Festival EcoFuturo 2017 Padova

Quadri, tele e bozzetti di Dario Fo in vendita
A+ A A-

I libri consigliati da Cacaonline

Carissimi,
ci siamo proprio affezionati a questo Darwin qui, come lo racconta Dario nel suo ultimo lavoro e quindi dedichiamo ancora allo scienziato inglese questo numero di Cacao. 
Se siete dalle parti di Biella potete ammirare la mostra bellissima a lui dedicata  a Palazzo Ferrero e Palazzo Gromo Losa con dipinti, pupazzi, sagome, sculture.
Oggi vi proponiamo le prime pagine del libro: Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre? Edito da Chiarelettere.
Grazie a Dario Fo per questo splendido lavoro.
Se vuoi acquistare il libro clicca qui

Alla riscoperta del mondo
Un giovane curioso e assetato di conoscenza

Charles Darwin, nato in Inghilterra all’inizio dell’Ottocento, crescendo si dimostrò nel suo evolversi culturale uno dei geni assoluti della scienza degli ultimi secoli.
Comincio col dirvi che Darwin proveniva da una famiglia di personaggi fuori dal comune. Nonni e padre erano di professione medici: tutti presi da una voglia irresistibile di scoprire attraverso la nuova scienza una verità del sapere del tutto sconosciuta. Soprattutto facevano parte di quella umanità che oggi chiamiamo progressista.
Tanto per cominciare, le lotte a cui partecipavano con slancio straordinario erano quelle contro la tratta degli schiavi e tutti i conflitti sullo sfruttamento coatto dei lavoratori.
Il giovane Darwin fu a sua volta coinvolto fortemente dal desiderio di conoscenza: «Quando mi trovo davanti a ogni realtà conclamata – ripeteva – mi sorge sempre il dubbio che la verità sia un’altra». E ancora ragazzino divenne un accanito ricercatore, si interessò agli insetti per arrivare agli esseri viventi più complessi. Ma, come succede a tutti i ragazzini o quasi della sua età, guardava con molta attenzione ed emozione anche le ragazzine, in particolare una più giovane di lui di qualche anno. Si chiamava Fanny.
Con lei trascorreva tutte le vacanze estive. Un giorno, mentre raccoglievano in un campo di fragole alcuni coleotteri, si ritrovarono così vicino a una fragola da morderla insieme e si baciarono.
Gli incontri che preferivano, però, erano quelli sotto il tetto del palazzo in cui abitava Fanny: lo chiamavano «il Paradiso». In Paradiso si amarono davvero senza limiti.
Ma, ahimè, arrivò il tempo in cui l’inverno costrinse Charles ad abbandonare Fanny per frequentare l’università a Edimburgo. Tentò di entrare nella facoltà di Medicina ma, al primo incontro con l’autopsia di un cadavere, svenne dopo aver vomitato addosso al maestro degli squartamenti. Fu indirizzato quindi a frequentare la facoltà di Teologia, un po’ meno cruenta.
Il suo interesse per la scienza, però, cresceva di giorno in giorno, soprattutto grazie alle lettere che riceveva e spediva ad altri giovani naturalisti e scienziati di fama, di cui aveva letto articoli che lo avevano fortemente colpito.
Spesso si lamentava d’essere costretto ad abitare in un’isola, l’Inghilterra, rimanendo nella quale era difficile toccare con mano la realtà espressa dall’intero creato. Per cui, all’età di vent’anni, decise di esplorare da vicino tutto il mondo ancora in gran parte sconosciuto. Quindi si imbarcò su un tre alberi della Reale marina inglese nelle vesti di ricercatore scientifico.
Zampe che si accorciano e becchi che si allungano
Culturalmente il capitano era il suo esatto opposto: un credente quasi fanatico col quale Charles ebbe spesso discussioni che finivano nell’insulto. Fin dal primo giorno di navigazione si divertiva ad apostrofare il giovane laureato col termine di «reverendo» e ogni tanto anche di «dottore».
Darwin non raccoglieva le provocazioni ma un giorno, trovandosi la nave ancorata alle Galápagos, un arcipelago del Pacifico situato al largo del continente sudamericano e attraversato dall’equatore, raccolse il solito sberleffo e si lasciò andare a sostenere idee che per il capitano erano vere e proprie bestemmie.
Il confitto si consumò durante il pranzo degli ufficiali, a bordo naturalmente del Beagle (questo era il nome del brigantino).
Eccovi il dialogo.
«Se vi devo dire la verità, dottor Darwin – comincia il capitano –, spero non vi offendiate, mi è difficile capire come possa un uomo intelligente a par vostro, con una laurea in Teologia, diventato pastore di anime, andarsene in giro a raccogliere conchiglie, coleotteri e crostacei, e non per mangiarli, ma per catalogarli. A che scopo?»
«Nella ricerca della verità» risponde Darwin.
«Già, la verità del coleottero!?»
In coro gli ufficiali esplodono in una grossa risata.
Il professore in Teologia non raccoglie la provocazione e risponde tranquillo: «Vedete, capitano, grazie a ricercatori che sono arrivati prima di me ho maturato una teoria».
«E quale sarebbe questa teoria?»
«Quella inerente all’evoluzione delle specie.»
«Che vuol dire con evoluzione?»
«È un termine che viene dal latino evolutio, che indica il gesto di srotolare il papiro del conoscere.»
«Ah, interessante! Non lo sapevo.»
«Io e i miei amici scienziati ci siamo messi in testa che ogni essere vivente sulla Terra, che sia animale, vegetale o umano, così come lo conosciamo oggi, risalga a una specie primordiale univoca, poi in seguito si sia evoluto e da una sola specie si siano prodotte specie diverse più composite.»
«Sì, la conosco questa teoria. Ma andate avanti, diteci, che cosa le fa evolvere queste creature? Una loro volontà innata?»
«No, in questo primo caso la volontà non c’entra per niente. L’evoluzione avviene incidentalmente, ma soprattutto questa metamorfosi è prodotta dalla necessità di sopravvivere. Ogni giorno qui alle Galápagos visitiamo atolli contornati da barriere coralline, e voi potete ben testimoniare che queste isole sono straordinariamente prossime l’una all’altra. Eppure in ogni atollo risiedono fauna e flora completamente diverse.»
«Sì, è vero, l’ho osservato anch’io.»
«Ecco, bravo, avrete notato che gli uccelli che abitano l’una e l’altra isola svelano forme diverse di ali, e dimensioni e colori differenti. Che in alcuni volatili il becco si è allungato, in altri le zampe si sono accorciate o divenute di doppia lunghezza. È qui che mi sono chiesto: perché? Che cosa ha prodotto questa variante tanto evidente in quei volatili? Appunto, la ricerca di un modo più facile e sicuro di campare.»
«Come, come? Si accorciano e si allungano le zampe per riuscire a sopravvivere?» «Certo, naturalmente con un processo che dura secoli. Ci sono volatili che all’istante si trovano costretti a campare in una palude nella quale l’acqua è a livelli minimi, tre, quattro piedi al massimo, e il cibo di cui si nutrono, crostacei vari, sta sul fondo. Ed ecco che per evitare di tuffarsi decine di volte nell’acqua risolvono meglio facendo sì che le zampe si allunghino, e anche il becco e il collo s’allungano, per permettere all’uccello di infilare la testa fino al fondo della palude.»
E il capitano con ironia: «Stupendo! Come a dire che quei volatili hanno il privilegio di poter ridurre o dilatare gambe e becco a seconda del livello della laguna?».
«Sì, è così! Alcuni giungono sull’acqua e proseguono galleggiando e facendosi trasportare dalle correnti. Altri invece volano ad alta quota e poi di lassù, all’istante, serrano le ali l’una contro l’altra così da poter penetrare nel mare come siluri, zuuun!, fino a raggiungere decine di spanne sul fondo, e catturano i pesci con una velocità e una precisione impressionanti. Questo è un esempio di diversa evoluzione.» «Fantastico! E quindi voi, grazie a una semplice osservazione, caro Darwin, mi venite a dire che il fenomeno della metamorfosi a cui partecipiamo è frutto dell’adattamento naturale insito in ogni essere vivente, e che uccelli e fenicotteri e fringuelli dimostrano istinto di adattabilità, quindi sono intelligenti!»
«Eh sì, mi dispiace, ma alludere a certi personaggi chia-mandoli “stupidi come un piccione” è completamente sbagliato.»
(Continua)

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Carissimi,
in questi giorni mi sto occupando di un lavoro veramente piacevole. Per un progetto molto interessante di cui spero di parlarvi prestissimo sto rivedendo tutti i corsi di teatro tenuti da Dario Fo in questi anni ad Alcatraz.
Chi li ha frequentati ricorderà che Dario creava con i ragazzi una sorta di bottega artigianale: insieme agli allievi discuteva, raccontava il progetto a cui stava lavorando al momento. Ecco quindi che ogni seminario era diverso dal precedente perché lo era l’argomento principale.
In particolare ieri pomeriggio mi sono riascoltata un corso del 2010 e quell’anno si parlava di Gesù e le donne.
Il libro è la riedizione di un altro testo scritto da Jacopo Fo e Laura Malucelli
Qui Dario ha aggiunto le sue straordinarie tavole e altre storie che dimostrano l’incredibile rapporto tra il Cristo e le donne del suo tempo.
Come dice Dario stesso: “Sono convinto che Gesù sia esistito davvero e possedesse straordinarie doti di fabulatore.  Come avrebbe potuto altrimenti catturare l’attenzione appassionata di migliaia di uomini e donne, per non parlare dei bambini?  Le folle non lo seguivano solo per i suoi miracoli, ma per la commozione e la gioia che sapeva comunicare con le sue storie.
 Di San Francesco si diceva che “di tutto il suo cuorpo facea parola”.  Questo valeva anche per Gesù. Egli portò ai disperati l’agape, Ovvero l’amore, e di questo amore gran parte ne regalò alle donne. (...)

CONTINUA A LEGGERE CACAO del Sabato

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Carissimi,
questa settimana parliamo di un libro di Dario Fo, scritto con Giuseppina Manin e uscito a marzo di quest’anno: si tratta di Dario e Dio, a cui Micromega dedica un bellissimo articolo di Michele Martelli. Ne pubblichiamo una parte e di seguito un brano del libro stesso.
Buona lettura!

Il Deus ridens di Dario Fo
di Michele Martelli

Dario Fo era ateo, l’aveva dichiarato ripetutamente, nato e cresciuto in una famiglia di tradizioni laiche e socialiste, mai stato credente: un ateo anarchico pronto a sbeffeggiare ogni forma e tipo di potere, come recita la motivazione del Premio Nobel attribuitogli nel 1997: «Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi». Non era stato cacciato, insieme a Franca Rame, dalla tv di Stato democristiana nel 1962, colpito da anatema nel 1977 dal cardinal Poletti e dal Vaticano, esecrato da preti e deputati dc come un guitto nemico dei valori cattolici e religiosi? Mistero buffo, il suo capolavoro? Un’opera da Indice dei libri proibiti, un autore eretico da mandare, in altri tempi, al rogo.
Questo era il mio Fo, conosciuto anche personalmente negli anni Settanta. Un artista dissacrante, imprevedibile, libertario, trasgressivo, divenuto per me un esempio vivente di coraggio e coerenza civile e intellettuale. Ma ecco la sorpresa: il recente libro-intervista di Dario Fo con Giuseppina Manin: Dario e Dio, pubblicato nel marzo di quest’anno. E che, lo scomodo giullare novantenne, dileggiatore di ogni potere, si è improvvisamente convertito? Quanti atei e agnostici, dinnanzi all’approssimarsi della fine, preferiscono dubbiosi la scommessa di Pascal? Fo uno di loro? Questo il mio sospetto, che nemmeno le recensioni scorse rapidamente avevano del tutto dissipato.
Ma ecco che mi capita, in libreria, di sfogliare quel libro (da precisare che non era ancora uscito il suo ultimo, su Darwin), fermandomi sul delizioso capitolo: «L’invenzione dell’Inferno». Leggo il libro e scopro un altro Fo. Sì, il teatrante di genio, ma anche qualcos’altro, sì, un teologo. Il teologo della risata. L’espressione può apparire strana, paradossale, assurda. Fo ha sempre rifiutato di farsi rinchiudere in uno schema, tantomeno professorale, accademico. Cito un ricordo personale: negli anni Settanta accettò di tenere un corso di Estetica all’Università di Urbino, ma presto smise. Le sue lezioni erano un divertente misto di parlato e recitato, intessuto di accurate esposizioni dei risultati delle sue originali ricerche sulla Commedia dell’Arte e sulla storia del teatro popolare da un lato, e dall’altro di gustose e straordinarie recitazioni improvvisate. L’Accademia con i suoi tempi fissi, i suoi riti barbosi e le sue regole plumbee non era fatta per lui, maestro insuperabile di libertà e creatività. (...)
Continua

Gesu all’inferno: liberi tutti!
E sempre Maddalena è scelta da Gesù come testimone prima della resurrezione. Il Vangelo di Giovanni ci dice che l’evento clou della storia, quello su cui si fonda l’intera religione cristiana è consegnato a lei. A una donna. Un altro scandalo, postumo, di Gesù.

“La prova che lui la considerava superiore a tutti gli altri discepoli, le più amata,  la più sincera.  Quelle di cui si fida più di qualsiasi altro,  apostoli compresi.  L’eletta di Gesù in vita,  morte e pure resurrezione,  è Maddalena.  E’ lei,  che con altre donne sta andando a imbalsamare il corpo di Gesù con unguenti e mirra, la prima a scoprire il sepolcro vuoto. A scorgere, tra le lacrime che il panico, un uomo che sulle prime Maddalena non riesce neanche a identificare. Lo scambia per il custode del giardino dove era la tomba. Ma subito dopo capisce che proprio lui, il suo Gesù. Che con tenerezza la invita a non piangere e la incarica di annunciare a tutti gli apostoli che lui risorto.”

 Chissà come ci saranno rimasti male degli altri apostoli… sia per il fatto in sé,  sia anche perché un messaggio vitale importanza viene affidato a una donna.
“ Pietro di certo sarà stato nervosissimo…  come, anche dopo morto preferisce quella lì,  si mostra a lei per prima…  ma dove andremo a finire! Se non  si mette un freno subito, qui finisce che invece di San Pietro, a Roma sorgerà la basilica di Santa Maddalena.” (...)
(continua)

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Pubblichiamo di seguito la lettera scritta da Dario Fo al Sindaco di Biella, Marco Cavicchioli dove si stava allestendo la mostra dedicata a Darwin, inaugurata per la prima volta questa estate al Palazzo del Turismo Primo Grassi a Cesenatico.

Caro Marco,
mi spiace di non averti potuto conoscere quando, nel 1974, venimmo con tutta la compagnia a Biella per un incontro davvero epico, giacché allora tu eri un bambino, avevi appena cinque anni. Nessuno poteva immaginare fin da allora che dopo quarant’anni saresti divenuto il sindaco di una delle città più vive del Piemonte. Ma di certo, qualche anno dopo quell’evento, ti avranno raccontato delle manifestazioni che, con Franca e l’intera nostra compagnia, (...)

CONTINUA A LEGGERE CACAO del sabato!

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Quest’estate ho accompagnato Jacopo a Cesenatico: andava a trovare Dario che stava allestendo una grande mostra su Darwin al Palazzo del Turismo.
Appena arrivati all’ingresso abbiamo visto un enorme dinosauro di cartapesta. Come inizio non era male, e poi la locandina della mostra mostrava una mamma scimmia amorosa che teneva in braccio un bimbo bianco. Bellissima.
La mostra prevedeva tutti i giorni una lezione su Darwin tenuta dallo stesso Dario e dai suoi collaboratori.
Quella mattina era tutto in pieno allestimento, c’erano pupazzi, grandissimi quadri e arazzi. Dario ci salutò appena, concentrato sul lavoro. Intorno a lui cinque ragazzi seguivano le sue istruzioni, alcuni operai stavano facendo un gran rumore con trapani e martelli.
E in tutto questo caos Dario era il più riposato e il più tranquillo, potenza del mestiere.
Perché proprio uno studio su Darwin?
Risponde Dario: “Ho voluto raccontare la storia delle scoperte che il più grande scienziato ha assicurato al mondo intero. Perché? Perché siamo ignoranti. Siamo in troppi a non sapere da dove veniamo e perché. Troppi hanno contrastato le teorie darwiniane per motivi religiosi, e tuttora ciò avviene. Darwin fa ancora andar fuori dai gangheri chi non crede nella scienza e si rifugia nell’oscurantismo».
Dalla mostra al libro… ed ecco a voi il primo capitolo edito da Chiare Lettere.
Buona lettura!

Gabriella

DARWIN
Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?

In principio era la Bibbia   
Addio paradiso terrestre
Avevo diciannove anni quando è terminata l’ultima guerra mondiale. Tutto si stava trasformando davanti ai miei occhi e a quelli dei ragazzi e delle ragazze che avevano più o meno la mia età. Scoprimmo che c’era un altro mondo che ci avevano nascosto. Straordinari scrittori e scienziati che per l’intera nostra giovinezza ci erano stati proibiti.
Scoprimmo per esempio che, a proposito della Bibbia, tutta la Genesi, cioè il racconto di Dio che crea l’uomo e la donna e li pone ad abitare in paradiso, soprattutto per quanto riguarda i tempi, era sbagliata.
Eppure fino a soltanto due secoli fa l’intera popolazione della sfera terrestre era più che convinta che il mondo in cui viviamo fosse stato creato dal Padreterno in sei giorni. E si conosceva persino l’età della Creazione, che uno studioso, naturalmente cattolico, come James Ussher, vissuto in Irlanda nella prima metà del Seicento, aveva fatto risalire con assoluta certezza, grazie ai suoi calcoli, al giorno 22 ottobre 4004 a.C., più o meno intorno a mezzogiorno, proprio l’ora in cui tutti vanno a mangiare. Oggi non c’è scienziato al mondo che non sorrida ironico quando gli si ricorda quella data tanto certa. E infatti noi ragazzi scoprimmo che la nascita dell’universo risaliva a più di tredici miliardi di anni fa.
Una bella differenza! (...)
CONTINUA A LEGGERE CACAO DEL SABATO

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Cara Franca,
domani, 29 maggio sono tre anni che ci hai fatto il brutto scherzo di andartene.
Sono accadute un po’ di cose in questi tre anni. Pensa, quest’anno a marzo si è aperto uno spazio tutto tuo e di Dario all’Archivio di Stato di Verona.
Ne saresti fiera, tu che sei stata una grande archivista, oltre a tutto il resto.
Bellissimo lo spazio a Verona, all’inaugurazione c’erano un sacco di amici, tra i quali anche Donato Sartori, l’artigiano delle maschere che dopo poche settimane ti avrebbe raggiunto lì nel Paradiso degli artisti.
E pensare che la tua passione per la conservazione è partita dalle carte delle arance...
La scatola delle meraviglie - Una vita all’improvvisa

Da anni tutto ciò che mi passa per le mani, lo conservo. Iniziai da piccola. A cinque anni?…Bho.
Avete in mente le arance? Una volta le comperavi avvolte in carta velina, dipinta con disegni magnifici. Le scartavo con delicatezza… le lisciavo con le mani…e una…e due…e dieci…e…Le tenevo gelosamente, erano le prime cose mie della mia vita. Non ne buttavo nemmeno una. Ogni tanto me le rimiravo. La grande felicità l’ho avuta quando ho mostrato il mio tesoro alla cara amica Luisa Caccivio. Sbalordita era! S’è messa a collezionarle pure lei…Ci scambiavamo le doppie, come fossero preziosi francobolli.
Ora le vendono nude e crude le arance, in sacchetti di rete rossa…orrendi. (...)

CONTINUA A LEGGERE CACAO DI OGGI

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Carissimi, questa settimana vi presentiamo un ebook che racconta la storia dei “Seminole, i pellerossa che non si arresero mai”.
Questo libro contiene il materiale di ricerca su cui si basa un altro libro: Storia proibita dell’America di Dario Fo.
Il materiale è stato raccolto da Jacopo Fo, Doris Corsini, Daniela Baldacchino, Dora Grittani Battaglino, Massimo Capotorto, Vania di Febo, Davide Staunovo Polacco, Claudia Rordorf, Daniela Trenti.
Un gran bel gruppo che ha lavorato un paio d’anni per raccontare la storia di questa straordinaria tribù di indomiti pellerossa.
Buona lettura!

Capitolo Primo
Una censura lunga 500 anni
Ci sono migliaia di romanzi e film di Hollywood che raccontano la storia delle guerre indiane.
Tutte narrazioni che finiscono nello stesso modo: con la sconfitta dei nativi americani.
Non un solo film o romanzo racconta la storia dell’unica tribù che non si arrese mai: i Seminole.Una storia lunga 500 anni che ha destato poco interesse perfino tra gli storici accademici.Cheyenne, Sioux, Apache e tutte le altre numerosissime nazioni indiane che furono soggiogate dagli eserciti dei conquistadores erano avvezze alla guerra. Il loro coraggio era enorme, ben presto impararono a utilizzare le armi dei bianchi e divennero cavalieri formidabili. Eppure furono spazzati via e alla fine si arresero alla superiore potenza militare dei colonizzatori.Perché invece i Seminole riuscirono a resistere e alla fine furono riconosciuti con un trattato di pace del 1906 come stato a sé? Ottennero per un certo periodo perfino il diritto di nominare un rappresentante al Senato degli Stati Uniti!
I Seminole, infatti, non erano cacciatori nomadi, patriarcali e guerrieri, come gli Apache o i Sioux. Erano pacifici pescatori e contadini stanziali con una cultura fortemente matriarcale.
Seminole è il nome che alcune popolazioni della Florida prendono nella seconda metà del Settecento, ma il nucleo fondante di questo popolo è molto più antico. (...)

CONTINUA A LEGGERE CACAO DI OGGI

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Carissimi,
questa settimana vi parliamo di un libro di Dario Fo, pubblicato con Giuseppina Manin per Guanda.
Si tratta di Dario e Dio (acquistabile su CommercioEtico di cui vi proponiamo alcuni brani.
 Iniziamo dalla fine, dalla retrocopertina dove si legge:
“Dario, parla con Dio.)
“Proviamo. Ma la conversazione potrebbe farsi rischiosa...”

Capitolo 9
Il miracolo eversivo dell’amore

Giuseppina Manin: Poi è arrivato il tempo dei miracoli. Quelli famosi, canonici, piatto forte dei quattro evangelisti ufficiali. Miracoli di grande impatto, guarigioni impossibili, storpi che camminano, ciechi che vedono. Persino morti e sepolti che risorgono. Un Cristo taumaturgo, un mago.

Dario Fo: Eppure il primo prodigio conclamato è di tutt’altro stampo. L’esordio di Gesù nel campo dei miracoli è di segno enologico. A me è tanto piaciuto che ne ho fatto uno dei pezzi forti del mio Mistero Buffo. Riferito da un ubriacone che assiste esterrefatto a quella meraviglia. A Spingere Gesù a intervenire una frase che gli mormora sua mamma durante una festa di nozze: ‘Ehi, non  hanno più vino’. Lui la guarda un po’ seccato: ‘Donna, non è ancora venuto il mio tempo’ le ricorda sottovoce. Però non riesce a dirle di no, A Maria mai. Anche perché non è una che parla a vanvera. Se gli chiede aiuto, è perché sa che suo figlio lo può fare quando vuole. E poi per non rovinare la festa ai giovani sposi, per non mettere in imbarazzo quelle brave persone la cui sola colpa era di non aver calcolato bene il numero dei brindisi. Gesù capisce. E allora su, si riempiano le botti d’acqua che poi a trasformarla in vino, il migliore mai bevuto, ci penserà lui” (...)

CONTINUA A LEGGERE CACAO DI OGGI

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Carissimi,
questa settimana vi parliamo di un libro dal grande formato, i cui autori sono Andrea Balzola e Marisa Pizza.
E non è solo un libro, all’interno c’è anche un video di Giuseppe Baresi.
Il libro si chiama: “Il teatro a disegni di Dario Fo con Franca Rame! Edito dalla Scalpendi Editore.
Riportiamo qui di seguito l’introduzione di Franco Marocco, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
Nella sequenza iniziale del video allegato a questo libro si vede Dario Fo che, all’interno di una della aule storiche di Brera, realizza un disegno dal vivo, evocando il suo apprendimento all’Accademia, il metodo e l’importanza della pratica del disegno. Questa immagine rappresenta simbolicamente una lunga storia. (...)

CONTINUA A LEGGERE CACAO DI OGGI

Published in LIBRI
Written by
Read more...

Carissimi, questa settimana vi presentiamo il nuovo libro di Dario Fo, Razza di zingaro, che racconta la storia sconosciuta di Johann Trollmann, un pugile tedesco di etnia sinti, vissuto dal 1907 al 1943.
Fin da bambino Trollmann si rivela uno strepitoso talento naturale a cui però, nonostante le vittorie, sarà impedito di rappresentare la Germania alle Olimpiadi del 1938.
Il giovane Johann fu il primo a dimostrare che, come tutti gli sport, anche il pugilato può diventare cultura e persino arte.
La sua sfortuna è stata quella di vivere in un periodo storico veramente terribile. Il nazismo lo condannerà al campo di concentramento e l’ultimo match che combatterà sarà contro il Kapò. “Quando viene sfidato sa perfettamente che se sconfiggerà il suo aguzzino, questi lo manderà a morte. Eppure fino all’ultimo non rinuncia a difendere il suo modo di essere”.
Una storia incredibile e bellissima, quella di Johann, che Dario racconta come in un romanzo, e disegna come solo lui sa fare.
Vi riportiamo qui le prime pagine del libro. Buona lettura.

La prima volta sul ring
Nel 1914, nella Germania del Nord, ad Hannover, un ragazzino di otto anni di nome Johann Trollmann accompagna un amico di un anno più grande di lui all’allenamento di boxe nella palestra della scuola secondaria del loro rione. È la prima volta che gli capita di assistere a un’esibizione del genere. Aveva fatto sì a pugni qualche volta con ragazzini della sua età, e in verità non si era assolutamente divertito, anche perché gli era arrivato un pugno proprio sotto l’occhio e un altro all’altezza dell’orecchio, per cui, per tutta una giornata, aveva continuato a lamentare strani fischi e vertigini.
In occasione della visita alla palestra osserva i ragazzi salire su una pedana molto grande e affrontarsi con le mani coperte da guantoni, nel tentativo di colpirsi dalla testa a tutto il tronco. Si schivano, roteano uno intorno all’altro, e poi all’improvviso tempestano il rivale di pugni. I ragazzi della palestra che assistono incitano e commentano spesso con applausi e anche con risate, mentre il maestro di pugilato, muovendosi a ridosso dei due allievi, lancia ordini su come comportarsi:
«Prendete fiato! Respirate col naso, non con la bocca! Muoversi con le gambe! Le gambe fanno la differenza fra un buon pugile e una schiappa! Stop, da capo! Non restate sempre col braccio sinistro teso, cambiate l’appoggio e la posizione! Indietreggiate, ma subito tornate all’attacco! No, no, senza foga, leggeri, come in un gioco!».
Alla fine dell’allenamento tutti i ragazzi vanno in un’altra stanza dove ci sono le docce. È un rito che evidentemente li diverte molto e li scarica dalla tensione. Scherzano, sghignazzano, si prendono in giro l’un l’altro.
Quando Johann si trova di nuovo col suo amico esclama:
«Che bello questo sport! Mi sono divertito come un pazzo. Potrei iscrivermi anch’io a questa scuola?».
E l’amico: «Certo, lo possiamo chiedere subito all’allenatore».
Johann viene presentato al maestro, che gli dà un’occhiata mentre gli afferra le braccia e le tasta risalendo fino alle spalle e al collo. Dopodiché gli prende un polso e lo costringe a girare, prima da un lato, e poi a volteggiare su se stesso. Quindi, indicando il suo ufficio, gli dice: «Vieni con me. Può venire anche Franz, il tuo amico. Domani mattina ci sarà il medico che ti farà una breve visita: al cuore, ai polmoni eccetera. Qui poi c’è un documento, in settimana tuo padre deve venire a firmarlo».
E da quel momento la vita di Johann cambia completamente. (...)
PER ACQUISTARE IL LIBRO ON LINE CLICCA QUI

Published in LIBRI
Written by
Read more...

 Ads

Iscriviti alle newsletter di CACAO

E' gratis! Inserisci il tuo indirizzo e-mail nei box qui sotto
 
Iscriviti a Cacao Il Quotidiano delle buone notizie comiche

Iscriviti - cancella



Iscriviti a Cacao della domenica


Iscriviti - cancella

 

 

Leggi la Privacy

Vacanze benessere!

I Video di Alcatraz Channel

Tutti i video della Libera Università di Alcatraz

Comitato Nobel per i disabili Onlus

Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili Onlus
FAI UNA DONAZIONE AL COMITATO

Bonifico Bancario - Vaglia Postale

Ecovillaggio Solare di Alcatraz

 Ecovillaggio Solare di Alcatraz
Vicino ad Alcatraz, in Umbria, stiamo costruendo un ecovillaggio immerso in una valle meravigliosa, silenziosa e incontaminata. Scopri qui il progetto

SITI AFFILIATI AL NOSTRO CIRCUITO

Cacao - Quotidiano di buone notizie comiche:
www.cacaonline.it

Merci Dolci srl:
www.commercioetico.it
www.mercidolci.it
www.energiaarcobaleno.com

Eleonora Albanese:
www.eleonoraalbanese.it

Cacao è una testata giornalistica regolarmente registrata presso il Trib. di Perugia Aut. n° 634 del 21/06/1982
Redazione:
Jacopo Fo, Simone Canova, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco
E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Domain Register: Associazione Cacao Libera Università di Alcatraz, S. Cristina di Gubbio 53, 06020 (PG) - PI: 00729540542