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Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia

Carissimi,
torniamo a parlarvi dell’ultimo libro di Dario Fo:  Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia.
Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne.
Ed è di questo amore per le donne che narra il brano che andiamo a presentare.
Una donna straordinaria Cristina di Svezia, trovate il libro qui
Buona Lettura!

Un’educazione maschile. Ma quante frottole su di lei!
Che educazione aveva ricevuto Cristina da piccola? Ce lo racconta lei stessa nella sua autobiografia, dove la regina, secondo le regole di questo genere letterario, si volge al passato per confessarsi in pubblico ma anche per fornire la propria versione sui punti critici della sua vita.
“Mio padre quando era ancora vivo e re aveva dato ordine che mi fosse impartita un’educazione virile. Dichiarò apertamente di non volere che mi venisse ispirata nessuna delle virtù del mio sesso all’infuori dell’onestà e della modestia. Voleva che, in tutto il resto, fossi un principe e che mi fosse insegnato tutto ciò che un giovane principe deve sapere.
Mi permetterete di commentare che non concordo con chi è convinto dell’autenticità di questo testo. Pare piuttosto un salvacondotto che scarica sul padre, caduto in battaglia, il comportamento eccessivo e singolare della giovane regina, come a dire: “Io sono come mi vedete, un po’ trasandata e molto mascolina, perché così ha voluto il padre mio che stimo e al quale obbedisco”. Secondo me, una frottola bellamente adattata alla bisogna, per placare chi non accettava quella “regina in abiti da uomo”. Ne ́ credo alla poca avvenenza fisica di Cristina. Le si è appioppato un viso privo di grazia, da “ma-schiaccio” capelli arruffati, e addirittura una spalla più alta dell’altra... neanche fosse il Gobbo di Notre Dame. E si insiste sulla sua statura che viene definita bassa. E poi quei modi sguaiati, senza eleganza e sensualità, e magari ai piedi scarpe da salumiere. Andiamo, si è un po’ esagerato!
Basta leggere le lettere che la figlia di re Gustavo Adolfo, diventata adulta, inviava alla sua dama di camera per esprimerle il suo amore, scritte in uno stile che dimostra non solo finezza di linguaggio e di sentimento, ma una cultura non comune, specie nelle corti dei paesi scandinavi in quel tempo.


Ma lascio al vostro giudizio e alla vostra sensibilità la lettera che Cristina spedì all’amata Ebba Sparre, sua dama di camera, da lei chiamata Belle in omaggio alla sua avvenenza:
“Tutto mi piace di te, fragile e stupenda figliola: la figura agile, svelta, aerea, quel tuo colorito delicato. Il pallore che ti affiora quando t’avvolgo fra le mie braccia, un candore pari a un petalo di rosa. I begli occhi che le palpebre, abbassandosi per il pudore, mi nascondono insieme al tuo lampo di meraviglia. Sono innamorata solo di te, figliola. Appena tu te ne vai da questo mio palazzo tutto si spegne intorno a me e anche nei miei occhi, e mi rimane solo il tuo profumo sparso qua e là”.  (...)

Published in LIBRI

Carissimi,
oggi vi presentiamo l’ultimo libro di Dario Fo, un libro su una spettacolare figura femminile: Cristina di Svezia.
Colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. L’ultima eroina narrata da Dario è una “regina impossibile”.
Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière.
Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.
Un personaggio incredibile, quindi, proprio di quelli che piacevano un sacco a Dario.
Come al solito, vi proponiamo alcune pagine del libro che trovate in vendita qui
Buona Lettura!

«E’ maschio!»
Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio. «E’ maschio!» gridò qualcuna di loro. «Evviva il re!» risposero le altre nobili dame.
Ma era una notizia falsa. Di lì a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata. Un bel modo davvero di presentarsi, e infatti il re non si dimostrò per nulla contrariato all’idea di avere come successore una femminuccia, anzi. Del resto, prima che la bambina vedesse la luce, era già stata promulgata una legge in cui si accettava come regnante anche una femmina. Era successo mezzo secolo prima in Inghilterra con Elisabetta I, e dopo lo scalpore che la sua nomina aveva suscitato in tutta Europa, col tempo quella scelta si era rivelata felice, anzi trionfale.
Cristina aveva un’energia strabiliante. Il padre ne era talmente entusiasta che acquistò subito un piccolo cavallo perché la figlia potesse cavalcarlo al più presto. Il capo delle scuderie di corte gli fece notare che la bimba era troppo piccina, ma il re non sentì ragioni: «Vuol dire che per ora la terrò fra le braccia cavalcando. Anche mio padre aveva fatto così con me».
Fu di parola. Ogni mattina usciva nel grande parco del palazzo reale con la bimba a cavalcioni sulle spalle e la portava con sé ovunque. Alla fine della giornata la nutrice, piuttosto contrariata, non smetteva di esclamare: «Non si può allevare una figliola in questo modo! Mattina e sera scorrazzata fra paludi e boschi, questa bimba diventerà un selvatico indomabile». Il re sorrideva, di orgoglio e di gioia.

Quando nacqui, la regina mia madre, che accanto a tutte le virtù del suo sesso ne mostrava anche tutte le debolezze, era inconsolabile. Si aspettava una creatura di bimbo e sono capitata io che non le apparivo degna di calzare una corona. La infastidiva questo mio essere troppo sicura di me, alla mano con ognuno e disponibile a qualsiasi gioco, specie se imponeva capovolte e sberleffi chiassosi. Non mi poteva soffrire e non aveva tutti i torti perché continuavo a rimanere scura di pelle come un moretto. Si liberò della mia presenza accettando il consiglio di mio padre di affidarmi ad Anna Svensson, una bella donna che tempo dopo scoprii essere stata l’amante di mio padre e che da un paio d’anni si era maritata con un ufficiale d’alto rango dando subito alla luce due figlioli. Mio padre la chiamava Giunone, abbondante di latte e di tenerezze. (...)

Published in LIBRI

Quasi per caso una donna, Cristina di Svezia

Domani 18 gennaio, alle 12, a Sant’Ivo alla Sapienza, Sala Alessandrina, Corso Rinascimento, 40, Roma, JACOPO FO presenta l’ultimo libro di Dario Fo: Quasi per caso una donna, Cristina di Svezia.
“Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio.
«E' maschio!» gridò qualcuna di loro. «Evviva il re!» risposero le altre nobili dame. Ma era una notizia falsa.
Di lì a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata...”
L'ingresso alla conferenza stampa è libero fino a esaurimento posti.
Il libro lo potete trovare qui

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