inconcepibile: non compro niente senza leggere gli ingredienti!!!
Non sarà forse perché appunto nel bugiardino, tra gli ingredienti, ci sarebbe scritto solo zucchero?
Il fatto certo è che l'omeopatia, oltre ad un enorme giro di soldi, è un potentissimo placebo.
Chi la usa giura e spergiura che funziona, tante mamme vedono i propri bambini stare davvero meglio. E non sarò certo io a convincerle del contrario, per carità!
L'effetto placebo è noto, stranoto e studiato. Alcuni meccanismi non sono ancora del tutto chiari. Però gli studi scientifici “seri” relativi a un nuovo farmaco, paragonano sempre i risultati di relativi all'assunzione di una nuova molecola, con quelli ottenuti con un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo. Lo fanno proprio per un non confondere la normale risposta dell'organismo a seguito del fenomeno di aspettativa e non dell'efficacia della nuova medicina in valutazione.
Gli umani sono esseri complessi e influenzabili... e anche l'aspetto psicologico è potente!
Se mi aspetto che quella sostanza, procedura o granello di zucchero (somministrato per tempi lunghissimi, senza essere toccato con le mani e altre pratiche oscure), dia sollievo a malattie passeggere o semplici disturbi e credo fermamente che funzioni, alla fine lo farà!
E' il classico pensare positivo: cambiare aria, sorridere, ecc. L'attesa del miglioramento fa veramente rilasciare piccole quantità di endorfine, adrenalina e adenosina, per resistere meglio allo stress, dolore, ecc. e quindi avrà un effetto reale sull'organismo.
Non solo le pillole possono funzionare da placebo, ma tantissime cose possono farlo. Anche su di me lo utilizzo!
Mia mamma aveva un vecchio foulard di seta che usava se aveva mal di gola. Ora lei non c'è più e quando non mi sento bene lo indosso, e funziona! Il mal di gola si trasforma in raffreddore. Lo so benissimo che sarebbe successo lo stesso senza o con qualsiasi altro foulard... ma si sa, quando si sta male si ha bisogno di coccole aggiuntive... Anche con Emiliano tento questo rimedio e lui, che è molto sensibile e intelligente, sta al gioco e per non dispiacermi mi dice: “Un po' funziona ma non tantissimo...”
E' chiaro che il rinforzo è fondamentale affinché funzioni l'effetto placebo: la convinzione, il rituale, l'ecc.. Ma a me dispiace raccontare palle ai miei figli, anche se a fin di bene...
Comunque, tornando ai granuli omeopatici, il fatto che ci siano prove certe che non ci sia assolutamente nulla all'interno dovrebbe far riflettere, almeno solo per risparmiare soldi!
Molti dicono: “Se è solo zucchero e placebo allora male non fa, perché ti scaldi tanto?”.
Certo! Ma perché devo essere presa in giro attribuendogli doti miracolose che non ha e soprattutto pagarlo tantissimo! A me questo mi farebbe veramente rodere parecchio!
E comunque, per affermare che la salute o la guarigione sia da attribuire a certi granuli, bisognerebbe poter fare una controprova. Una mamma una volta mi ha detto: mio figlio ha preso granuli di xxx e non si è mai ammalato questo inverno. Ci credo, assolutamente! Ma nemmeno i miei si erano ammalati, tutti e due e senza granuli... Sarà stato invece grazie al buon stile di vita, alimentazione e davvero parecchia fortuna?
Molto di quello che vi ho scritto sull'effetto placebo e l'omeopatia è solo un accenno a ciò che troverete su un blog di medicina molto interessante MedBunker, le scomode verità” e che vi consiglio se volete approfondire. 
Il suo autore, il dott. Salvo di Grazia, sono anni che spiega in modo scientifico, con articoli e riferimenti bibliografici, le varie bufale che girano in medicina (anche ahimé incoraggiate dagli stessi medici iscritti all'albo!). Purtroppo tutte queste nuove terapie fanno soprattutto arricchire il fautori delle pseudo cure, piuttosto che guarire il malato...
Il sito non ha banner pubblicitari o riferimenti a case farmaceutiche, è per questo che mi permetto di indicarvelo. Ci sono molti articoli sull'omeopatia, in cui si spiega in modo dettagliato su cosa si basa, le varie diluizioni e come dovrebbe funzionare. Per esempio c'è la “guida illustrata all'omeopatia” davvero molto divertente oltre che esplicativa. Oppure la raccolta dei dati scientifici a supporto, cioè nessuno...
Dell'omeopatia si parla troppo, anche su MammaChimica adesso!
Però il dott. Salvo Di Grazia un giorno mi ha scritto: “Battere l'ignoranza è possibile, ma la cattiva informazione (che non è ignorante ma "interessata") è molto più complicato, per questo ben venga ogni pagina che informa correttamente”.
E con questo intento che vi auguro buona lettura.

Sara A., Mamma Chimica

Per leggere tutti gli articoli di Mamma Chimica clicca qui
Il blog di Mamma Chimica

Published in MAMMA CHIMICA

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