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Bello figliolo che tu se' Raffaello

Carissimi, vi farà piacere sapere che ad Arezzo, a Palazzo Chianini Vincenzi, Galleria d’Arte “La Chimera”, è stata allestita una mostra dedicata a Dario Fo.
Realizzata in collaborazione con la Compagnia Teatrale Fo Rame, si terrà fino al 2 luglio 2017.
Per informazioni: 389 0535630

E noi oggi, per ricordare l’amore per l’arte e per gli artisti che ha caratterizzato la vita di Dario, vi vogliamo riproporre un brano dal libro dedicato a Raffaello Sanzio Bello Figliolo che tu se’ Raffaello che Dario ha realizzato con l’editore Franco Cosimo Panini
Al grande pittore, Dario ha dedicato anche una lezione-teatro che potete rivedere su Rai Play

Buona lettura!

Finalmente a Firenze
Il Vasari racconta che mentre Raffaello stava lavorando nel cantiere della città del Palio alcuni giovani assistenti, tornati da Firenze, descrivevano entusiasti le nuove opere che si stavano erigendo nella Repubblica fiorentina, i grandi maestri che là operavano e il fermento creativo che esaltava l'intera vita della popolazione.
In seguito a quella descrizione Raffaello sente crescere un irresistibile desiderio d'esser testimonio di quella felice alacrità e abbandona il cantiere congedandosi con grande impaccio di Pinturicchio.
Prima di recarsi a Firenze torna a Perugia, dove fa visita a Giovanna Feltria della Rovere, sua appassionata committente. Diciamo appassionata sia per la stima che aveva per il talento di Raffaello che per le sue qualità intrinseche dovute alla sua ormai risaputa bellezza, e per il fascino che sapeva emanare.
Non è difficile immaginare che la ancor bella signora, vedova di Giovanni della Rovere prefetto di Roma in quanto nipote del Papa si fosse fortemente invaghita del giovane. Ce lo testimonia la lettera di raccomandazione che invia di slancio a Pier Soderini. Nella missiva la signora, scoprendo tutto il suo calore, intercede presso il Gonfaloniere di Firenze perché offra aiuto al giovane, dotato di buon ingegno, "figliolo discreto e gentile (...) che io amo sommamente" e che desidero "venga a buona perfezione" nel suo apprendere. "Però lo raccomando alla Signoria Vostra strettamente, quanto più posso, pregandola per amor mio che in ogni sua occorrenza le piaccia prestargli ogni aiuto e favore".
Baldassarre Castiglione, umanista amico di Raffaello, avrebbe commentato: "Se le lettere acquisissero oltre lo scritto il battito del cuore e l'umido del languore, quella missiva avrebbe potuto grazie a un solo alito di vento raggiungere la città di Fiorenza".
Raffaello rimane quasi sconvolto da ciò che vede realizzarsi in quella città. Lo stupisce il fervore, la voglia di discutere e proporre idee nuove da parte di ognuno. La prima impressione in realtà è quella di un disordinato bailamme e di confusione ciarlona, ma poi si rende conto che solo permettendo a ognuno di partecipare, anche fuori di costrutto, si riesce a coinvolgere con impegno la gran parte della gente. Forse per la prima volta Raffaello si trova a respirare qualcosa di completamente nuovo e difficilmente reperibile: la democrazia.
Nella Firenze libera incontra, se pur in spazi diversi, i più grandi maestri dell'arte rinascimentale: pittori, scultori e architetti. Vede il cartone della battaglia di Anghiari di Leonardo (a Firenze dal 1503 al 1506) ed egualmente fa visita a Michelangelo che a sua volta sta completando il cartone sulla Battaglia di Cascina. I disegni preparatori servono a realizzare due grandi affreschi che in una straordinaria tenzone saranno giudicati dalla popolazione intera. Malauguratamente le due opere non vedranno mai la luce.
Inoltre il ragazzo d'Urbino fa appena in tempo ad assistere al trasporto del grande blocco marmoreo del David di Michelangelo, ingabbiato sopra un gigantesco carro, dalle grandi ruote con ammortizzatori a molla, che lo trasporta in Piazza della Signoria. L'opera è stata commissionata dalla Repubblica di Firenze perché divenga simbolo della acquistata libertà dopo la recente cacciata del Medici (1494). Il ragazzo vorrebbe avvicina Buonarroti, ma scopre che quello straordinario personaggio è restio e recalcitrante. Perciò si accontenta di disegnare di nascosto le sue figure sui cartoni. Invece con Leonardo l'approccio è molto più facile e fra loro nasce un'amicizia immediata. Tanto che l'anziano maestro permette al ragazzo di sfogliare quanto gli pare i suoi disegni, direttamente nel suo studio, anche senza la sua presenza.
Raffaello si innamora di quegli appunti e bozzetti e li studia con attenzione, eseguendo anche delle copie. Senz'altro Leonardo sarà il pittore da cui riceverà la più importante delle lezioni.

Il libro è disponibile su Commercioetico.it

Published in LIBRI

Da Lunedì 10 aprile ritornano su Rai5, ore 21:15, le puntate dedicate alla storia di Dario Fo e Franca Rame.
Nella sesta puntata: troppo successo siamo rovinati! Deve averla pensata così la Rai quando lo scandalo di Canzonissima gli è praticamente scoppiato in mano. La trasmissione ha un successo strepitoso e proprio per quello scatena polemiche a non finire.
La dirigenza Rai chiede di rivedere copioni già approvati e vuole imporre massicci tagli. La coppia Fo-Rame non ci sta e abbandona la trasmissione. Nessun altro attore vorrà sostituire i Fo.
La coppia torna al teatro con il primo dei grandi racconti storici: “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”, dove si narra di Cristoforo Colombo e della sua impresa. Per una battuta un po’ feroce sui militari Dario viene addirittura sfidato a duello.
Ospiti: Loris Mazzetti, Antonio Ricci, Maurizio Costanzo.

Published in BUONE NOTIZIE

Siamo felici di annunciare che da lunedì 10 aprile, ore 21:15, su Rai 5, riprendono le puntate di "Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia"! Dalla 6 alla puntata 10, ogni lunedì fino all'8 maggio.
Per rivedere le prime 5 puntate

Published in BUONE NOTIZIE

Il teatro e la lotta (seconda parte)

Intervento di Jacopo Fo all’Università La Sapienza di Roma il 24 marzo 2017
Il teatro e la lotta (seconda parte – per leggere la prima parte clicca qui)

Insieme a Giustino Durano e Franco Parenti mio padre e mia madre avevano fatto uno spettacolo che si chiamava “I Sani da legare”. L’anno dopo la compagnia mise in scena “Il dito nell’occhio” e Parenti e Durano dissero a mio padre che lo avrebbero ripreso in compagnia ma da solo. Senza Franca. Mio padre non sapeva come dirglielo e quindi le ha chiesto: “Mi vuoi sposare?” e immediatamente dopo: “Però non reciti l’anno prossimo”. Quindi io modestamente arrivo per un problema di recitazione. E immaginatevi come sono messo.
Questo fatto di raccontare i cavoli propri oggi è ancora poco diffuso e si trova in particolare nel cabaret americano. Ai tempi è stata una novità assoluta inventata da mia madre. E’ chiaro che ogni attore racconta se stesso, ma mia madre è stata una delle prime grandi attrici – probabilmente la prima grande attrice a livello mondiale – che ha iniziato a raccontare la sua vita per filo e per segno: da quando aveva 4 anni e ha incontrato il primo maniaco sessuale che le ha mostrato il membro e lei non capiva perché questo signore le mostrasse una salsiccia ansimando, via via tutte le esperienze della sua vita. E la comicità che riusciva a sviluppare partiva proprio dal fatto che raccontava episodi esilaranti che le erano successi veramente.
Certo che per poter raccontare episodi esilaranti della propria vita, bisogna viverli.
In uno spettacolo in particolare, “Sesso, grazie, tanto per gradire”, Franca Rame racconta proprio la sua storia, il suo rapporto con la sessualità con i maschi, e questa è stata la grande rivoluzione di quel momento.
Come si fa a diventare attori di questo tipo? Molti affermano che oggi non c’è spazio per nuovi attori e hanno ragione: per far la parte dell’attor giovane dovete aspettare che l’attore giovane di quella compagnia stabile muoia perché continua a fare l’attor giovane anche passati gli ottant’anni! Non c’è modo di sradicarli, è tutto un gioco di reciproci accreditamenti che non hanno niente a che fare con il numero di spettatori che uno porta a teatro… è abbastanza imbarazzante.
Malgrado questo ci sono enormi possibilità, ci sono settori che permettono di fare gli attori che generalmente non vengono considerati. Ad esempio, la guida turistica. E’ un mestiere che viene fatto fare a gente che non è capace di raccontare.
La mia più grande storia di teatro è stata portare le gite scolastiche nel bosco. Avevo anche fatto un corso ma avevo anche capito che parlare di licheni a dei 14enni con gli ormoni a mille era una partita persa, non gliene poteva fregare di meno.
Se poi li metti a contare i licheni su un quadratino di terra 10 cm per 10, ti odiano proprio. E hanno ragione.
Per cui piano piano mi sono costruito il mio primo spettacolo che aveva l’obiettivo di ottenere l’attenzione di 50 ragazzi in un bosco. Vi garantisco che è una scuola di teatro, di scrittura teatrale e di regia, che non ce n’è uguali.
Sapete che si ride per il sesso e per la merda e nelle gite scolastiche non potevo parlare di sesso quindi avevo preparato tutto un discorso sulla merda partendo dalla cacca di cavallo. Cercavo di far stabilire agli studenti da quanti giorni era stata cagata quella cacca di cavallo, tipo addestramento Sioux, e nessuno voleva annusare… e così di seguito raccontavo tutta la storia della merda. In questo modo riuscivo a ottenere la loro attenzione.
Quindi vi consiglio di fare qualunque cosa per avere la possibilità di recitare, ci sono davvero tantissime occasioni, non è facile perché di base niente è facile ma se un ragazzo vuole fare il protagonista di una commedia del teatro stabile di Vicenza il livello di difficoltà è un milione a uno. Se volete fare la guida turistica a Roma già scendiamo a delle percentuali accettabili.
Avete poi la grande possibilità di fregarvene del mercato e degli inciuci, prendere il vostro smartphone e andare in diretta su Facebook. Se avete delle storie da raccontare, qualche cosa da dire, qualcosa che vi appassiona, con questi mezzi potete raggiungere milioni di persone facendo cose strepitose.
Quando quelli della mia generazione non riuscivano a sfondare potevano dire: è tutto un magna magna, se non metti parti intime a disposizione dei potenti non fai carriera – e anche per fare quello bisogna essere abili e determinati perché c’è un sacco di gente che dà il proprio corpo senza ricevere alcuna contropartita, bisogna essere abilissimi, ci sono migliaia di persone che cercano di far carriera scopando anche lì ce la fa uno su cento, gli altri 99 vengono trombati senza ottenere grandi risultati  - e questo ci rendeva dei privilegiati.
Voi non avete nemmeno questa scusa perché – dati 2015 – il record di incasso in Italia, nel mondo dello spettacolo, è di un ragazzino di 16 anni che ha incassato due milioni di euro commentando i videogame, costo dell’operazione: zero. Il cellulare ce l’aveva, Facebook è gratis, e allora…  se qualcuno ha qualcosa da dire lo dice.
Se non riuscite a fare nulla sulla rete andate a casa: non ci sono scuse. Purtroppo avete il problema che siete una generazione che non ha scuse: se sei capace passi, se non sei capace non passi e quindi fai un altro mestiere.

Published in CACAO DELLA DOMENICA

Mostra di dipinti di Dario Fo
Dal 1 Aprile al 2 Luglio 2017
presso Palazzo Chianini Vincenzi Galleria d’Arte “La Chimera” di Arezzo
Inaugurazione Sabato 1° Aprile alle ore 17:30 con ingresso gratuito e partecipazione di Jacopo Fo.
L’associazione culturale Editebro, in continuità con le mostre già realizzate in collaborazione con il Comune di Arezzo, ha l’onore e il piacere di inaugurare la mostra dedicata al grande maestro, premio Nobel per la letteratura, Dario Fo.
Il percorso della mostra “Dario Fo: mi sento attore dilettante e pittore professionista” presenta una selezione di circa 50 opere attraverso le quali è possibile conoscere e affacciarsi alla meraviglia del racconto attraverso le immagini. Troverete esposte opere dedicate alla storia del Ruzzante alla quale Dario Fo si è dedicato più volte nel corso della sua vita, gli studi del teatro e della pittura del 500, grandi tele che raccontano le ricerche sui Vangeli Apocrifi e la storia di Gesù, e anche una selezione di dipinti e bozzetti dello spettacolo Picasso Desnudo scritto insieme a Franca Rame nel 2012. Non potevano mancare alcune delle sue opere giovanili dipinte intorno al 1950 e altre dipinte negli ultimi anni, ognuna dedicata a una storia diversa, dotate di una loro autonomia espressiva.
Ingresso: € 10 (€ 7 scaricando la riduzione dal sito), gratuito per i bambini sotto i 10 anni Gruppi e scolaresche di almeno 10 persone € 8 (€ 5 scaricando la riduzione).
Insegnanti e accompagnatori: ingresso gratuito.
Contatti: Associazione Culturale Editebro, Tel. 389 0535630 -editebro.it/le-mostre/dario-fo/
Ufficio Stampa Compagnia Teatrale Fo Rame, Mattea Fo Tel. 3456308663
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.dariofo.it

Published in BUONE NOTIZIE

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