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Il Collettivo Artisti Irregolari Bolognesi esporrà presso il Mercato di Mezzo, via Clavature, Bologna, in occasione di ART CITY Bologna nelle giornate  27 - 28 - 29 gennaio 2017.
Il Collettivo Artisti Irregolari Bolognesi sarà anche presente con una esposizione il giorno 28 gennaio dalle ore 10 alle ore 12,30 presso la Casa della Salute Lavino-Samoggia, via di Vittorio 1, Zola Predosa, in occasione dell'inaugurazione della nuova Casa della Salute.

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Carissimi,
oggi vi presentiamo l’ultimo libro di Dario Fo, un libro su una spettacolare figura femminile: Cristina di Svezia.
Colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. L’ultima eroina narrata da Dario è una “regina impossibile”.
Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière.
Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.
Un personaggio incredibile, quindi, proprio di quelli che piacevano un sacco a Dario.
Come al solito, vi proponiamo alcune pagine del libro che trovate in vendita qui
Buona Lettura!

«E’ maschio!»
Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio. «E’ maschio!» gridò qualcuna di loro. «Evviva il re!» risposero le altre nobili dame.
Ma era una notizia falsa. Di lì a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata. Un bel modo davvero di presentarsi, e infatti il re non si dimostrò per nulla contrariato all’idea di avere come successore una femminuccia, anzi. Del resto, prima che la bambina vedesse la luce, era già stata promulgata una legge in cui si accettava come regnante anche una femmina. Era successo mezzo secolo prima in Inghilterra con Elisabetta I, e dopo lo scalpore che la sua nomina aveva suscitato in tutta Europa, col tempo quella scelta si era rivelata felice, anzi trionfale.
Cristina aveva un’energia strabiliante. Il padre ne era talmente entusiasta che acquistò subito un piccolo cavallo perché la figlia potesse cavalcarlo al più presto. Il capo delle scuderie di corte gli fece notare che la bimba era troppo piccina, ma il re non sentì ragioni: «Vuol dire che per ora la terrò fra le braccia cavalcando. Anche mio padre aveva fatto così con me».
Fu di parola. Ogni mattina usciva nel grande parco del palazzo reale con la bimba a cavalcioni sulle spalle e la portava con sé ovunque. Alla fine della giornata la nutrice, piuttosto contrariata, non smetteva di esclamare: «Non si può allevare una figliola in questo modo! Mattina e sera scorrazzata fra paludi e boschi, questa bimba diventerà un selvatico indomabile». Il re sorrideva, di orgoglio e di gioia.

Quando nacqui, la regina mia madre, che accanto a tutte le virtù del suo sesso ne mostrava anche tutte le debolezze, era inconsolabile. Si aspettava una creatura di bimbo e sono capitata io che non le apparivo degna di calzare una corona. La infastidiva questo mio essere troppo sicura di me, alla mano con ognuno e disponibile a qualsiasi gioco, specie se imponeva capovolte e sberleffi chiassosi. Non mi poteva soffrire e non aveva tutti i torti perché continuavo a rimanere scura di pelle come un moretto. Si liberò della mia presenza accettando il consiglio di mio padre di affidarmi ad Anna Svensson, una bella donna che tempo dopo scoprii essere stata l’amante di mio padre e che da un paio d’anni si era maritata con un ufficiale d’alto rango dando subito alla luce due figlioli. Mio padre la chiamava Giunone, abbondante di latte e di tenerezze. (...)

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Quasi per caso una donna, Cristina di Svezia

Domani 18 gennaio, alle 12, a Sant’Ivo alla Sapienza, Sala Alessandrina, Corso Rinascimento, 40, Roma, JACOPO FO presenta l’ultimo libro di Dario Fo: Quasi per caso una donna, Cristina di Svezia.
“Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio.
«E' maschio!» gridò qualcuna di loro. «Evviva il re!» risposero le altre nobili dame. Ma era una notizia falsa.
Di lì a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata...”
L'ingresso alla conferenza stampa è libero fino a esaurimento posti.
Il libro lo potete trovare qui

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Giovedì 22 dicembre, alle ore 10.00, presso la sede dell’Archivio di Stato di Verona in Via Santa Teresa 12, che ospita il Museo Archivio Laboratorio MusALab Franca Rame Dario Fo, si terrà la conferenza stampa che darà inizio all'anno dedicato a Dario Fo e Franca Rame. Uno speciale omaggio ideato in collaborazione con la Direzione Generale Archivi MIBACT che si svolgerà in più tappe fino a novembre 2017 con eventi e mostre, dedicati ai due artisti, in diverse città italiane. Il percorso di vita e arte sarà raccontato attraverso i materiali dell’Archivio Franca Rame Dario Fo, patrimonio culturale a respiro internazionale, riconosciuto dal MIBACT di “interesse storico particolarmente importante”.
Prima tappa di questo omaggio sarà Verona con il progetto “Ma che aspettate a batterci le mani. Omaggio a Dario Fo e Franca Rame” che durerà dal 22 dicembre al 20 gennaio.
Nella giornata del 22 dicembre, a seguito della conferenza stampa, verranno inaugurate tre esposizioni allestite in luoghi emblematici della città per raccontare alcuni capitoli del ricco patrimonio dell’Archivio Franca Rame Dario Fo.
Le esposizioni, allestite in collaborazione con allievi di Accademia di Belle Arti, Educandato Statale Agli Angeli e Università, saranno aperte al pubblico il 22 e il 23 dicembre e dal 2 al 20 gennaio 2017.
Per tutte le informazioni sull’iniziativa scarica il pdf completo

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Alcatraz su Paesi che Vai, Rai1

La trasmissione Rai “Paesi che vai” racconta l'incomparabile patrimonio culturale, artistico ed archeologico esteso sull'intero territorio nazionale. Nella puntata del 26 novembre, dal minuto 35:00, un bellissimo servizio su Alcatraz!
Clicca qui per vedere la puntata su raiplay

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