Progetto Tell Me Alfabetizzazione dei migranti attraverso il teatro
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Alcatraz su Paesi che Vai, Rai1

La trasmissione Rai “Paesi che vai” racconta l'incomparabile patrimonio culturale, artistico ed archeologico esteso sull'intero territorio nazionale. Nella puntata del 26 novembre, dal minuto 35:00, un bellissimo servizio su Alcatraz!
Clicca qui per vedere la puntata su raiplay

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Mario Pirovano in tournée!

Tre gli appuntamenti:
Domenica 4 dicembre, ore 17:30, Mario Pirovano sarà al Teatro Boni di Acquapendente, Viterbo, con il Mistero Buffo di Dario Fo.

Giovedì 8 dicembre, ore 17:30, Francesco Lu Santo Jullare di Dario Fo a Mogliano Veneto, Sala Dario Fo e Franca Rame di Villa Marignana Benetton.

15-18 dicembre, Teatro agli Archi di Palermo, due workshop con Mario e due spettacoli.
Tutte le info e le locandine su mariopirovano.it

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Alla riscoperta del mondo

Carissimi,
ci siamo proprio affezionati a questo Darwin qui, come lo racconta Dario nel suo ultimo lavoro e quindi dedichiamo ancora allo scienziato inglese questo numero di Cacao. 
Se siete dalle parti di Biella potete ammirare la mostra bellissima a lui dedicata  a Palazzo Ferrero e Palazzo Gromo Losa con dipinti, pupazzi, sagome, sculture.
Oggi vi proponiamo le prime pagine del libro: Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre? Edito da Chiarelettere.
Grazie a Dario Fo per questo splendido lavoro.
Se vuoi acquistare il libro clicca qui

Alla riscoperta del mondo
Un giovane curioso e assetato di conoscenza

Charles Darwin, nato in Inghilterra all’inizio dell’Ottocento, crescendo si dimostrò nel suo evolversi culturale uno dei geni assoluti della scienza degli ultimi secoli.
Comincio col dirvi che Darwin proveniva da una famiglia di personaggi fuori dal comune. Nonni e padre erano di professione medici: tutti presi da una voglia irresistibile di scoprire attraverso la nuova scienza una verità del sapere del tutto sconosciuta. Soprattutto facevano parte di quella umanità che oggi chiamiamo progressista.
Tanto per cominciare, le lotte a cui partecipavano con slancio straordinario erano quelle contro la tratta degli schiavi e tutti i conflitti sullo sfruttamento coatto dei lavoratori.
Il giovane Darwin fu a sua volta coinvolto fortemente dal desiderio di conoscenza: «Quando mi trovo davanti a ogni realtà conclamata – ripeteva – mi sorge sempre il dubbio che la verità sia un’altra». E ancora ragazzino divenne un accanito ricercatore, si interessò agli insetti per arrivare agli esseri viventi più complessi. Ma, come succede a tutti i ragazzini o quasi della sua età, guardava con molta attenzione ed emozione anche le ragazzine, in particolare una più giovane di lui di qualche anno. Si chiamava Fanny.
Con lei trascorreva tutte le vacanze estive. Un giorno, mentre raccoglievano in un campo di fragole alcuni coleotteri, si ritrovarono così vicino a una fragola da morderla insieme e si baciarono.
Gli incontri che preferivano, però, erano quelli sotto il tetto del palazzo in cui abitava Fanny: lo chiamavano «il Paradiso». In Paradiso si amarono davvero senza limiti.
Ma, ahimè, arrivò il tempo in cui l’inverno costrinse Charles ad abbandonare Fanny per frequentare l’università a Edimburgo. Tentò di entrare nella facoltà di Medicina ma, al primo incontro con l’autopsia di un cadavere, svenne dopo aver vomitato addosso al maestro degli squartamenti. Fu indirizzato quindi a frequentare la facoltà di Teologia, un po’ meno cruenta.
Il suo interesse per la scienza, però, cresceva di giorno in giorno, soprattutto grazie alle lettere che riceveva e spediva ad altri giovani naturalisti e scienziati di fama, di cui aveva letto articoli che lo avevano fortemente colpito.
Spesso si lamentava d’essere costretto ad abitare in un’isola, l’Inghilterra, rimanendo nella quale era difficile toccare con mano la realtà espressa dall’intero creato. Per cui, all’età di vent’anni, decise di esplorare da vicino tutto il mondo ancora in gran parte sconosciuto. Quindi si imbarcò su un tre alberi della Reale marina inglese nelle vesti di ricercatore scientifico.
Zampe che si accorciano e becchi che si allungano
Culturalmente il capitano era il suo esatto opposto: un credente quasi fanatico col quale Charles ebbe spesso discussioni che finivano nell’insulto. Fin dal primo giorno di navigazione si divertiva ad apostrofare il giovane laureato col termine di «reverendo» e ogni tanto anche di «dottore».
Darwin non raccoglieva le provocazioni ma un giorno, trovandosi la nave ancorata alle Galápagos, un arcipelago del Pacifico situato al largo del continente sudamericano e attraversato dall’equatore, raccolse il solito sberleffo e si lasciò andare a sostenere idee che per il capitano erano vere e proprie bestemmie.
Il confitto si consumò durante il pranzo degli ufficiali, a bordo naturalmente del Beagle (questo era il nome del brigantino).
Eccovi il dialogo.
«Se vi devo dire la verità, dottor Darwin – comincia il capitano –, spero non vi offendiate, mi è difficile capire come possa un uomo intelligente a par vostro, con una laurea in Teologia, diventato pastore di anime, andarsene in giro a raccogliere conchiglie, coleotteri e crostacei, e non per mangiarli, ma per catalogarli. A che scopo?»
«Nella ricerca della verità» risponde Darwin.
«Già, la verità del coleottero!?»
In coro gli ufficiali esplodono in una grossa risata.
Il professore in Teologia non raccoglie la provocazione e risponde tranquillo: «Vedete, capitano, grazie a ricercatori che sono arrivati prima di me ho maturato una teoria».
«E quale sarebbe questa teoria?»
«Quella inerente all’evoluzione delle specie.»
«Che vuol dire con evoluzione?»
«È un termine che viene dal latino evolutio, che indica il gesto di srotolare il papiro del conoscere.»
«Ah, interessante! Non lo sapevo.»
«Io e i miei amici scienziati ci siamo messi in testa che ogni essere vivente sulla Terra, che sia animale, vegetale o umano, così come lo conosciamo oggi, risalga a una specie primordiale univoca, poi in seguito si sia evoluto e da una sola specie si siano prodotte specie diverse più composite.»
«Sì, la conosco questa teoria. Ma andate avanti, diteci, che cosa le fa evolvere queste creature? Una loro volontà innata?»
«No, in questo primo caso la volontà non c’entra per niente. L’evoluzione avviene incidentalmente, ma soprattutto questa metamorfosi è prodotta dalla necessità di sopravvivere. Ogni giorno qui alle Galápagos visitiamo atolli contornati da barriere coralline, e voi potete ben testimoniare che queste isole sono straordinariamente prossime l’una all’altra. Eppure in ogni atollo risiedono fauna e flora completamente diverse.»
«Sì, è vero, l’ho osservato anch’io.»
«Ecco, bravo, avrete notato che gli uccelli che abitano l’una e l’altra isola svelano forme diverse di ali, e dimensioni e colori differenti. Che in alcuni volatili il becco si è allungato, in altri le zampe si sono accorciate o divenute di doppia lunghezza. È qui che mi sono chiesto: perché? Che cosa ha prodotto questa variante tanto evidente in quei volatili? Appunto, la ricerca di un modo più facile e sicuro di campare.»
«Come, come? Si accorciano e si allungano le zampe per riuscire a sopravvivere?» «Certo, naturalmente con un processo che dura secoli. Ci sono volatili che all’istante si trovano costretti a campare in una palude nella quale l’acqua è a livelli minimi, tre, quattro piedi al massimo, e il cibo di cui si nutrono, crostacei vari, sta sul fondo. Ed ecco che per evitare di tuffarsi decine di volte nell’acqua risolvono meglio facendo sì che le zampe si allunghino, e anche il becco e il collo s’allungano, per permettere all’uccello di infilare la testa fino al fondo della palude.»
E il capitano con ironia: «Stupendo! Come a dire che quei volatili hanno il privilegio di poter ridurre o dilatare gambe e becco a seconda del livello della laguna?».
«Sì, è così! Alcuni giungono sull’acqua e proseguono galleggiando e facendosi trasportare dalle correnti. Altri invece volano ad alta quota e poi di lassù, all’istante, serrano le ali l’una contro l’altra così da poter penetrare nel mare come siluri, zuuun!, fino a raggiungere decine di spanne sul fondo, e catturano i pesci con una velocità e una precisione impressionanti. Questo è un esempio di diversa evoluzione.» «Fantastico! E quindi voi, grazie a una semplice osservazione, caro Darwin, mi venite a dire che il fenomeno della metamorfosi a cui partecipiamo è frutto dell’adattamento naturale insito in ogni essere vivente, e che uccelli e fenicotteri e fringuelli dimostrano istinto di adattabilità, quindi sono intelligenti!»
«Eh sì, mi dispiace, ma alludere a certi personaggi chia-mandoli “stupidi come un piccione” è completamente sbagliato.»
(Continua)

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Biglietti sospesi per il teatro

L’idea è del teatro di Pergine, in Trentino, che ora conta 42 posti a disposizione dei meno fortunati.
Domani sera alle 20:30, presso il foyer del Teatro di Pergine, Trento, in occasione dello spettacolo Mistero Buffo di Dario Fo interpretato da Ugo Dighero verrà presentato il progetto che prevede la creazione di un fondo di ‘biglietti sospesi’ per la stagione teatrale destinati a chi non può sostenerne il costo su indicazione delle cooperative sociali e associazioni benefiche.
I soldi saranno raccolti in una scultura-salvadanaio, creata dall’artista perginese Andrea Fontanari, che verrà installata accanto alle casse del teatro.
(Fonte: Ansa)

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In ricordo di Dario Fo

L’universo impossibile: l’origine della specie umana e Darwin secondo Fo Venerdì 18 novembre alle ore 20:00 BookCity 2016 renderà omaggio alla fantasia e alla visionarietà di Dario Fo, ospite di diverse edizioni della manifestazione. Con Jacopo Fo e Gianni Barbacetto. Letture e interventi di Michela Casiere, Mario Pirovano, Jacopo Zerbo.
Vi aspettiamo al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci Auditorium – Via San Vittore 21, Milano.

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