Quadri e disegni di Jacopo Fo in vendita Quadri, tele e bozzetti di Dario Fo in vendita
A+ A A-

MammaChimica

Carissimi,
eccola! Finalmente tutte le ricette, i consigli, le considerazioni di MammaChimica raccolti in un libro disponibile su CommercioEtico!
E inoltre per ogni copia venduta una parte dei ricavi sarà devoluta al Nuovo Comitato Nobel per i Disabili.
Salviamo l’ambiente e facciamo solidarietà, che vogliamo di più?
Lascio la parola a Sara che ci racconta della sua passione per la chimica.
Buona lettura!


Perché la chimica non piace?
Anche nel film Hook (Capitan Uncino), durante la gara di insulti con Rufio, Peter Pan diceva come insulto supremo “Professore supplente di chimica!”.
Considerando le mie supplenze a scuola ammetto di sentirmi parecchio punta nel vivo....
Ma perché la chimica viene disprezzata?
E' una scienza esatta, ordinata, rigorosa e così interessante!
E comunque, è inutile fare tanto gli spiritosi: TUTTO E' CHIMICA!
Definizione testuale: “La chimica è la scienza che studia la composizione, la struttura e la trasformazione della materia. La materia è tutto ciò che ci circonda, che occupa spazio e ha una massa”.

Beh, mi sembra evidente che niente e nessuno può scappare da questa definizione!
Potrei fare milioni di esempi che dimostrino come, anche nel quotidiano, siamo immersi nella terribile chimica: non solo l'acqua che beviamo e l'aria che respiriamo è una miscela chimica di tutto rispetto, ma anche tutti i processi del nostro corpo sono reazioni chimiche.
La gustosissima pizza, con la sua bella pasta lievitata da farcire con fantasia, non potrebbe esistere senza la reazione chimica che consente di produrre anidride carbonica (CO2) e gonfiarla a dovere. Per non parlare dei dolci: la pasticceria è chimica applicata, assolutamente.
Ma anche l'imbrunimento e il gusto tipico della torta in forno, della cipolla nel soffritto o di una buona bistecca è dovuto a una ben precisa reazione chimica, quella di Maillard per l'esattezza, che avviene tra zuccheri ed aminoacidi, con produzione di gustose molecole aromatiche.
Provate a guardare tutti gli oggetti che ci sono in una stanza della vostra casa o quelli che indossate. Se sparisse la chimica la maggior parte delle cose non esisterebbe proprio e rimarreste letteralmente in mutande... sempre che non siano in microfibra pure quelle, eh!
Certo, posso avere tutti gli abiti in fibre naturali, i mobili in legno massello, ecc. Ma qualche strumento con parti in plastica qualcuno li avrà pure creati, qualcuno li avrà trasportati con camion a benzina, o magari li avete ordinati tramite il tablet o telefono (di solito in plastica, vero?).
E forse avrete sulla scrivania, in pregiata noce italiana s'intende, una penna, un evidenziatore o una gomma per cancellare, che è però completamente in plastica!
Non dimentichiamoci che è stato assegnato a un italiano, Giulio Natta, il Nobel per la chimica, nel 1963, proprio per aver messo a punto dei catalizzatori per creare il polipropilene, una plastica che ritroviamo in moltissimo oggetti di uso comune e conosciuta anche con il nome commerciale di Moplen.
Insomma, non maltrattatemi la chimica!

E non appellatevi al “TUTTO NATURALE”, che tra l'altro potrebbe farmi venire il raffreddore da fieno!
Naturale non significa innocuo e sintetico (cioè prodotto in un laboratorio chimico) non significa dannoso.
Dipende.
Il botulino, la cicuta, l'arsenico, l'amianto e il petrolio sono naturali, eppure chi vorrebbe venirci a contatto?
I farmaci (molecole chimiche create ad hoc dopo lunghe ricerche), i dispositivi medici usa e getta, i tensioattivi (sempre più biodegradabili per lavare e lavarci), i pannelli solari, ecc. ecc., sono il frutto della sintesi chimica e molte volte possono contribuire rendere molto più sostenibile la nostra – invadente - vita sulla terra.
Se esistono anche molecole sintetiche nocive e pericolose, è per colpa nostra... non certo della chimica.

Sono molto contenta e soddisfatta di aver studiato Chimica all'università. Fin da piccola sono sempre stata affascinata dal “perché” succedeva una determinata cosa. Perché la torta di mamma cresceva nel forno? Perché se mi sporcavo i piedi di catrame, al mare, si sarebbero puliti con un po' d'olio di oliva? Perché era meglio non cuocere o conservare la passata di pomodoro nelle pentole di alluminio? E altre mille stupidaggini di cui volevo sapere il motivo “vero” e con cui rompevo i miei genitori... mica c'era internet!

Al liceo ero molto combattuta sulla facoltà da scegliere. Certamente doveva essere scientifica e non letteraria, su questo non avevo dubbi.  Tra l'altro, la professoressa di italiano, mi metteva sempre e solo il voto 7, a tutti i compiti in classe. Non facevo nessun errore di grammatica o di sintassi, non andavo mai fuori tema, ma semplicemente a lei non piaceva come scrivevo... Quindi il suo voto era assolutamente soggettivo.
Bene, certamente avrei studiato solo qualcosa di “oggettivo”. Il basso voto doveva dipendere da un mio errore, effettivo e univoco. Non certo perché non ero simpatica al prof, cavolo!
Alla fine ho scelto Chimica, anche grazie ai consigli del mio allenatore di nuoto dell'epoca, un professore di chimica delle superiori.
E l'ho adorata dal primo laboratorio, quello di Chimica Qualitativa, con tutti i suoi colori e odori caratteristici. In laboratorio tutto deve essere tutto pulito e in ordine, altrimenti, oltre a non ottenere ciò che si vuole, si potrebbero correre pure rischi seri. Non era certo un problema per me, ordinata e precisina di natura...

Conservo ancora una provetta super sigillata di un complesso di cobalto. E' costituito da due stratificazioni colorate, rosa e azzurro, bellissime. Se agitate si mescolano facilmente, ma poi si separano, sempre. Non è un trucco, è chimica!

Però, il merito di approfondire e di comprendere meglio le sostanze che solitamente utilizzavo a casa per pulire o lavarmi, va tutto a Emiliano, il mio primo figlio. Solo con lui ho cominciato a leggere criticamente gli ingredienti dei detergenti o delle creme. Avrei spalmato quelle cose su di lui? Gliele avrei fatte respirare? Che impatto avrebbero avuto sull'ambiente in cui avrebbe vissuto?
La responsabilità era troppo grande e non potevo nascondermi dietro quei nomi complicati, io avevo gli strumenti per comprenderli... ma mi serviva una guida affidabile.

Ed è così che ho scoperto Fabrizio Zago e il suo preziosissimo forum BioDizionario: Cosmetici e prodotti Biodegradabili. Fabrizio è un chimico industriale, l'ideatore del Biodizionario e un'autorità nel campo della cosmesi e detergenza ecobio, nonché consulente per Ecolabel.  Sono anni che studio il suo forum, pieno di consigli e dritte, che ovviamente si basano solo sulla chimica e dati scientifici, certi e inconfutabili. Da più di un decennio, costantemente, gratuitamente, con infinita pazienza (che non so proprio dove riesca a trovare) risolve mille problemi di pulizia della casa, di bucato o ci rende più consapevoli nel cercare la crema o il bagnoschiuma perfetto!
Fabrizio non è solo competente e disponibile, ma anche molto simpatico, davvero una bella persona. Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente l'estate del 2014, perché ha accettato il mio invito a partecipare a EcoFuturo, il festival delle ecotecnologie e autocostruzione, promosso da Jacopo Fo.

Ed ora è qui con me in questo libricino, che soddisfazione!
Allora, accantoniamo i pregiudizi e cerchiamo di conoscerla questa bellissima chimica.
Solo le basi, eh! Giusto per risolverci o migliorare qualche piccolo problema quotidiano. Vedrete come la conoscenza e la consapevolezza vi permetterà di scegliere, di scartare, di non essere abbindolati dalla pubblicità o dalle bufale che girano spesso sul web.

MammaChimica, di Sara Alberghini (con la collaborazione di Fabrizi Zago), è in vendita su CommercioEtico!!!

Published in LIBRI

Mamma Chimica – Seconda puntata

IL BLOG DELLA SOCIETA’ CHIMICA ITALIANA
Vi segnalo questo articolo sulla “Stabilità e stato di conservazione dei cosmetici”.
E’ scritto dal Prof. Luigi Campanella, con cui ho fatto la tesi in Chimica alla Sapienza.
Lo ricordo sempre con molto affetto, un mito in facoltà!
Apprezzavo le sue lezioni e adesso leggo con piacere i suoi articoli. Tranquilli, non c’è bisogno di avere la laurea per apprezzarli, è questo il bello!
Questo pezzo fa parte di una serie di articoli presenti sul sito “Il blog della Società Chimica Italiana”, blog davvero molto interessante e anche divertente.
Copio incollo dalla loro pagina di info:
 “Questo blog è frutto del tentativo di alcuni soci della Società Chimica Italiana di affrontare il problema di un migliore contatto fra il mondo della Chimica e il grande pubblico e anche di facilitare il confronto su temi diversi con gli altri soci e in genere con tutti gli interessati.”

CYCLOPENTASILOXANE
Vi indico il link di un post molto interessante sulla molecola in oggetto, che Fabrizio Zago ha gentilmente divulgato sul suo forum.
Parla di un lavoro scientifico effettuato a fine giugno dall’SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety), la massima autorità europea per la salvaguardia della salute dei consumatori, sull’utilizzo del Cyclopentasiloxane. (...)

CONTINUA A LEGGERE CACAO DEL SABATO

Published in ECO-NEWS

Pillole di Mamma Chimica

Seconda parte (leggi qui la prima) delle pillole brevi di Mamma Chimica. Buona lettura!

Detergente intimo al posto dello shampoo
Può capitare di avere prurito al cuoio capelluto e anche una certa desquamazione della cute dopo essersi lavati i capelli. Oppure notare che si sporcano in breve tempo. Forse la colpa è del detergente che contiene tensioattivi troppo aggressivi, oppure perché lavando troppo spesso i capelli si ottiene l’effetto opposto: sgrassando troppo la cute, questa reagisce producendo più sebo per proteggersi, poverina! Comunque, in tutti questi casi, potreste provare a lavare i capelli con un detergente intimo (con buon INCI ovviamente) e con molta probabilità risolverete il problema. I detergenti intimi infatti, per loro natura, sono formulati per essere molto delicati e questo può aiutare a dare un po’ di sollievo al cuoio capelluto.
Così avrete capelli puliti e cute non stressata!

Oli essenziali
Gli o.e. sono oli profumati derivanti da piante, fiori o frutti. Vengono ottenuti tramite l'estrazione o la distillazione di enormi quantità di pianta (da cui deriva anche il loro prezzo elevato).
Oltre a profumare, hanno molteplici proprietà: antibatteriche, analgesiche, tonificanti, cicatrizzanti, ecc. che dipendono dal principio attivo in essi contenuto. Vengono quindi usati in cosmetica, in aromaterapia e anche per uso interno.
Però, nonostante siano “naturali” non significa che sono “innocui” (anche l'arsenico è naturale!).
Anzi, proprio perché al loro interno ci sono sostanze chimiche molto attive e concentrate, sono potenzialmente tossici, alcuni sono irritanti, altri fototossici.
Quindi vanno usati con molta attenzione e solo nelle dosi consigliate. Non si può “improvvisare” e metterne un numero di gocce “a caso”. Non vanno mai utilizzati puri sulla pelle e alcuni sono assolutamente da evitare in gravidanza e sui bambini (da cui vanno comunque tenuti alla larga perché alcuni o.e. potrebbero essere anche letali se ingeriti).
Se sono puri e non dispersi in una fase alcolica, non si sciolgono in acqua, perché appunto sono oli, ma galleggeranno sulla superficie.
Quindi non ha senso aggiungerli, per es., al detersivo per la lavatrice fai da te e pensare che poi profumerà il bucato. In questo modo sprecheremo l'olio essenziale per due motivi: al primo prelievo di detersivo verseremo tutte le gocce insieme; inoltre queste gocce non si attaccheranno ai tessuti, perché non hanno i fissativi del profumo artificiale come nel detersivo tradizionale!
Non sono esperta di oli essenziali e non ne faccio uso attualmente.
Ma potrete trovare informazioni interessanti nei seguenti siti (non solo su come usarli ma anche come “scoprire” se sono davvero puri e naturali e non sono stati soggetti a sofisticazioni, ahimè molto frequenti).
infoerbe.it di Marco Valussi, esperto e consulente della parte botanica del Biodizionario il forum di Fabrizio Zago, Forum di Lola, Forum di Barbara

Il fenossietanolo
Il fenossietanolo è un conservante usato nei prodotti cosmetici, anche in quelli per bambini.
Il suo nome nella lista degli ingredienti (INCI) è Phenoxyethanol.
E' una molecola di derivazione completamente sintetica (cioè prodotta in laboratorio) ma discreta dal punto di vista ambientale.
Non è tra i peggiori conservanti in circolazione (anzi), ma già da qualche anno è oggetto di molte discussioni riguardo alla sua pericolosità.
Certamente non potrà essere una molecola tanto “innocua”, perché il suo lavoro è appunto quello di uccidere i microorganismi (ogni crema o detergente a base di acqua marcirebbe e diventerebbe un ricettacolo di batteri, che poi ci spalmeremo addosso, se non ci fossero conservanti al loro interno!).
Attualmente, in alcuni paesi europei, questa sostanza è stata bandita.
Il problema che gli si contesta è la possibile presenza di diossano cancerogeno, che si può formare durante la sua produzione. Stesso problema evocato per lo SLES e che ha scatenato le medesime campagne allarmanti. Però, nonostante se ne parli su riviste e su siti web, non ci sono dati scientifici o pubblicazioni in merito da controllare.
E' vero che è molto frequente la scoperta di effetti negativi dovuti a conservanti ritenuti “perfetti”, vedi l'accoppiata sorbato/benzoato, che in alcune persone causa forti irritazioni.
Ed è anche vero che spesso si punta il dito su di una molecola, per nascondere qualcosa di peggio. (Vi è mai capitato di leggere in etichetta “senza” questo e quest'altro e poi trovarvi in inci il cessore di formaldeide cancerogena? A me sì...)
Quindi, secondo me la parola d'ordine è VIGILARE, come sempre....
Se avrò aggiornamenti scientifici li posterò.
Magari cercherei comunque di evitare quelle creme che lo contengono e sono destinate a bimbi sotto i 3 anni.
(Per approfondire: forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili)

Per leggere tutti gli articoli di Mamma Chimica CLICCA QUI

Published in MAMMA CHIMICA

Pillole di Mamma Chimica

Brevi news, aggiornamenti, consigli e informazioni dalla nostra Mamma Chimica. Buona lettura!

Talco per tenere lontane le formiche, un rimedio semplice e non tossico!
Solitamente non circolano tante formiche in giardino, ma verso fine luglio cominciano ad arrivare in massa, ed eccole numerose dopo il pranzo o la cena sotto il seggiolone di Claudia. Ma non è questo il problema, sono le lunghe scie che a volte si formano vicino all’entrata della cucina che mi preoccupano…di certo con 2 bambini e un gatto non mi metterò mica a spruzzare repellenti strani! Per evitare che entrino e ritrovarmele così in tutta la cucina, cospargo lungo la soglia del semplice talco e vi assicuro che stanno alla larga! Vi confesso che non conosco il motivo della sua efficacia, probabilmente è il profumo che le stende! O forse è anche il fatto che il talco che ho in casa (vecchio di millenni perché lo usava mio papà per riporre canotti e gonfiabili per il mare durante l’inverno) contiene Belzalkonium chloride, un conservante e quindi con proprietà battericide?
Per approfondire c’è un post dedicato sul forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.

Aggiornamenti scientifici
Vi segnalo 2 post interessanti sul forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.
Il primo, del 10 luglio 2013, è della dottoressa Riccarda Serri (Riky), dermatologa, in cui si parla di conservanti allergenizzanti a seguito di recenti studi effettuati: “The American Academy of Dermatology is alerting its dermatologists to methylisothiasolinone. Alone or in combination with methylcholoroisothiasolinone, the preservative “can be found in some face creams, mascaras, shampoos, body washes and even wet wipes.” Unfortunately, the AAD is “calling it the contact allergen of the year because it’s causing skin rashes at an increasing rate.” Some people who use products containing the substance are ending up with contact dermatitis as a result of an allergic reaction.”. (L'American Academy of Dermatology avverte i suoi dermatologi a proposito del methylisothiasolinone. Da solo o in combinazione con methylcholoroisothiasolinone, il conservante può essere presente in creme per il viso, mascara, shampoo, bagnoschiuma e salvettiene umidificate. Purtroppo l'AAD è da considerarsi un allergene e sta causando eruzione cutanee con un tasso sempre crescente. Alcune persone che utilizzano prodotti contenenti questa sostanza finiscono per aver dermatiti da reazioni allergiche).
Il secondo post è del 25 luglio 2013, da parte di Fabrizio Zago e relativo ad una sostanza spesso presente nei detergenti, la Cocamide DEA: “Da quando esiste questo forum e da quando esiste il Biodizionario abbiamo sempre sostenuto che la Cocamide DEA doveva essere considerata sostanza a doppio pallino rosso. Oltre a noi, adesso e con 13 anni di ritardo, anche altri enti importanti stanno arrivando alle stesse conclusioni: “California’s Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHHA) has listed Cocamide DEA (CAS No. 68603-42-9) on Proposition 65.”
Le sostanze citate sono appunto considerate da tempo poco adatte alla formulazione cosmetica e quindi, se presenti nell’inci, mi fanno scartare il prodotto. Ma la pubblicazione di articoli scientifici in merito non fa altro che confermare la preziosità del Biodizionario e la competenza e lungimiranza del suo creatore, il chimico Fabrizio Zago.

Avvertenze di un ammorbidente tradizionale
A proposito di profumi e sostanze strane che ci sono nei detersivi tradizionali, mi sono imbattuta in questo prodotto che mi è arrivato per posta come pubblicità.
È il campioncino di un nuovo ammorbidente, già super pubblicizzato.
Premetto che non ho in casa ammorbidenti da secoli proprio perché non voglio residui sul bucato, ma l’etichetta mi ha lasciato comunque a bocca aperta!
Dunque, tra le varie cose è scritto:
“Contiene tetramethyl acetyloctahydronaphthalenes. Può provocare una reazione allergica.
Non usare mai il prodotto direttamente sulla biancheria, non travasare mai in bottiglie per alimenti.
ATTENZIONE: gli ammorbidenti liquidi possono aumentare l’infiammabilità dei tessuti, usare più prodotto di quanto consigliato può aumentare questo effetto.
EVITARE di usare il prodotto in questi casi: sui pigiami dei bambini, sui capi etichettati come non infiammabili, sui capi in fibre soffici (come lana, velluto, ciniglia e spugna)”…praticamente su nulla!
Ma con che coraggio lo vendono e con che coraggio lo comprano???

“Lavarsi” con le farine
Un'idea eco-bio-veloce-economica per lavarsi, in alternativa al solito detergente a base di tensioattivo, è usare le farine!
Per esempio per il viso la farina d'avena è la più delicata e lenitiva, mentre la farina di riso ha un effetto esfoliante (tipo scrubb leggero) e rinfrescante.
Basterà mettere un po' di farina sulla mano, aggiungere acqua e spalmare la pappetta sul viso massaggiando, come se fosse un normale sapone. Si sciacqua e il gioco è fatto! Se siete truccate, otterrete un risultato migliore usando prima un po' d'olio o latte su un batuffolo di cotone per togliere il trucco.
Le farine potete tenerle in bagno, in un barattolo chiuso per evitare che assorbano umidità e con all'interno qualche chiodo di garofano (dalle blande proprietà antibatteriche). Personalmente trovo molto comodo utilizzare il contenitore “dosa zucchero”, quello che quando lo rovesci esce appunto una dose di farina.
La farina di grano saraceno è invece un ottimo rimedio per pulire le mani quando si dipinge ad olio.
Per i capelli potreste provare la farina di ceci, anche in questo caso dovete diluirla con acqua tiepida e passarla bene tra i capelli bagnati e sul cuoio capelluto, poi va risciacquata con cura. Non vi venga in mente di usare la farina bianca (tipo 00 ) sui capelli: vi si appiccicheranno tutti e toglierla sarà una vera rogna! (Più la farina è ricca di glutine e maggiore sarà l'effetto colla).
Anche per il corpo è ottima la farina d'avena. Molti si sbizzarriscono unendo più farine diverse, profumandole con spezie in polvere (cannella, salvia, basilico, rosmarino, cacao) o gocce di olio essenziale.
Invece, per pulire il sederino dei neonati in caso di pupù, ho sperimentato con successo la pappetta fatta con amido di riso sbriciolato e acqua: lenitivo e soprattutto senza profumi e tensioattivi. Ottimo ovviamente anche per il bagnetto!
Per correttezza, c'è da dire che in realtà le farine non “lavano”, ma piuttosto “puliscono”.
La pappetta di farina o di amido sfregata sulla pelle, adsorbe ed emulsiona via lo sporco, rimuovendolo meccanicamente, in modo delicato e certamente meno “invasivo” del tensioattivo. Analogamente, i grassi contenuti nell'olio o nel latte si miscelano con quelli contenuti sul viso e sul make-up, che potranno così essere più facilmente rimossi. In pratica è l'antica tecnica di pulizia e igiene, quando non esisteva l'industria dei tensioattivi si combatteva lo sporco con una cosa analoga es. il grasso con il grasso (metodo omeotropico).
Il sapone invece lava e deterge, eliminando “brutalmente” tutto ciò che incontra sul viso o sul corpo (grassi esogeni ed endogeni) con il meccanismo che ho già descritto qui, esattamente come si lava un piatto o il pavimento (metodo allotropico: qualcosa che va contro il male da combattere, il contrario dell'omeotropico).
Per approfondire ci sono moltissimi post sul forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.

Mamma Chimica è Sara Alberghini, futura abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica
Per leggere tutti gli articoli di questa rubrica

Published in MAMMA CHIMICA

 Ads

Iscriviti alle newsletter di CACAO

E' gratis! Inserisci il tuo indirizzo e-mail nei box qui sotto
 
Iscriviti a Cacao Il Quotidiano delle buone notizie comiche

Iscriviti - cancella



Iscriviti a Cacao della domenica


Iscriviti - cancella

 

 

Leggi la Privacy

Vacanze benessere!

I Video di Alcatraz Channel

Tutti i video della Libera Università di Alcatraz

Comitato Nobel per i disabili Onlus

Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili Onlus
FAI UNA DONAZIONE AL COMITATO

Bonifico Bancario - Vaglia Postale

Ecovillaggio Solare di Alcatraz

 Ecovillaggio Solare di Alcatraz
Vicino ad Alcatraz, in Umbria, stiamo costruendo un ecovillaggio immerso in una valle meravigliosa, silenziosa e incontaminata. Scopri qui il progetto

SITI AFFILIATI AL NOSTRO CIRCUITO

Cacao - Quotidiano di buone notizie comiche:
www.cacaonline.it

Merci Dolci srl:
www.commercioetico.it
www.mercidolci.it
www.energiaarcobaleno.com

Eleonora Albanese:
www.eleonoraalbanese.it

Cacao è una testata giornalistica regolarmente registrata presso il Trib. di Perugia Aut. n° 634 del 21/06/1982
Redazione:
Jacopo Fo, Simone Canova, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco
E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Domain Register: Associazione Cacao Libera Università di Alcatraz, S. Cristina di Gubbio 53, 06020 (PG) - PI: 00729540542