29 gennaio 2018, nasce People For Planet!
Ci sono giornali che ti dicono che cosa è successo ieri. People for Planet ti racconta cosa succederà domani.

In questo momento molto delicato dell’evoluzione umana abbiamo visto la possibilità di creare qualcosa di nuovo e di utile!
Dal 29 gennaio 2018 metteremo online People For Planet, un giornale digitale ben informato e anche un sistema di connessione e cooperazione: uno strumento per far nascere iniziative, per fare incontrare ricercatori, tecnici, scienziati, gruppi solidali, amanti del verde e degli animali, imprenditori illuminati, buongustai, comici e artisti, coltivatori sinergici, operatori sociali, formatori, sportivi.
Vogliamo contribuire a far incontrare le persone che in questo momento stanno costruendo il pianeta di domani e sostenerli, dare visibilità ai loro risultati.
Stay Tuned! Al 29 gennaio 2018!!!

Intanto potete seguire la nostra campagna social su:
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Progetto Tell Me Alfabetizzazione dei migranti attraverso il teatro
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I libri consigliati da Cacaonline

Dai biscotti alla moda, le storie straordinarie dei prodotti "Made in carcere". Guida a 100 progetti di lavoro "dentro"

Il lavoro è lo strumento più efficace di reinserimento nella società per i detenuti: lo dicono i numeri, lo dice l’esperienza. Già nella Costituzione si riconosce che dalla dignità di un impiego passa la riconquista della libertà, e con essa la probabilità di non delinquere più. Per questo motivo è stato scritto questo libro: per raccontare e sostenere le molte iniziative di lavoro nei penitenziari italiani, siano esse affidate a cooperative o imprese private e pubbliche. Perché far lavorare i detenuti conviene: a loro stessi, alle loro famiglie, alle aziende, a tutti noi.
Ed è incredibile, andate a farvi un giro su tutti i siti citati dalla guida, scoprirete, come è successo a noi, un mondo fantastico.
La Casa Circondariale di Busto Arsizio a Varese, per esempio, produce cioccolato e pasticceria. Il sito è www.dolciliberta.com. Trovate i loro prodotti in 6 punti vendita a Milano e dintorni.
In un capannone-laboratorio di 800 metri quadrati dedicato alla produzione di cioccolato e pasticceria (la Fabbrica di cioccolato di Willy Wonka), trovano impiego 40 detenuti e 6 addetti esterni, con 100 metri quadrati solo per la formazione. Nel laboratorio si producono 700 chili di cioccolato al giorno e 300 chili di pasticceria.
Certo che... mangiare il cioccolato così... da solo... meglio col pane. Il pane lo fa la cooperativa sociale Il Convoglio della Casa Circondariale di Pavia. Dal 1990 la cooperativa produce il pane per tutto il carcere (circa 450 detenuti), col tempo si è sviluppata e ora ha addirittura un negozio dove si trova di tutto e che fornisce anche asili, mense, trattorie. Dal 2007 inoltre la cooperativa gestisce anche un deposito di bici, per smaltire le dolcezze del forno.
E che dire della Fattoria “Al cappone” cha Opera (Milano) e che fa allevamento di quaglie da uova? 800 animali che producono ognuna un uovo al giorno. Sono quaglie giapponesi, quando fanno l'uovo urlano “Banzai!!!”. Trovate ricette e informazioni al sito www.alcappone.it
In quanto a fantasia per i nomi i detenuti si sprecano: che ne dite di Associazione "A Mani Libere" che ha a sua volta creato una cooperativa sociale chiamata "Filare Dritto"? Ovviamente la cooperativa si occupa di lavori con la lana, borse, cappelli, accessori, tappeti e complementi d'arredo e la trovate al sito www.amanilibere.it. Impiega i detenuti e le detenute della casa circondariale di Enna.
E su borse e altri accessori lavora anche Officina Creativa, cooperativa sociale del carcere di Lecce e Trani. Officina Creativa si occupa soprattutto di riciclo, o meglio, come dicono loro di "offrire una possibilità di rinascita non solo ai tessuti e ai materiali che vengono impiegati per realizzare borse e altri accessori, ma anche alle detenute che li confezionano". Il progetto si chiama Made in carcere www.madeincarcere.it
Infine, dal carcere di Verbania e Saluzzo, la cooperativa sociale Divieto di Sosta – Banda Biscotti che produce, appunto, biscotti che trovate in vendita nelle botteghe di Altromercato della zona e che potete vedere qui: ww.bandabiscotti.it
Ma c'è veramente di tutto, un mondo di iniziative: si va dalla coltivazione di fragole in serra, all'ideazione di articoli di design, riparazione hardware, maglioni, case editrici, laboratori teatrali.
Un libro che è anche una guida di viaggio, alla scoperta del lavoro “dentro”.  Perché anche questo è commercio alternativo.
Buona lettura!

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- Voler mitigare la povertà senza mitigare la ricchezza è ipocrisia
- La sostenibilità come programma di sopravvivenza
- I ceti dei consumatori globali, degli imprenditori e degli investitori sono chiamati a cedere  alla natura e a chi sta peggio nel mondo una parte del loro potere in termini di capitale e confort. Se non lo faranno, resterà ben poco di  ciò che ora rende la loro posizione così desiderabile.

(Marco Morosini, analista ambientale, Politecnico di Zurigo)

Carissimi,
vi presentiamo oggi la versione italiana di un libro che sta cambiando la Germania: “Futuro sostenibile. Le risposte eco-sociali alle crisi in Europa”. Questo nuovo studio di Wolfgang Sachs e del Wuppertal Institut fa parte della campagna “Germania capace di futuro” condotta dal 1996 dal BUND – la principale organizzazione ambientalista tedesca – dalla Chiesa cattolica e, dal 2008, dalla Chiesa evangelica, per proporre riforme politiche, sociali, economiche, tecnologiche e degli stili di vita che rendano la Germania socialmente e ecologicamente sostenibile secondo principi di equità globale.
La versione italiana, finanziata tra gli altri da Banca Etica, ACLI, Caritas, CISL, ARCI e Legambiente, è stata adattata al nostro paese togliendo i riferimenti alla Germania e aggiungendo riferimenti all’Italia e all’Europa nonché note e bibliografia aggiornate al 2011.
Le riforme proposte da Wolfgang Sachs e dai 30 autori dello studio potrebbero impegnare i governi di un paese europeo per le prossime due generazioni e rispondono a una domanda sempre più drammatica: come ospitare degnamente gli abitanti della Terra senza stravolgere gli equilibri ecologici su cui si fondano l’alimentazione, il benessere e l’intera economia?
Sia la prima edizione dello studio (1996) sia la seconda (2008) hanno venduto in Germania 30.000 copie e sono state lo strumento di una campagna che ha notevolmente influenzato il dibattito nella società e la prassi politica.


Per l’equità globale: “una società da 2000 watt”
Oltre ad alcune idee guida per una società sostenibile e a molti esempi di buone pratiche di sostenibilità già in atto, lo studio “Futuro sostenibile” di Wolfgang Sachs e del Wuppertal Institut propone riforme a tre livelli: i comportamenti individuali, la società e l’economia nazionale, la politica e l’economia mondiale.
“Chi acquista in modo  oculato - scrive Sachs - presterà attenzione, al di là del prezzo, alla qualità ecologica  e sociale dei prodotti. Chi si sente cittadino anche nelle sue scelte  di consumatore farà sì che i suoi acquisti contribuiscano sia a tutelare l’ambiente sia a promuovere la solidarietà verso coloro che vivono peggio.”
Per esempio: “La signora Rossi si sveglia al suono della radiosveglia (emissione di CO2: 22 g/giorno). Accende la luce (0.3 kg) e saluta l’inverno nel tepore domestico (10 kg). Si lava i denti con lo spazzolino elettrico (48 g), fa la doccia (2.9 kg), fa bollire l’acqua per il tè (138 g). Percorre in auto otto chilometri (3.6 kg) e a pranzo si mangia una bella bistecca di manzo (1.3 kg di CO2). E per dessert, fragole dal Sudafrica (11 kg). Tornata a casa fa il bucato (1 kg) e lo mette nell’asciugatrice (2.3 kg), accende la lavastoviglie (870 g), usa l’aspirapolvere per dieci minuti (100 g) e guarda la televisione (40 g). La televisione e il lettore Dvd sono in modalità standby (150 g). Quando la signora Rossi va a letto, ha emesso in totale ben 38 kg di CO2. Senza apportare grandi modifiche alla sua vita, potrebbe ridurre di un terzo le sue emissioni di CO2, per esempio optando per la carne di maiale nazionale, facendo asciugare i panni all’aria, scegliendo frutta di stagione e utilizzando elettricità ecologica.”
Le scelte individuali però non bastano se non si cambia la politica industriale: “Una flotta di automobili in cui tecnicamente i veicoli non possono superare i 120  km/h necessita molto meno carburante e consente altre soluzioni per materiali, peso, attrezzature di sicurezza o progetto della forma; si tratta dunque di una nuova generazione di tecnologia automobilistica. Similmente, si possono progettare treni non più veloci di 200 km/h, soglia oltre la quale il consumo d’energia aumenta oltre misura. Nel progetto di veicoli avvedutamente motorizzati l’utopia del XXI secolo di vivere con eleganza entro limiti naturali trova così  la sua nuova espressione tecnologica.  C’è più futuro nello Zeppelin che nell’Airbus A-380.”
Una nuova politica industriale deve affrontare in modo globalmente equo prima di tutto il tema dell’energia, mirando a dimezzare in Italia entro il 2050 l’uso d’energia primaria e a soddisfare il rimanente fabbisogno quasi esclusivamente con energie rinnovabili. Come già deciso nel 2002 dal governo elvetico per la Svizzera, l’obiettivo è una “società da 2000 watt”, in cui l’uso d’energia primaria sia ridotto all’attuale uso medio mondiale di 1,5 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) pro capite, pari a un flusso continuo pro capite di 2000 watt di potenza; il nostro consumo medio attuale è di 3 tep, pari a 4000 watt; quello negli USA, di 8 tep (11000 watt).
Riforma fiscale ecologica, regionalizzazione e regolazione dell’economia, rafforzamento dello stato sociale e dei servizi pubblici, reddito di cittadinanza: sono queste alcune delle proposte a livello nazionale. Una riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio che includa nelle sue regole standard sociali e ambientali e la creazione di una Organizzazione internazionale dell’ambiente sono le proposte per avviare una “politica interna della Terra”.

Biografie

Wolfgang Sachs, autore di numerosi libri e direttore della sede di Berlino del Wuppertal Institut, ha studiato sociologia e teologia cattolica.  Ha insegnato all’Università di Pennsylvania, è docente allo Schumacher College, professore onorario alla Università di Kassel, collaboratore dell’Ipcc, membro del Club of Rome. Ha curato Il dizionario dello sviluppo (Ega, 2004), un classico degli studi sulla sostenibilità e la giustizia sociale. Tra i suoi titoli più recenti in italiano: Per un futuro equo (Feltrinelli, 2007), Ambiente e giustizia sociale (Editori Riuniti, 2002) e Futuro sostenibile – Riconversione ecologica. Nord-Sud, nuovi stili di vita (Emi, 1997).

Marco Morosini, analista ambientale al Politecnico federale di Zurigo, ha studiato ecotossicologia e chimica analitica ambientale. E' stato direttore di progetto alla TA-Akademie (Center of Technology Assessment) di Stoccarda, dove ha pubblicato un manuale in tre volumi sugli indicatori di sviluppo sostenibile (Umweltindikatoren und nachhaltige Entwicklung, 2001-2002). Ha curato “Futuro sostenibile” (EMI, 1997). Sullo sviluppo sostenibile ha realizzato documentari televisivi, scritto testi per il teatro e tenuto una rubrica nella pagina “Ethical living” del settimanale Internazionale.

 

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