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Hai diritto di vivere?

Published in CACAO DELLA DOMENICA

Soffri per una lesione primaria al sentimento di avere il diritto di camminare su questa terra?
(A proposito dei fatti miei…)

Continuo ad accorgermi che in italiano mancano le parole per esprimere parecchi concetti.
Ad esempio, il sentimento del diritto di essere.
Si è parlato a fiumi di autostima.
Ma sinceramente io di autostima ne ho fin troppa. Nel senso corrente della parola: l’autostima è intesa come la convinzione di essere capaci di realizzare un progetto, di riuscire in un’impresa. Una cosa importante, fondamentale per vivere bene.
Ma qui vorrei parlare di un sentimento diverso (anche se il concetto è confinante). Un’idea che meriterebbe una parola a sé.
Tra i tanti regali che ho ricevuto dalla mia famiglia l’autostima è certamente importante. Quando avevo 18 anni mio padre mi disse che dovevo costruire una ventina di maschere di cartapesta. Io obiettai che non sapevo come fare. Lui mi mandò quattro giorni dal grande Donato Sartori, ad Abano Terme a imparare.
In casa si dava per scontato che si poteva fare tutto. Bastava informarsi sulla tecnica necessaria e non aver paura dei fallimenti, la vita è una gara di resistenza, se insisti alla fine ci riesci. Nessuno prendeva in considerazione l’idea che non fossi capace di fare quel che mi si chiedeva. La fiducia ha una grande potenza e se tutti sono convinti che ce la puoi fare è probabile che tu ci riesca. E, in effetti, consegnai le maschere stando nei tempi del debutto dello spettacolo dei miei…
Per quanto riguarda invece il diritto di essere in famiglia c’era una visione molto dura: non ce l’hai, te lo devi guadagnare.
Mia madre mi ha tirato su dicendomi che dovevo diventare un vero comunista. Il che voleva dire molte cose. Prima di tutto essere comunista non è una cosa come essere dell’Inter o del Milan. Essere comunista è uno stile di vita, una serie di scelte, un modo di pensare e di agire. (...)

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L'omeopatia

Published in MAMMA CHIMICA

E' da un po' che volevo scrivere di questo argomento. Spesso mi arrivano messaggi tramite il sito Mammachimica.it per avere qualche delucidazione, info o consiglio e quindi mi sono decisa.
Non sono un medico, quindi non posso e non voglio assolutamente fare lezioni a nessuno su come ci si cura, ci mancherebbe! Lo premetto, a scanso di qualsiasi equivoco. Ma, come chimico, è per me proprio impossibile sostenere l'omeopatia...
 
Spesso l'omeopatia compare tra i rimedi “naturali” di cura, ma non sono assolutamente la stessa cosa. L'utilizzo di erbe o piante per risolvere qualche problema di salute ha una base scientifica e... chimica. Ovvero, se sui bambini spalmo una crema all'arnica in caso di ematomi o gonfiori dovuti ai frequenti traumi di gioco, è perché l'arnica contiene “naturalmente” dei principi attivi, delle molecole chimiche, che sono analgesiche, antiinfiammatorie ecc. e quindi efficaci per questo tipo di incidenti, (oltre al potentissimo rimedio che hanno tutte le mamme è cioè la “coccola” aggiuntiva che deriva mettendo la cremina!).
Banalmente, se per prevenire raffreddori invernali dei bimbi o sostenerli quando già li hanno, preparo amorevolmente spremute d'arancia, è perché queste contengono la preziosa vitamina C (ovvero l'acido ascorbico, una bellissima molecola) che è un antiossidante naturale e molto importante nella nostra dieta (mia mamma per farmi mangiare frutta e verdura mi terrorizzava con terribili racconti di marinai malati di scorbuto!).
D'altronde, so che per molti è difficile ammetterlo, ma “tutto” è chimica! Cioè tutto può essere “descritto” da una ben precisa formula chimica o miscela di queste. Anche l'acqua, l'aria, gli estratti naturali dei fiori o piante sono molecole chimiche, certamente naturali, cioè non sintetiche (non prodotte in laboratorio), ma sempre molecole sono!
Quindi è “naturale” che un certo decotto, balsamo o tintura madre funzioni per risolvere alcuni problemi di salute, c'è un motivo scientifico, ovvero il principio attivo al loro interno.
E proprio per questo, bisogna stare attenti anche a ciò che è “tutto naturale”: anche il botulino e la cicuta lo sono, ma sono anche mortali!
Anche il validissimo propoli, tanto usato per il mal di gola e gli stati influenzali grazie alle sue proprietà antibatteriche, se lo date a mio marito, allergico a molti pollini e piante, lo fate secco!
E infatti, quando si utilizza una pianta o un erba a scopo curativo, bisogna comunque fare molta attenzione anche alla sua tossicità, controindicazione o interazione con altre sostanze (proprio come un farmaco convenzionale). Ad esempio, il naturalissimo iperico, con le sue proprietà antidepressive, antinfiammatorie e antidolorifiche, è nella lista delle sostanze che inibiscono il potere contraccettivo della pillola (è proprio scritto chiaro e tondo nel “bugiardino”, cioè il foglietto illustrativo presente nella scatola del medicinale). Evidentemente tra i suoi componenti principali c'è qualche principio attivo che interagisce con quello della pillola anticoncezionale.
La chimica reagisce...  ed è potente, naturale o non!
A questo proposito c'è un sito molto interessante e dettagliato, infoerbe.it, in cui Marco Valussi (responsabile, tra l'altro, della parte botanica del Biodizionario) descrive le piante chiamate appunto piante medicinali, elencando costituenti principali, attività, indicazioni e controindicazioni, bibliografia scientifica ecc.
Ovviamente tutto questo vale anche per i farmaci tradizionali e di sintesi: per abbassare la febbre posso usare un farmaco antipiretico, il famoso paracetamolo. Per questo motivo i così detti farmaci “generici” hanno la stessa efficacia di quelli di marca, perché quello che conta è la molecola, il principio attivo, che è stato studiato e dopo anni di sperimentazioni e prove scientifiche è risultato efficace per quel tipo di disturbo.
Personalmente non sono amante delle medicine, naturali o sintetiche che siano, proprio perché non mi piace introdurre sostanze chimiche estranee nel mio organismo. Quindi solitamente quando non mi sento bene... aspetto. Poi se proprio sto male male, approccio con un dosaggio del farmaco, spesso inferiore a quello indicato e nella maggior parte dei casi funziona. Ovviamente non mi riferisco a terapie antibiotiche o per malattie serie. Per quelle faccio esattamente cosa mi dice il medico! Parlo di cose leggere, mal di testa, stati influenzali, cosucce che con mezza pasticca di acido acetilsalicilico (aspirina) mi passano, anche perché dopo quarant'anni mi conosco!
Ma non per questo userei l'omeopatia, perché i granuli di zucchero che vengono venduti non contengono principi attivi, naturali o sintetici, non contengono nulla... e questo è un dato di fatto.
Se qualcuno li portasse ad analizzare in un laboratorio chimico di analisi, troverebbe solo la molecola di zucchero (saccarosio, forse anche lattosio) ma pagata a peso d'oro! (circa 1000 euro al kg).
In pratica l'omeopatia si basa sul principio che “il simile cura il simile”, se diluito infinite volte.
A me già questo mi lascia assolutamente perplessa. Cioè, se mi bruciano gli occhi perché mi è andato un agente irritante (ad esempio una goccia di acido ascorbico mentre faccio la famosa amorevole spremuta di prima), per lenire il disturbo devo usare la stessa sostanza irritante (???). Oppure se non riesco a dormire perché sono nervosa, come cura/terapia devo usare dei granuli omeopatici di caffeina (???).  A me non sembra molto logico e sensato.
Comunque, questa sostanza andrà diluita una marea di volte e, secondo gli omeopati, funzionerà perché l'acqua conserva la “memoria” del principio attivo che poi sarà spruzzato su granuli di zucchero.
Ora, sarò io proprio dura di comprendonio, ma come è possibile che l'acqua mantiene la memoria di una sostanza, tra l'altro diluita così tante volte e non si “ricorda” delle altre molecole? Perché, ovviamente, la diluizione avverrà dentro un recipiente, di plastica, di vetro, di acciaio inox, che è comunque costituito sempre da altri atomi e molecole.
Cioè la molecolina di acqua è in grado di decidere cosa ricordarsi?
Ma poi dentro quell'acqua cosa c'è realmente? Cos'è rimasto di quella goccia di sostanza diluita infinite volte? Trenta esami di chimica all'università, i laboratori pratici, il numero di Avogadro, la mole, gli equivalenti e tutte le leggi della chimica e della fisica, sperimentate, studiate e riprodotte orma da secoli, voilà, tutto sparito?
Non posso proprio farcela...
Non ci sono prove scientifiche a sostegno dell'omeopatia, non ci sono dati riproducibili e quindi scientificamente validi. E li cercano, eccome! Forse ce ne saranno, chissà...
I farmaci tradizionali sono stati sottoposti a rigorosi studi e anni di sperimentazione (in vitro, in vivo e anche su volontari) e alla fine può comunque capitare che alcuni prodotti già sul mercato da tempo, vengano ritirati, perché si scopre che l'uso reale e continuativo sui pazienti o non funziona o peggio crea danni.
I tubetti di granuli omeopatici non hanno nemmeno il foglietto di istruzioni con la posologia, il dosaggio, le controindicazioni, le interazioni... per info devo chiedere al farmacista!
Per me è inconcepibile: non compro niente senza leggere gli ingredienti!!!
Non sarà forse perché appunto nel bugiardino, tra gli ingredienti, ci sarebbe scritto solo zucchero?
Il fatto certo è che l'omeopatia, oltre ad un enorme giro di soldi, è un potentissimo placebo.
Chi la usa giura e spergiura che funziona, tante mamme vedono i propri bambini stare davvero meglio. E non sarò certo io a convincerle del contrario, per carità!
L'effetto placebo è noto, stranoto e studiato. Alcuni meccanismi non sono ancora del tutto chiari. Però gli studi scientifici “seri” relativi a un nuovo farmaco, paragonano sempre i risultati di relativi all'assunzione di una nuova molecola, con quelli ottenuti con un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo. Lo fanno proprio per un non confondere la normale risposta dell'organismo a seguito del fenomeno di aspettativa e non dell'efficacia della nuova medicina in valutazione.
Gli umani sono esseri complessi e influenzabili... e anche l'aspetto psicologico è potente!
Se mi aspetto che quella sostanza, procedura o granello di zucchero (somministrato per tempi lunghissimi, senza essere toccato con le mani e altre pratiche oscure), dia sollievo a malattie passeggere o semplici disturbi e credo fermamente che funzioni, alla fine lo farà!
E' il classico pensare positivo: cambiare aria, sorridere, ecc. L'attesa del miglioramento fa veramente rilasciare piccole quantità di endorfine, adrenalina e adenosina, per resistere meglio allo stress, dolore, ecc. e quindi avrà un effetto reale sull'organismo.
Non solo le pillole possono funzionare da placebo, ma tantissime cose possono farlo. Anche su di me lo utilizzo!
Mia mamma aveva un vecchio foulard di seta che usava se aveva mal di gola. Ora lei non c'è più e quando non mi sento bene lo indosso, e funziona! Il mal di gola si trasforma in raffreddore. Lo so benissimo che sarebbe successo lo stesso senza o con qualsiasi altro foulard... ma si sa, quando si sta male si ha bisogno di coccole aggiuntive... Anche con Emiliano tento questo rimedio e lui, che è molto sensibile e intelligente, sta al gioco e per non dispiacermi mi dice: “Un po' funziona ma non tantissimo...”
E' chiaro che il rinforzo è fondamentale affinché funzioni l'effetto placebo: la convinzione, il rituale, l'ecc.. Ma a me dispiace raccontare palle ai miei figli, anche se a fin di bene...
Comunque, tornando ai granuli omeopatici, il fatto che ci siano prove certe che non ci sia assolutamente nulla all'interno dovrebbe far riflettere, almeno solo per risparmiare soldi!
Molti dicono: “Se è solo zucchero e placebo allora male non fa, perché ti scaldi tanto?”.
Certo! Ma perché devo essere presa in giro attribuendogli doti miracolose che non ha e soprattutto pagarlo tantissimo! A me questo mi farebbe veramente rodere parecchio!
E comunque, per affermare che la salute o la guarigione sia da attribuire a certi granuli, bisognerebbe poter fare una controprova. Una mamma una volta mi ha detto: mio figlio ha preso granuli di xxx e non si è mai ammalato questo inverno. Ci credo, assolutamente! Ma nemmeno i miei si erano ammalati, tutti e due e senza granuli... Sarà stato invece grazie al buon stile di vita, alimentazione e davvero parecchia fortuna?
Molto di quello che vi ho scritto sull'effetto placebo e l'omeopatia è solo un accenno a ciò che troverete su un blog di medicina molto interessante MedBunker, le scomode verità” e che vi consiglio se volete approfondire. 
Il suo autore, il dott. Salvo di Grazia, sono anni che spiega in modo scientifico, con articoli e riferimenti bibliografici, le varie bufale che girano in medicina (anche ahimé incoraggiate dagli stessi medici iscritti all'albo!). Purtroppo tutte queste nuove terapie fanno soprattutto arricchire il fautori delle pseudo cure, piuttosto che guarire il malato...
Il sito non ha banner pubblicitari o riferimenti a case farmaceutiche, è per questo che mi permetto di indicarvelo. Ci sono molti articoli sull'omeopatia, in cui si spiega in modo dettagliato su cosa si basa, le varie diluizioni e come dovrebbe funzionare. Per esempio c'è la “guida illustrata all'omeopatia” davvero molto divertente oltre che esplicativa. Oppure la raccolta dei dati scientifici a supporto, cioè nessuno...
Dell'omeopatia si parla troppo, anche su MammaChimica adesso!
Però il dott. Salvo Di Grazia un giorno mi ha scritto: “Battere l'ignoranza è possibile, ma la cattiva informazione (che non è ignorante ma "interessata") è molto più complicato, per questo ben venga ogni pagina che informa correttamente”.
E con questo intento che vi auguro buona lettura.

Sara A., Mamma Chimica

Per leggere tutti gli articoli di Mamma Chimica clicca qui
Il blog di Mamma Chimica

Abdul, l’uomo che protegge la foresta

Published in BUONE NOTIZIE

Sempre in tema di segnalazioni, da leggere anche la meravigliosa storia di Abdul Kareem, pubblicata su IlCambiamento.it: “Circa 40 anni fa Abdul Kareem comprò cinque acri di terra in un’area disabitata di Kasargod, nel distretto di Malabar, nel nord del Kerala, in India. Poi ha comprato altra terra, fino ad arrivare a oltre 30 acri e ha piantato molto alberi. Lì ha fatto crescere e ha custodito la sua foresta, un inno alla natura.”
Continua a leggere qui

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