Festival EcoFuturo 2017 Padova

Quadri, tele e bozzetti di Dario Fo in vendita
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Lo hanno chiesto in una mozione i consiglieri comunali del M5S durante la seduta del Consiglio di ieri.
“Dario Fo è da considerarsi un vero e proprio patrimonio per tutti i milanesi e, vista l'importanza che l'edificio di proprietà comunale ha avuto nella vita dell'artista chiediamo al sindaco e alla giunta di intitolare la palazzina a Fo, quale riconoscimento per la sua attività, apprezzata in tutto il mondo", spiega Patrizia Bedori, firmataria della mozione insieme a Gianluca Corrado e Simone Sollazzo.
Siamo d’accordo!!!

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Una rilettura degli ultimi sessant’anni di storia del teatro e della società italiana attraverso gli spettacoli e la biografia del premio Nobel Dario Fo e della sua compagna d'arte e di vita, Franca Rame.
Tra citazioni di commedie, monologhi, interviste e immagini di repertorio, Rai Cultura rivive l'epopea del nostro Paese dal punto di vista dell' "ultimo giullare" grazie a un ciclo inedito di documentari dal titolo “Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia”, in onda a partire da lunedì 13 febbraio alle 22.15 su Rai5.
Gli appuntamenti, che Rai5 dedicherà ai due artisti in tutto il 2017, saranno 25 e saranno articolati in cicli composti da cinque documentari ciascuno, incentrati su temi specifici della biografia della coppia e della vita del Paese. Il primo ciclo di cinque appuntamenti, in onda dal 13 febbraio al 13 marzo in seconda serata, ripercorrerà l’arco temporale che dall’infanzia dei due artisti arriva ai primi anni ’60: sono gli anni della formazione e dell’incontro tra Dario e Franca e dell’inizio del sodalizio esistenziale ed artistico tra i due, tra difficoltà economiche e sperimentazioni ardite in ambito teatrale, fino all’approdo al cinema e alla televisione, culminato nell’esperienza travagliata di “Canzonissima” nel 1962.
Il primo appuntamento, dal titolo: “Buon compleanno Dario Fo!”, rievocherà i festeggiamenti per i 90 anni dell’artista e ricorderà le tappe salienti della sua storia artistica e personale. (...)
Continua a leggere il comunicato stampa e guarda il video promo

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In onda dal 13 febbraio la più grande biografia mai fatta in video dei due attori. Jacopo Fo: "Una full immersion nella vita di due persone che ne hanno fatte di tutti i colori".
Articolo di Anna Bandettini pubblicato su Repubblica.it

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Carissimi,
oggi vi presentiamo l’ultimo libro di Dario Fo, un libro su una spettacolare figura femminile: Cristina di Svezia.
Colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. L’ultima eroina narrata da Dario è una “regina impossibile”.
Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière.
Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.
Un personaggio incredibile, quindi, proprio di quelli che piacevano un sacco a Dario.
Come al solito, vi proponiamo alcune pagine del libro che trovate in vendita qui
Buona Lettura!

«E’ maschio!»
Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio. «E’ maschio!» gridò qualcuna di loro. «Evviva il re!» risposero le altre nobili dame.
Ma era una notizia falsa. Di lì a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata. Un bel modo davvero di presentarsi, e infatti il re non si dimostrò per nulla contrariato all’idea di avere come successore una femminuccia, anzi. Del resto, prima che la bambina vedesse la luce, era già stata promulgata una legge in cui si accettava come regnante anche una femmina. Era successo mezzo secolo prima in Inghilterra con Elisabetta I, e dopo lo scalpore che la sua nomina aveva suscitato in tutta Europa, col tempo quella scelta si era rivelata felice, anzi trionfale.
Cristina aveva un’energia strabiliante. Il padre ne era talmente entusiasta che acquistò subito un piccolo cavallo perché la figlia potesse cavalcarlo al più presto. Il capo delle scuderie di corte gli fece notare che la bimba era troppo piccina, ma il re non sentì ragioni: «Vuol dire che per ora la terrò fra le braccia cavalcando. Anche mio padre aveva fatto così con me».
Fu di parola. Ogni mattina usciva nel grande parco del palazzo reale con la bimba a cavalcioni sulle spalle e la portava con sé ovunque. Alla fine della giornata la nutrice, piuttosto contrariata, non smetteva di esclamare: «Non si può allevare una figliola in questo modo! Mattina e sera scorrazzata fra paludi e boschi, questa bimba diventerà un selvatico indomabile». Il re sorrideva, di orgoglio e di gioia.

Quando nacqui, la regina mia madre, che accanto a tutte le virtù del suo sesso ne mostrava anche tutte le debolezze, era inconsolabile. Si aspettava una creatura di bimbo e sono capitata io che non le apparivo degna di calzare una corona. La infastidiva questo mio essere troppo sicura di me, alla mano con ognuno e disponibile a qualsiasi gioco, specie se imponeva capovolte e sberleffi chiassosi. Non mi poteva soffrire e non aveva tutti i torti perché continuavo a rimanere scura di pelle come un moretto. Si liberò della mia presenza accettando il consiglio di mio padre di affidarmi ad Anna Svensson, una bella donna che tempo dopo scoprii essere stata l’amante di mio padre e che da un paio d’anni si era maritata con un ufficiale d’alto rango dando subito alla luce due figlioli. Mio padre la chiamava Giunone, abbondante di latte e di tenerezze. (...)

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Quasi per caso una donna, Cristina di Svezia

Domani 18 gennaio, alle 12, a Sant’Ivo alla Sapienza, Sala Alessandrina, Corso Rinascimento, 40, Roma, JACOPO FO presenta l’ultimo libro di Dario Fo: Quasi per caso una donna, Cristina di Svezia.
“Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio.
«E' maschio!» gridò qualcuna di loro. «Evviva il re!» risposero le altre nobili dame. Ma era una notizia falsa.
Di lì a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata...”
L'ingresso alla conferenza stampa è libero fino a esaurimento posti.
Il libro lo potete trovare qui

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