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I libri consigliati da Cacaonline

Carissimi
Anche questa settimana raccontiamo dell’ultimo libro di Giuseppina Manin dedicato a Dario Fo: Ho visto un Fo.
Giuseppina racconta dei giorni del Nobel, siamo a Stoccolma e accompagniamo Dario in una sua passeggiata mattutina…
Buona lettura!

Anarchici volanti
“Ahh! Ho dormito come un re!” Dario si stiracchia nel lettone “Nobel size” della Nobel suite al settimo piano dell’hotel di Nobel, vista su Palazzo reale e sul porto.
Un allegro via vai di gente e di battelli diretti alle infinite isole dell’arcipelago. Stoccolma sembra aver fretta di sfruttare al massimo le poche ore di luce di dicembre. E nemmeno lui vuol perdersi un attimo. Il carnet della giornata è affollatissimo, una lezione all’università, e poi una sfilza di interviste, di fotografie… (...)
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Carissimi,
questa settimana vi presentiamo il nuovo libro di Giuseppina Manin dedicato a Dario Fo. Si tratta di Ho visto un Fo. Storia di Dario, vera e immaginaria.
Giuseppina Manin racconta la storia di Dario narrando i giorni a Stoccolma, nel 1997, quando a Dario venne conferito il Premio Nobel.
In quei giorni tra cene di gala, letio magistralis, inchini al Re, Dario era contornato da amici e parenti e, naturalmente, un nugolo di giornalisti delle maggiori testate italiane. Tutti incuriositi da questo strano e originale Nobel, tutti che sapevano che quei giorni sarebbero stati divertenti come mai in quelle nobili sale e palazzi.
E così è stato…
Come al solito vi anticipiamo alcuni brani del libro, che potete ordinare qui senza spese di spedizione.

“Era venuto al mondo così Dario, tra un fischio di locomotiva e un altro, con quella faccia sghemba, forte, bizzarramente scombinata, in tutto seducente. Aveva visto giusto la Pina, il suo Dario era bello. Un Fo da capo a piedi.
La sua storia meravigliosa comincia da qui. Un destino segnato da sostegno militante di un padre ferroviere con la bandiera rossa in mano e dentro l’anima, e l’amore incondizionato di una madre contadina sapiente, dotata di un intuito visionario capace di predire per il suo “caro teston”, nato “con la camicia”, segno infallibile dei favoriti della sorte, un futuro da artista, da re dei giullari.
Persino da Nobel. “par mi quel lì el vince el Nobel” aveva annunciato in tempi non sospetti, quando Dario aveva iniziato a muovere i primi passi nel teatro e niente, ma proprio niente, poteva lasciar immaginare un simile riconoscimento. E difatti Fulvio, l’altro figlio maschio, di due anni minore a Dario e più versato di lui nello studio, aveva tentato di ricondurla alla ragione: “Mamma, per vincere il Nobel bisogna essere letterati, mica teatranti”. “E Pirandello, allora?” replicò lesta la Pina. “Era o non era un uomo di teatro?”

Un giullare in frac
10 dicembre 1997
E Nobel fu. Settantun anni dopo eccolo lì “el fieu” de la Pina, il giullare che si fa beffe del potere, il sovversivo che si diverte a mettere i potenti in mutande, in piedi dritto davanti a un re. Uno vero, Carlo XVI Gustavo Bernadotte, sovrano di Svezia. Re democratico d’accordo, ma pur sempre re. Aperto alle istanze del Parlamento, pronto a trasgredire le regole sposando una borghese, la bella Silvia Renate Sommerlath, una hostess, gli Abba a fare da colonna sonora al ricevimento con una canzone destinata a entrare nella storia, Dancing Queen, omaggio a una ragazza “young and sweet” la regina non metaforica della festa. Ma ora, in quella fredda sera di dicembre del ’97, il re della festa è lui, il vecchio ragazzaccio di Porto Valtravaglia. Che quel Nobel profetizzato tanti anni prima lo ha acchiappato per davvero.


(continua)

Qui il libro

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Superman si è schiantato è il titolo del nuovo libro di Jacopo Fo edito da Guanda.
E’ un libro di quelli che ci piacciono tanto: divertente, illuminante, ricco di aneddoti, rivoluzionario.
Vi lasciamo con le prime pagine del libro che potete acquistare su commercioetico.it qui senza spese di spedizione.

Hai gravi problemi?
E` un male che ci accomuna tutti, ma voglio sperare che i tuoi guai non siano proprio gravissimi. (...)

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Carissimi,
anche questa settimana vi proponiamo un brano del libro di Jacopo Fo La vera storia del mondo.
Questa volta parliamo de “L’amore, la proprietà e le prostitute”.
E’ vero che la prostituta è il più antico mestiere del mondo? No, per niente.
Buona lettura!

L’Amore, La Proprieta' e Le Prostitute
Si dice che la prostituzione sia il mestiere più antico del mondo. È falso. La prostituzione nacque soltanto quando la società patriarcale raggiunse un certo grado di sviluppo. Tanto che presso molte tribù patriarcali dell’Africa Nera ... “la prostituzione era in passato tanto sconosciuta,
che non vi esisteva neppure un termine per definirla. (…)

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Carissimi, con domani su Cacao della Domenica arriva la seconda puntata (qui la prima) di una storia appassionante che racconta l’assedio di Alessandria e la sconfitta del Barbarossa a Legnano (che non è esattamente come ce la raccontano i libri…)
Questo racconto lo potete trovare anche nel libro La Vera Storia del Mondo dove un’intera sessione è dedicata alla “Inutile storia dei generali” e comincia così:

Il bullo e il piccoletto
La cosa che frega di più i generali è che hanno un esercito. Questo fatto li esalta troppo. Non si sa perché ma sono sempre convinti che il loro. (...)

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Appello ai matematici geometrici: mi aiuti a correggere un libro?

Dopo anni di ponderate ricerche ho finalmente finito un libretto su Pitagora, i taoisti e l’aritmetica geometrica.
In questo testo cerco di realizzare un’indagine di archeologia del pensiero e di scoprire perché la geometria divenne così importante per popolazioni ancora primitive, ben prima dei filosofi greci…
Ipotizzo che la passione per la magia dei numeri sia nata a partire da una serie di illusioni ottiche che è possibile produrre, ad esempio, intrecciando rami per costruire una capanna.
Ho lavorato a questo libro in modo discontinuo dal 1979… C’ho messo un po’... Adesso mi pare che abbia raggiunto una sua completezza ma prima di distribuirlo per il mondo vorrei avere l’aiuto di qualcuno che se ne intende di numeri, perché mi sono avventurato in un territorio che non padroneggio proprio.
Hai voglia di darmi una mano? Sono benvenute critiche, aggiunte, precisazioni e correzioni di qualunque tipo.
Se scrivi a elena chiocciola alcatraz punto it e ti inviamo il pdf.
Avrai una citazione nei ringraziamenti e la mia eterna gratitudine!
Intanto grazie per avermi letto fino a qui.

Intanto, ecco a voi il primo capitolo del libro. Buona lettura!

La Geometria Aritmetica da Pitagora a Israele alla Cina
Un’indagine di archeologia del pensiero

CAPITOLO 1
Pitagora disse che l’Universo è fatto di numeri
L’insigne matematico greco non fu il primo ad affermarlo. Almeno un millennio prima della sua nascita queste idee erano note dalle sponde del Nilo a quelle del Fiume Giallo.
Pitagora espose queste conoscenze in modo razionale e per questo viene considerato il primo matematico nel senso moderno del termine. Del modello elaborato dalla sua scuola poco si sa anche perché i pitagorici avevano fatto voto di segretezza, ritenendo che le loro scoperte non potessero essere comprese da tutti. E a ragione visto che neppure la segretezza evitò loro dure persecuzioni. Cosa poteva esserci di così terribilmente pericoloso nei loro ragionamenti sui triangoli e i pentagoni? (...)

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Carissimi,
in Redazione stiamo preparando i materiali per le prossime puntate di “Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia”, che andranno in onda probabilmente a luglio.
In queste puntate si parla degli ‘70, e ci arrivano tutte le interviste ai protagonisti di quegli anni, noi le scalettiamo e le rimandiamo a chi si occupa del montaggio.
Per me, giovane 59enne è come fare un tuffo nel passato. Erano gli anni in cui ero una studentessa che faceva politica con passione e che viveva a Padova, città dalle mille contraddizioni dove convivevano i fascisti della Rosa dei Venti e Toni Negri e l’autonomia.
Un gran casino. (…)

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Carissimi,
questa settimana vi parliamo di una delle ultime opere di Dario Fo: Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?
Riprendiamo questo testo, ricco di dipinti e immagini, perché forse non tutti sanno che con i suoi studi Darwin intendeva combattere la tratta degli schiavi, il razzismo.
Come sono attuali questi antichi!
Buona lettura!
Per acquistare il libro clicca qui

Corrispondenza da smaltire e conoscenza da divulgare
Una volta a casa (terminato un viaggio in giro per il mondo durato cinque anni – n.d.r.), Darwin cercò di mettere ordine fra i reperti, dai coleotteri agli uccelli da imbalsamare, che aveva raccolto durante il viaggio e si apprestò a leggere l’immensa quantità di missive che i suoi amici ricercatori avevano continuato a spedire in Inghilterra e coi quali aveva proseguito la corrispondenza anche durante tutto il viaggio. (...)

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Carissimi, vi farà piacere sapere che ad Arezzo, a Palazzo Chianini Vincenzi, Galleria d’Arte “La Chimera”, è stata allestita una mostra dedicata a Dario Fo.
Realizzata in collaborazione con la Compagnia Teatrale Fo Rame, si terrà fino al 2 luglio 2017.
Per informazioni: 389 0535630

E noi oggi, per ricordare l’amore per l’arte e per gli artisti che ha caratterizzato la vita di Dario, vi vogliamo riproporre un brano dal libro dedicato a Raffaello Sanzio Bello Figliolo che tu se’ Raffaello che Dario ha realizzato con l’editore Franco Cosimo Panini
Al grande pittore, Dario ha dedicato anche una lezione-teatro che potete rivedere su Rai Play

Buona lettura!

Finalmente a Firenze
Il Vasari racconta che mentre Raffaello stava lavorando nel cantiere della città del Palio alcuni giovani assistenti, tornati da Firenze, descrivevano entusiasti le nuove opere che si stavano erigendo nella Repubblica fiorentina, i grandi maestri che là operavano e il fermento creativo che esaltava l'intera vita della popolazione.
In seguito a quella descrizione Raffaello sente crescere un irresistibile desiderio d'esser testimonio di quella felice alacrità e abbandona il cantiere congedandosi con grande impaccio di Pinturicchio.
Prima di recarsi a Firenze torna a Perugia, dove fa visita a Giovanna Feltria della Rovere, sua appassionata committente. Diciamo appassionata sia per la stima che aveva per il talento di Raffaello che per le sue qualità intrinseche dovute alla sua ormai risaputa bellezza, e per il fascino che sapeva emanare.
Non è difficile immaginare che la ancor bella signora, vedova di Giovanni della Rovere prefetto di Roma in quanto nipote del Papa si fosse fortemente invaghita del giovane. Ce lo testimonia la lettera di raccomandazione che invia di slancio a Pier Soderini. Nella missiva la signora, scoprendo tutto il suo calore, intercede presso il Gonfaloniere di Firenze perché offra aiuto al giovane, dotato di buon ingegno, "figliolo discreto e gentile (...) che io amo sommamente" e che desidero "venga a buona perfezione" nel suo apprendere. "Però lo raccomando alla Signoria Vostra strettamente, quanto più posso, pregandola per amor mio che in ogni sua occorrenza le piaccia prestargli ogni aiuto e favore".
Baldassarre Castiglione, umanista amico di Raffaello, avrebbe commentato: "Se le lettere acquisissero oltre lo scritto il battito del cuore e l'umido del languore, quella missiva avrebbe potuto grazie a un solo alito di vento raggiungere la città di Fiorenza".
Raffaello rimane quasi sconvolto da ciò che vede realizzarsi in quella città. Lo stupisce il fervore, la voglia di discutere e proporre idee nuove da parte di ognuno. La prima impressione in realtà è quella di un disordinato bailamme e di confusione ciarlona, ma poi si rende conto che solo permettendo a ognuno di partecipare, anche fuori di costrutto, si riesce a coinvolgere con impegno la gran parte della gente. Forse per la prima volta Raffaello si trova a respirare qualcosa di completamente nuovo e difficilmente reperibile: la democrazia.
Nella Firenze libera incontra, se pur in spazi diversi, i più grandi maestri dell'arte rinascimentale: pittori, scultori e architetti. Vede il cartone della battaglia di Anghiari di Leonardo (a Firenze dal 1503 al 1506) ed egualmente fa visita a Michelangelo che a sua volta sta completando il cartone sulla Battaglia di Cascina. I disegni preparatori servono a realizzare due grandi affreschi che in una straordinaria tenzone saranno giudicati dalla popolazione intera. Malauguratamente le due opere non vedranno mai la luce.
Inoltre il ragazzo d'Urbino fa appena in tempo ad assistere al trasporto del grande blocco marmoreo del David di Michelangelo, ingabbiato sopra un gigantesco carro, dalle grandi ruote con ammortizzatori a molla, che lo trasporta in Piazza della Signoria. L'opera è stata commissionata dalla Repubblica di Firenze perché divenga simbolo della acquistata libertà dopo la recente cacciata del Medici (1494). Il ragazzo vorrebbe avvicina Buonarroti, ma scopre che quello straordinario personaggio è restio e recalcitrante. Perciò si accontenta di disegnare di nascosto le sue figure sui cartoni. Invece con Leonardo l'approccio è molto più facile e fra loro nasce un'amicizia immediata. Tanto che l'anziano maestro permette al ragazzo di sfogliare quanto gli pare i suoi disegni, direttamente nel suo studio, anche senza la sua presenza.
Raffaello si innamora di quegli appunti e bozzetti e li studia con attenzione, eseguendo anche delle copie. Senz'altro Leonardo sarà il pittore da cui riceverà la più importante delle lezioni.

Il libro è disponibile su Commercioetico.it

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Carissimi,
in queste settimane siamo immersi nella storia di Franca Rame e Dario Fo che Rai5 sta trasmettendo ogni lunedì sera alle 21.15.
In redazione è tutto un andare e venire di interviste, di ricerche nell’archivio e di commozione, emozione, tanta.
Questa settimana dedichiamo Cacao a un libro edito da Guanda che è una conversazione tra Dario e Giuseppina Manin dal titolo: Il mondo secondo Fo.(( http://www.commercioetico.it/libri/863/Dario-Fo/Il-mondo-secondo-Fo.aspx))
Ve ne proponiamo un brano che ci racconta della casa di Dario a Milano.
Buona lettura!

Il mondo in una stanza
Luminosa, pittoresca, disordinata, la casa di Dario e Franca è cresciuta con loro, in un palazzo di Porta Romana, austero nell’androne ma popolare nel cortile, affollato di centinaia di piante e piantine curate con affettuosa diligenza da un portiere di burbera milanesità. I coniugi Fo ci vivono da trent’anni, un tempo sufficiente per plasmare qualsiasi muro, per trasformare un appartamento in un habitat, a propria immagine e somiglianza. Dove la zona “notte”, quella consegnata al privato e al riposo è senz’altro marginale rispetto alla zona “giorno” aperta, anzi spalancata, a un continuo, frenetico, viavai di persone, amici, politici, studenti, artisti. (...)

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