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Un’indagine di archeologia del pensiero

Appello ai matematici geometrici: mi aiuti a correggere un libro?

Dopo anni di ponderate ricerche ho finalmente finito un libretto su Pitagora, i taoisti e l’aritmetica geometrica.
In questo testo cerco di realizzare un’indagine di archeologia del pensiero e di scoprire perché la geometria divenne così importante per popolazioni ancora primitive, ben prima dei filosofi greci…
Ipotizzo che la passione per la magia dei numeri sia nata a partire da una serie di illusioni ottiche che è possibile produrre, ad esempio, intrecciando rami per costruire una capanna.
Ho lavorato a questo libro in modo discontinuo dal 1979… C’ho messo un po’... Adesso mi pare che abbia raggiunto una sua completezza ma prima di distribuirlo per il mondo vorrei avere l’aiuto di qualcuno che se ne intende di numeri, perché mi sono avventurato in un territorio che non padroneggio proprio.
Hai voglia di darmi una mano? Sono benvenute critiche, aggiunte, precisazioni e correzioni di qualunque tipo.
Se scrivi a elena chiocciola alcatraz punto it e ti inviamo il pdf.
Avrai una citazione nei ringraziamenti e la mia eterna gratitudine!
Intanto grazie per avermi letto fino a qui.

Intanto, ecco a voi il primo capitolo del libro. Buona lettura!

La Geometria Aritmetica da Pitagora a Israele alla Cina
Un’indagine di archeologia del pensiero

CAPITOLO 1
Pitagora disse che l’Universo è fatto di numeri
L’insigne matematico greco non fu il primo ad affermarlo. Almeno un millennio prima della sua nascita queste idee erano note dalle sponde del Nilo a quelle del Fiume Giallo.
Pitagora espose queste conoscenze in modo razionale e per questo viene considerato il primo matematico nel senso moderno del termine. Del modello elaborato dalla sua scuola poco si sa anche perché i pitagorici avevano fatto voto di segretezza, ritenendo che le loro scoperte non potessero essere comprese da tutti. E a ragione visto che neppure la segretezza evitò loro dure persecuzioni. Cosa poteva esserci di così terribilmente pericoloso nei loro ragionamenti sui triangoli e i pentagoni? (...)

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Caccia al tesoro dei libri

Il bookcrossing si evolve e diventa un gioco. E’ l’iniziativa del Rotary Club di Milano. Ogni volta che si “libera” un libro, sulla pagina Facebook del progetto si può postare una foto di dove è stato lasciato e così dare la possibilità a chi lo desidera di andare a cercare il volume.
I “Libri in Libertà” sono contraddisti da un adesivo che recita: Prendilo, leggilo, condividilo e liberalo.
Insieme a imparalo, capiscilo e raccontalo fanno i sette nani della cultura.
(Fonte: Ansa.it)

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“- Patapunfete! Ecco qua…
Contessa, che scatolone pesante!
E’ giunto or ora col corriere
posso aprire e vedere?
- Certo, Ubaldo, fai tu
io ho ancora qualche cucchiaino
del tuo tiramisù.
- Viene da Sorrento…
Mmmm… immagino decine di pastiere
struffoli, babà…
Ha contattato un nuovo pasticcere?
- Ma no, sei tu il migliore!
- La ringrazio di cuore…
Il mittente dice anche… Florida!
Sorrento ora è in Florida?
Ma che burloni
con questi scatoloni…
- Evviva! Sono arrivati!
Apri apri che li abbiam salvati!
- Ma chi? Cosa? Da dove?
- Forza!
- Ecco… ma sono… libri?! Ancora volumi noooooo!
Penso che sverrò...
Ne abbiamo piene trentaquattro librerie
metà della soffitta, lo studio bordò…
Ne vedo uno lacero! Li porto al macero.
- Sei impazzito?! Li ho presi in prestito!
Siam qui per salvarli
con tutti i tarli.
Dobbiamo aiutare quei ragazzi
della biblioteca di laggiù
che si sono ben ingegnati
ma ora li hanno beccati…
Due bibliotecari ribelli
che hanno azionato i cervelli
per evitare che un sistema computerizzato
che direttive superiori avevano attivato
selezionasse libri da buttare
se nessun utente per troppo tempo
li fosse venuti a domandare.
Hanno creato così un super lettore
di nome Chuck Finley
infervorato ma del tutto inventato
che ha preso in prestito
più di duemila libri in un anno!
Richieste le sue
che gli altri non fanno.
- Ah… Vedo dunque il suo contributo, Contessa…:
‘Galateo delle posate alla corte di re Giorgio…’
-… E la Divina Commedia
che in America rischiava magari di morire d’inedia
ma metti che un lettore inopinato
prima o poi volesse il volume
e andasse a domandarlo?
Non si può certo rischiare
che non possa farlo.”

La Contessa

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Guerrilla Reading a Milano

Salite sul tram e all’improvviso un passeggero inizia a leggere un libro a voce alta, poi un’altra passeggera continua con un altro pezzo. E’ la “Guerrilla Reading” organizzata sabato 25 marzo a Milano sul tram 1 da un gruppo di appassionati lettori della Biblioteca Crescenzago. L’azione è durata in tutto un paio d’ore e ha riscosso molto successo, tra applausi e, magia, persone che alzavano la testa dagli smartphone per ascoltare…
(Fonte: IlFattoQuotidiano)
Guarda il video

Published in BUONE NOTIZIE

Carissimi,
oggi ritorniamo a parlarvi di Mamma Chimica.
Intanto congratulazioni a Sara per la bellissima intervista sul sito di mammeonline che potete leggere qui
Questa settimana vi proponiamo un brano dal libro scritto da Fabrizio Zago, chimico industriale, l’ideatore del Biodizionario e un’autorità nel campo della cosmesi e detergenza ecobio, nonché consulente per Ecolabel.
E in più è pure simpatico, butta via!

“Molte volte mi chiedo a cosa servano i detergenti BIO mentre mi spiego benissimo perché esistano quelli ECO.
La domanda è semplice e come tutte le domande semplici prevede una risposta del tipo “perché non ci ho pensato prima?”. Ecco, io vorrei che riflettessimo tutti assieme, su questa domanda: “Ma a un pavimento cosa interessa: essere lavato con l’aloe vera o l’olio essenziale di rosmarino?” Possiamo rivolgere la stessa domanda anche a una finestra o alla carrozzeria dell’automobile. La risposta che otterremo è la stessa: non gliene può importare di meno.
C’è quindi una filosofia produttiva bio che non ha nessun fondamento, non accontenta il pavimento e non contribuisce al miglioramento del pianeta, anzi spreca risorse di inestimabile valore come oli essenziali oppure che vengono da molto lontano come l’aloe utilizzando materiali fossili per il loro trasporto.
La vera, l’unica necessità che abbiamo è di produrre detergenti “Sostenibili” in cui non ci siano né i sostenitori (a tutti i costi) del tutto bio (che abbiamo visto non serve a nulla) né che sia un concentrato di derivati petroliferi, allergeni e disturbatori endocrini.
Sarà mai possibile avere prodotti di questo tipo? Io credo assolutamente di sì! E per dirlo guardo anche alla mia storia personale durante la quale ho visto che partendo praticamente da solo - adesso ci sono decine di aziende, posti di lavoro che si occupano di salute del pianeta - 15 anni fa mi sono messo a creare e pubblicare il Biodizionario.
Buon risultato quindi? Sì, ottimo ma a attenzione che assieme ai puri di cuore sono nati anche tantissimi “Eco- furbi” persone, società e fabbricanti che fino al giorno prima inquinavano alla grande e poi, improvvisamente, si sono redenti proponendosi come i salvatori della patria e presentando detergenti super verdi. Ma ci credete voi? Io no, e infatti le formule sono verdi solo nel nome ma non nella sostanza e di questo mi rammarico molto perché trovo che non ci sia nulla di peggio che prendere in giro le persone di buona fede.
A fianco degli ecofurbi (e biofurbi) ci sono poi coloro che hanno avuto la folgorazione divina e che propongono sistemi di lavaggio assurdi.
Ecco alcune pratiche che che fanno sorridere (se non ci fosse da piangere).
L’aceto: questo prodotto, presente in ogni casa, è indicato come il miglior anticalcare per disincrostare rubinetterie, lavelli e pentole. Inoltre è ecologico, naturale e disponibile a poco prezzo.
Che sia economico è possibile, che sia naturale non è certo, dato che ci sono dei prodotti contraffatti che usano acido acetico (di sintesi) allungato con acqua. Ma che sia ecologico proprio no! L’acido acetico è quasi 5 volte più inquinante dell’acido lattico e ben 54 volte più dell’acido citrico. Inoltre, l’acido acetico è molto corrosivo per i metalli, anche per l’inox e quindi lo può intaccare liberando vari metalli tra cui il nichel a cui moltissime persone sono sensibili.
L’acqua della pasta: sarebbe un ottimo detersivo per i piatti. L’unica cosa buona dell’acqua che si ottiene dopo aver scolato la pasta è che è molto calda ma non ha praticamente nessun potere detergente. Certo è preferibile riutilizzarla dato che contiene ancora molta energia sotto forma di calore ma se volete avere delle stoviglie veramente ben lavate dovete usare un detergente apposito. Se è ecologico, meglio!” (...)
(continua)

Published in MAMMA CHIMICA
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