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Tutti gli articoli di Jacopo Fo pubblicati sul Cacao della domenica. Buona lettura!

Quaderni della Scuola di Naturopatia Complementare 10

Mi telefona Laura Malucelli, persona meravigliosa. Parliamo di un progetto e lei mi dice: “Dobbiamo trovare il Mare Blu!”
E io le dico: “Cosa?”
“Il Mare Blu”. Mi cita uno scrittore che dice che qualunque cosa tu debba fare devi trovare un mare che non sia infestato da squali. Se ci sono gli squali è un mare rosso e non va bene… Devi cercare uno spazio nuovo, dove non c’è molta concorrenza… Allora puoi ottenere grandi risultati.”
Beh, grazie Laura.
Parlando con Laura si è verificato nella mia mente un fenomeno di COMPRENSIONE IMMEDIATA TOTALE ISTANTANEA, esperienza magica che si può sperimentare solo tra persone che hanno una grande sintonia sui fondamenti della vita. Pensandoci bene però mi ricordo una notte di tempesta in cui è successa una cosa strana.
Ero nella peggiore discoteca di Roma, un posto che veniva chiuso una volta alla settimana per sparatoria. C’era uno stretto corridoio e un borgataro enorme, con la giacca di pelle si era messo di traverso con il braccio appoggiato al muro. Se volevi passare dovevi inchinarti per transitare al di sotto del braccio, tipo Forche Caudine.
Vicino al borgataro stavano altri 4 ragazzotti.
Io arrivo, non mi chino, vado a sbattere con la mia esile cassa toracica contro il suo braccio e passo.
Lui dice qualche cosa di sgarbato, io mi giro e gli faccio cenno di venirmi sotto. Pesavo 58 chili, ero un chiodo senza spalle ma non me ne fregava un cazzo. Ero molto giovane e molto arrabbiato, e per tutta una serie di ragioni, difficili da spiegare brevemente, avevo un martello da carpentiere sotto la giacca. I primi due li lasciavo per terra, quel che sarebbe successo poi non mi interessava minimamente… Così gli faccio il cenno di farsi sotto,  un gesto con la mano aperta che vuol dire: vieni avanti! (...)

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Quaderni della Scuola di Naturopatia Complementare 9

Innanzi tutto vorrei ringraziarti per il fatto che stai leggendo questo articolo. La possibilità di incontrare su questo blog persone interessate a ragionare su temi strani è quel che mi dà la voglia di raccontare. Il ristorante di Alcatraz è un posto dove si fanno conversazioni straordinarie e nascono idee, ed è già un lusso enorme… Avere poi chi ha voglia pure di leggerle queste idee è il massimo. Grazie.

La questione che vorrei sottoporti oggi nasce dalla constatazione di una situazione curiosa e stupefacente.
Solo negli ultimi decenni è iniziata a circolare una domanda: ma come fa il corpo a regolare l’enorme varietà di funzioni fisiologiche?
A rigor di logica ci dovrebbe essere una centrale operativa globale che tiene sotto controllo temperatura, pressione sanguigna, respirazione, digestione, produzione di enzimi, proteine, funzioni depurative, espulsive, eccetera.
In ogni minuto le variazioni del mondo intorno a noi, le emozioni che proviamo, quel che pensiamo, interagisce alla velocità della luce con tutte le funzioni organiche.
Costantemente il nostro corpo compie un numero spropositato di regolazioni di sistemi che si influenzano reciprocamente. È un compito veramente notevole che richiederebbe una quantità di computer. Un lavoro che verrebbe da pensare sia svolto da un organo bello grosso.
La questione diventa ancora più affascinante proprio se si considera che non c’è da nessuna parte nel nostro corpo un organo di controllo e ottimizzazione globale. Né piccolo né grande.
Alcuni pensano che questo lavoro lo svolga una parte del cervello. Ma in effetti non è così. Alcune funzioni vengono espletate dalla materia grigia ma non abbiamo nessun elemento che ci faccia pensare che sia nel cranio il sistema di controllo globale.
Quella che sto ponendoti non è solo una questione scientifica. L’idea che hai in proposito può incidere in modo determinante sulle tue scelte quotidiane, sulle tue strategie e sull’idea che hai del futuro del mondo.
Se io vedo il corpo umano come una serie di organi che lavorano ognuno per i fatti suoi e non riconosco l’esistenza di una intelligenza fisiologica sarò portato a vedere allo stesso modo la mia famiglia. Quando litigo con mia moglie posso concentrarmi su quello che lei ha fatto e che mi ha offeso, oppure posso vedere quello che succede tra di noi non in termini di scontro tra due individui ma come risultato di un’interazione. Cioè, guardo la questione ampliando il mio orizzonte. Lei mi ha detto una frase scortese ma dietro questa azione c’è magari il fatto che sto lavorando troppo e sono stanco e spesso sono incapace di relazione e mi chiudo mettendomi a fare un videogame… Se inizio a guardare in questo modo la mia relazione vedo aspetti che prima non vedevo. Effetti di atteggiamenti reciproci. E magari scopro che la soluzione non è discutere ogni singola colpa e ogni singola causa ma inventarsi qualche cosa di nuovo da fare assieme che porti a superare il momento di difficoltà di comunicazione.
E se credo che il mio corpo abbia un’intelligenza fisiologica magari posso essere più ottimista sui destini dell’Italia e pensare che un popolo dove un cittadino su 10 fa volontariato solidale e una famiglia su 5 ha adottato un’altra famiglia che è in difficoltà e l’aiuta in modo continuativo, un popolo presso il quale è diffusa la sensibilità e la dimestichezza con il bello (abbiamo arte ovunque) possa trovare una botta di intelligenza collettiva tale da uscire da questa fase disastrosa. E magari un evento che mi pare negativo apre a sviluppi positivi che non riesco a immaginare.
(...)
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Questo articolo parla di nuovi portentosi sistemi per connettere le nostre esistenze e approfittare della rivoluzione della comunicazione. L’aumento della complessità ci induce a collaborare.
E parla anche di come organizzare un gruppo di amici appassionati, formare una macchina sociale e utilizzarla per abbellire il mondo.


Sono molto contento.
Quando 34 anni fa iniziammo a costruire Alcatraz non avevamo in mente solo un posto dove mangiare bene, dormire comodi e stare in mezzo al verde (che non è poco).
E non avevamo solo intenzione di organizzare corsi ed eventi e produrre spettacoli e libri.
Avevamo idee e progetti grandiosi ma ci rendevamo conto che non c’era spazio per il nostro modo di vedere il mondo: tutto era in mano a cricche di affari e potere: la tv, la distribuzione libraria, i teatri.
Per stare in piedi e produrre cultura alternativa non bastavano le idee. Avevamo bisogno di un nostro sistema di autofinanziamento, mettere insieme attività collaterali che portassero i soldi indispensabili per realizzare le idee.
L’attività di ospitalità e corsi di Alcatraz aveva bisogno di pubblicità che otteneva finanziando iniziative culturali. La realizzazione dei libri portava i soldi per mantenere attivo un gruppo di ricerca, scrittura e grafica.
Poi arrivò internet, lo svilupparsi di una grande comunity digitale oltre che fisica ad Alcatraz, Cacao, il quotidiano delle buone notizie, i siti web, un sistema di vendita di libri, le magliette, e servizi per gruppi di acquisto, permettevano l’esistenza di una rete commerciale via web che a sua volta finanziava la comunicazione. A questo sistema si è poi connesso il gruppo di lavoro sulle ecotecnologie, la cooperativa di autocostruzione dell’Ecovillaggio Solare…
Ma fino a un certo punto tutto questo era un sistema che viveva isolato al suo interno. Un piccolissimo gruppo di samurai dell’economia alternativa connesso con una banda di creativi situazionisti agricoli.
Poi negli ultimi mesi, progressivamente, questo gruppo strettamente interconnesso è entrato in uno strano stato di agitazione. Tutta una serie di percorsi personali, molto diversi, hanno trovato improvvisa convergenza, linee che si incrociano, si sovrappongono, corrono parallele.
E ci siamo così accorti che stava scattando un fenomeno sinergico. È un peccato che a scuola non parlino dei fenomeni sinergici. Se le persone fossero a conoscenza di questa possibilità, magari vivrebbero un’altra vita. (...)

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Di fronte all'orrore quotidiano cerco un po' di speranza

La domanda è: quando finiranno le guerre?
Perché sono convinto che prima o poi dovranno finire.
L'umanità sta lentamente migliorando, arriverà un momento nel quale la vita sarà considerata un valore assoluto e la guerra un'assurdità del passato.
Ma credo che questo avverrà prima che la coscienza umana arrivi fino a comprendere l'enormità incommensurabile del dolore che le guerre provocano.
Questa coscienza fiorirà dopo che le guerre saranno finite.

Semplicemente quello che sta accadendo sotto i nostri occhi è che la guerra sta diventando impraticabile perché non è più conveniente.
Per millenni i popoli tecnologicamente più evoluti hanno lasciato che i potenti usassero le guerre per arricchirsi perché alla fin fine c'erano vantaggi per una buona fetta della popolazione. Il che è sotto i nostri occhi: la maggioranza degli italiani, nonostante la crisi, sta meglio della maggioranza degli indios americani...
Oggi però la guerra ha cambiato natura.
Dopo le terribili stragi dell'11 settembre 2001 alti dirigenti della Cia e dell'Fbi dichiararono che i terroristi avevano guadagnato miliardi di dollari scommettendo in Borsa sul crollo delle aziende danneggiate dagli attentati. E dissero che era necessario chiudere i paradisi fiscali che erano le porte attraverso le quali Bin Laden aveva potuto piazzare le sue scommesse sui future e poi accreditarsi il denaro guadagnato.
In quei giorni di terrore ci si era resi conto che l'occidente era vulnerabile ad attacchi distruttivi.
L'intelligence Usa temeva che gli aerei lanciati contro le torri fossero solo l'inizio di una campagna di terrore. Le tv si riempirono delle notizie su lettere all'antrace e su yogurt avvelenati nei supermercati.
E ci si rese conto che azioni di microterrorismo indiscriminato avrebbero potuto scatenare il caos e mettere gravemente in crisi il sistema Usa. Il panico avrebbe moltiplicato per mille l'impatto degli attentati. (...) Per leggere e commentare questo articolo clicca qui

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Quello che sto per dirti è sconvolgente!

Grazie anche ai molti consigli ricevuti (grazie) sono riuscito in questi anni a ridurre progressivamente il disagio dovuto a questo malanno che molti considerano imbarazzante, ma non a eliminarlo.
Ma le mie care emorroidi mi hanno anche portato a una scoperta sensazionale (per la quale spero di ottenere il Nobel per la Pace: meno emorroidi, meno guerre).
Mi sono reso conto di un fenomeno stranissimo: la pratica che ha la maggiore e più rapida efficacia sulla mia irritazione intima è mettermi semisdraiato in poltrona, impugnare quell'aggeggio pieno di tasti e iniziare a giocare ai videogames.
Non videogames qualsiasi: serve roba tipo difendere la Città Sacra dall'attacco delle cavallette giganti, utilizzando meravigliosi lanciagranate rossi, oppure i giochi che corri come un pazzo e devi evitare burroni, ruote dentate con lame acuminate e lanciafiamme. Insomma parlo di videogames adrenalinici.
Ora la prima domanda è: succede solo a me? (attendo risposte)
La seconda domanda è, anche se succede a me soltanto perché ciò accade?

Sono anni che lavoro sulle qualità della muscolatura non razionale, sottospecie della muscolatura volontaria.
Mi riferisco a quella muscolatura che scatta quando istintivamente schiacci il freno dell'auto prima ancora che il tuo cervello razionale abbia capito cosa è successo.
Ma ora sto parlando di un altro livello muscolare, ancor più sconosciuto; mi riferisco ai muscoli che quando si muovono ci danno quelle strane sensazioni che poi chiamiamo "tuffo al cuore", "peso sullo stomaco", "tensione alle gambe"... C'è tutto un apparato muscolare, che coinvolge anche la pelle, la circolazione del sangue, ci fa diventare rossi in viso, ci si ghiaccia la nuca, ci si gela il sangue. Si tratta di un vasto territorio che va dal soprassalto emotivo quando vedi una persona che desideri molto, alla pelle d'oca...

E sono proprio questi "muscoli emotivi" a muoversi quando gioco ai videogames?... Il gonfiore delle emorroidi scatta tipo venuzza che viene strozzata da un muscolo (e si gonfia, la venuzza, tipo fistola) e questo a me succede in situazioni emozionanti... Anche positive... E con tutti gli esercizi di rilassamento e tonificazione che conosco ho difficoltà ad arrivare a decontrarre quel muscolo che mi strozza la venuzza... Invece se mi metto a giocare ai videogames, le emozioni del gioco mi fanno smuovere quel livello muscolare e arrivo al bloccaggio inconsapevolmente... Ci riesco a volte anche semplicemente ascoltando le sensazioni emotive... Se ti metti ad ascoltare senti che a volte scattano sensazioni simili a quelle dovute alle emozioni, anche senza emozioni... senti l'effetto senza la causa...
Credo che su questo terreno bisognerebbe fare ulteriori indagini perché mi sembra interessante. Sono graditi commenti pertinenti...

Vedi anche:
Della guerra e della frigidità emotiva
Una sperimentazione sulla riduzione della spasticità

Jacopo Fo

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Questo è un annuncio rivoluzionario: abbiamo creato una portentosa Macchina Creativa e sta funzionando.

Forse ti conviene leggere questo articolo perché contiene informazioni che ti danno possibilità che fino a ieri potevi solo sognare.

Quando 33 anni fa abbiamo iniziato a costruire questo sistema avevamo in testa un’ipotesi: se metti assieme abbastanza persone abbastanza interessate alla cooperazione, quello che ne viene fuori è un super organismo biosociale capace di moltiplicare le capacità di ognuno.

BIOSOCIALE è una parola nuova, modestamente l’ho inventata io adesso. Mi mancava una parola per descrivere la natura della macchina che abbiamo costruito, che per l’appunto è una biomacchina, un meta-organismo.
Insisto su questo concetto perché in questi anni abbiamo realizzato i singoli ingranaggi che di per sé avevano una funzione utile (un ristorante, camere da letto, corsi di formazione, reti di cooperazione, esperienze creative, siti web, l’Ecovillaggio) ma continuavamo a chiederci cosa sarebbe successo quando gli ingranaggi avessero raggiunto una complessità sufficiente a far scoccare la scintilla della sinergia.

E a un certo punto, tre mesi fa, il nostro Marchingegno Biosociale si è acceso e abbiamo potuto osservare, sinceramente un po’ stupiti, l’inizio di una produzione di eventi.
Il festival Ecofuturo ed Estasi Musicando, l’arrivo ad Alcatraz di decine di persone che portavano progetti, l’incrociarsi di patti, accordi, alleanze… È come quando il mosto fermenta: un attimo prima è solo uva spremuta, un attimo dopo è vino stupefacente.
Negli ultimi mesi abbiamo faticato (con entusiasmo) a stare dietro a una corrente impetuosa di nuove imprese. Abbiamo sperimentato un fenomeno curioso: quando la rete inizia a funzionare, e si tratta di una rete veramente paritaria, ogni persona che si connette porta a tutto il sistema la sua ricchezza umana e professionale e la sua rete di relazioni che ti mette in contatto con altre persone a te affini.
Oggi esiste uno strumento esistenziale che prima non esisteva. Oggi siamo una rete di reti che finalmente è matura e ricca di fiori e frutti.
In questo articolo cercherò di raccontarti cosa è successo ad Alcatraz ma vorrei che non vedessi un semplice elenco di elementi diversi e che scorgessi i fili che connettono le diverse azioni.
È piuttosto un sistema di lavoro e di relazione, a questo punto completo e funzionante a pieno regime.
L’aspetto essenziale di questa macchina, di questa Fabbrica Creativa, è la sinergia che si sviluppa spontaneamente tra affinità, corrispondenze, coincidenze.
Siamo riusciti a costruire un luogo non autoritario, frequentato da persone che venerano la biodiversità delle forme di vita e di pensiero e siamo riusciti a dare gambe economiche a questa idea su come vivere esperienze straordinarie lavorando, chiacchierando, mangiando e bevendo con persone animate da un desiderio di sperimentazione e di gioco che ha mille sfumature ma una potenza eguale.
Noi vogliamo vivere un futuro diverso, umano e gentile, vogliamo conoscere altri esseri umani disposti a parlare, ascoltare e coltivare amicizia e passione per il lavoro creativo e abbiamo bisogno di alimentare l’interconnessione biosociale che è il motore del nostro Anomalo Modello di Sviluppo.
Noi siamo portatori di voglia di collaborare, cooperare condividere, siamo estremamente interessati ad accumulare Capitale Umano (il tuo Capitale Umano corrisponde al numero di persone che sono disposte ad alzarsi di notte per venire a soccorrerti, gratis).
E ora abbiamo a disposizione un moltiplicatore creativo che è anche un luogo fisico dove incontrarsi, godere della natura e del buon cibo e poter esprimere tutta la propria ricchezza umana e immaginifica.

Ti interessa?

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Hai mai provato a metterti nei panni di uno che sta avendo un immenso successo?
Ti propongo un piccolo esperimento mentale che potrebbe provocarti alcune idee nuove. Inoltre far finta per 5 minuti di essere più ricco di Rockefeller fa comunque bene alla salute…

Immagina di aver realizzato un grandissimo lavoro, di aver profuso impegno e dedizione senza risparmio, 7 giorni su 7 per anni e ora ti trovi che stai per concludere l’affare epocale della tua vita.
Diciamo che hai il 97% di probabilità di ottenere un risultato capace di cambiarti completamente la vita. Ma la situazione è molto particolare perché devi aspettare ancora alcune settimane per sapere se la cosa funziona o no. In questo tempo che ti separa dal fischio dell’arbitro (partita inizia quando arbitro fischia) non puoi fare più nulla. Assolutamente nulla. Tutto quello che potevi fare l’hai fatto e ti pare di averlo fatto bene. Qualunque altra attività che tu svolgessi ora sarebbe solo un danno.
Praticamente è fatta ma un colpo di sfortuna potrebbe far saltare tutto.
L’aspetto che mi affascina e mi inquieta in questa situazione ipotetica è che se poi va tutto a ramengo cosa dici?
Potresti solo dire “sono cose che succedono (porca patata!)” perché onestamente non potevi fare di meglio di quanto hai fatto.
Quindi se non funziona non puoi darti del cretino. Ti può dispiacere, e molto, ma non si tratta di una situazione difficile da affrontare dal punto di vista psicologico. Di fronte a una sconfitta esiste una sola possibilità sensata: rialzarsi e riprovare.
Ma se putacaso la cosa funziona e il successo ti arride come la mettiamo? Al contrario di quel che comunemente si pensa non è una situazione facile.
Vedi finalmente il risultato, assapori il trionfo e poi cosa dici? Dici: “Sono stato bravo!”
Ma come fai a dirlo? Sì, è vero che ci hai lavorato tanto… Ma fino a un attimo prima non sapevi se era vittoria o sconfitta e le mille possibili varianti che avrebbero potuto deviare il pallone non le controllavi mica tu!
Allora bene, ci hai messo la tua parte, ma è la fortuna l’elemento che ha determinato l’esito positivo. O no? (...)

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“Venetoespatriato” mi scrive che sua figlia di 7 anni ha repentinamente preso coscienza delle ingiustizie di questo mondo e ha radunato i suoi vecchi giocattoli per regalarli a bambini poveri. Evidentemente ha poi continuato ad elaborare ragionamenti e giorni fa è arrivata a una conclusione logica e inoppugnabile: Babbo Natale è cattivo perché non porta i regali ai bambini poveri.
Vorrei osservare che questa bambina è un genio. Ha costruito una trappola logica che non lascia soluzioni e il padre ha dovuto spiegarle come funziona veramente la storia di Babbo Natale. Che altro poteva fare?

Credo che sia opportuno che noi si riprenda a fare qualche ragionamento semplice sulla situazione, usando la logica piana e senza preconcetti. Questo perché la crisi economica ha offuscato la vista di milioni di persone. Spread, povertà, paura, disoccupazione, corruzione e risse politiche hanno confuso, annoiato, complicato il panorama e si finisce per perdere la bussola della logica.
Allora io vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza.
Punto primo: il capitalismo è cattivo!
Non perché c’è Berlusconi. È cattivo e basta per ineliminabili cause strutturali. Il capitalismo è un sistema economico nel quale chi ha i capitali detiene il potere e inevitabilmente lo usa per fare più soldi fregandosene dell’etica e della giustizia. Questa mancanza di senso della collettività fa sì che la natura stessa della finanza sia quella di crescere speculativamente a dismisura e poi crollare. Deve crollare perché è un sistema che serve a rubare soldi alla gente. Ti convincono che le azioni argentine sono una figata e il giorno dopo crollano. Non è né una fatalità né un incidente di percorso: semplicemente ti hanno fregato i soldi con un gioco di prestigio. Le crisi fanno guadagnare un sacco di miliardi a molte persone che generalmente di mestiere non fanno gli operai.
In particolare il capitalismo fa 3 cose cattivissime:
1) usa la guerra per arricchirsi, depredando popoli, massacrando donne e bambini, distruggendo ricchezza e torturando. È la legge del mercato: produrre armi conviene, finanziare guerre conviene e quindi si trova qualcuno disposto a corrompere e fare lobbying per riuscire a fare la guerra;
2) crea barriere sociali per impedire il benessere dei popoli. Conviene a qualcuno che solo poche qualità di banane possano essere importate in Europa, conviene a qualcuno pagare una miseria i contadini e gli operai dei paesi poveri, conviene che prendere i finanziamenti pubblici sia così difficile, che solo se hai amici in Comune riesci ad aprire un supermercato o a concorrere per un appalto. Conviene che ci siano le mazzette, le raccomandazioni, gli amici degli amici, la burocrazia veloce o lenta a seconda dei casi, le liste d’attesa per una Tac a due velocità. Il capitalismo è basato sul Dio Denaro. E quindi scatena i più bassi istinti in una parte della popolazione che è ben dotata di capitali e quindi ha grandi possibilità di sfruttare in ogni modo i mezzi a disposizione ed è disposta a usare qualunque mezzo per mantenere il privilegio;
3) il capitalismo se ne fotte delle persone e se ne fotte dell’ambiente, quindi se distruggere conviene è disposto a fare qualunque cosa per difendere il proprio diritto a devastare e spargere veleno.

E noi siamo contro il capitalismo, la guerra, la povertà e la discriminazione sociale e l’inquinamento. E non vogliamo subire altre rapine a mano armata truccate da crisi economiche!

La buona notizia è che, storicamente parlando, il capitalismo è finito.
Al momento siamo nella merda fino al collo ma è solo perché gli effetti delle rivoluzioni storiche sono un po’ lente rispetto ai tempi microscopici della vita umana. Ma è bello annegare nella merda sapendo che si tratta solo di uno strascico del passato. Un dinosauro ti sta stritolando, è vero. Ma è meno terribile se hai la soddisfazione di sapere che il dinosauro è morto. Ti stritola perché ti sta franando addosso in quanto essendo morto non si regge più in piedi. E tu hai vinto perché hai continuato a vivere un secondo più di lui. E lui comunque si è estinto e tu no.

Il capitalismo sta scomparendo come è successo ai piccioni viaggiatori-postini  perché non conviene più. Anche la cavalleria composta dalla crema della nobiltà polacca è scomparsa quando l'hanno caricata con i carri armati. Sono scomparsi tutti. Morti.

Mentre alcuni capitalisti si arricchivano vendendo armi, altri più fantasiosi hanno accumulato montagne di soldi inventando il tempo libero, il consumismo, le canzoni d’amore, la moda, la spasmodica ricerca della felicità, il televisore, i libri tascabili, i computer, internet.

Così succede che la novità oggi è che abbiamo un’immensa quantità di informazioni gratis, comunicazione gratis, nuovi sistemi di connessione sociale, umana e culturale; le tecnologie digitali hanno fatto sì che il capitalismo stia vendendo a vagoni la possibilità di costruire reti solidali.
Incredibilmente il capitalismo ha costruito lo strumento che lo sta distruggendo: lo stile di vita e di pensiero basato sulle reti.
Il capitalismo ha generato la coscienza e l’esperienza che collaborare è meglio, regalare è meglio che vendere, vincere tutti è meglio che vincere in pochi.
Pochi si sono resi conto che oggi il sistema di gestione dei computer che sta diventando leader del mercato è stato creato da un gruppo di sviluppatori che hanno lavorato gratis a rete: Linux è lo spartiacque tra il nuovo e il vecchio mondo.
Oggi grazie ai social network si stanno sviluppando impetuosamente reti di persone che credono che collaborare sia gradevole e che stanno arricchendo la collettività per il gusto di farlo. Perché le canzoni d’amore ci hanno insegnato che certi piaceri  non si possono comprare si possono soltanto regalare!

Oggi centinaia di milioni di persone sono convinte che il vero lusso sia potersi permettere la condivisione. Wikipedia è la più grande enciclopedia che sia mai esistita.
Esistono al mondo almeno 500mila associazioni e gruppi solidali che si connettono freneticamente tra loro dando vita a un numero spaventoso di iniziative che vanno dai flash mob alle raccolte di firme per la difesa di singoli individui o gruppi che subiscono ingiustizie.
Mai nella storia del mondo è esistito qualche cosa di simile.
Quelli che noi oggi ricordiamo come i grandi movimenti culturali del passato non coinvolsero mai masse simili di persone.
E mai con una tale livello di partecipazione individuale.
Ogni singolo, con i suoi tweet e il suo profilo nei social network, è un sensore, un produttore di contenuti e un selezionatore di contenuti. Ogni individuo è uno snodo che moltiplica la potenza della rete relazionale mettendola in contatto con il proprio mondo di amicizie e conoscenze.
Molti non capiscono che questo fenomeno è appena iniziato. Non vedono le potenzialità spaventose di cambiamento.
Milioni di persone vivono già connesse, quasi costantemente, con la loro rete di amici, si scambiano continuamente immagini, parole e musica…
L’idea stessa di spazio si sta modificando e mai nella storia del mondo le persone hanno passato tanto tempo a parlare e quindi, bene o male, a usare il cervello.
E cosa succede se milioni di persone si scambiano messaggi forsennatamente, giudicano fatti e cose, creano sistemi di giudizio, li affinano, in una parola si confrontano e confrontano con altri le esperienze? Succede che cresce la coscienza. E appunto si sviluppa la voglia di essere protagonisti della propria vita, di raccontarla e quindi di avere qualche cosa da raccontare.
Molte persone sono spaventate dalle relazioni digitali.
È vero che c’è qualcuno che sclera. Ma se non ci fosse stato internet sarebbe andato fuori di testa in qualche altro modo.
Oggi milioni di persone usano internet per conoscere persone nuove che poi incontrano nella vita reale e a volte ci lavorano, diventano amici, fanno l’amore. Il web sta arricchendo la vita relazionale di centinaia di milioni di persone.
E cosa succede quando sai più cose, conosci più persone, hai più potere di comunicazione?
Succede che vuoi di più.
E succede che persino qualche capitalista preferisce venderti quello che vuoi e che ti serve veramente. Anzi te lo regala!
Perché la grande novità è che il mondo è talmente cambiato, perché sono cambiati gli stili di vita e di consumo, che regalare conviene: Google ti dà ricerche e posta elettronica gratis, le mappe della terra gratis, Facebook è gratis, YouTube è gratis!
Il futuro è il controllo di massa della qualità dei prodotti, lo sviluppo di un mercato fatto di consumatori informati e consociati che pretendono il meglio, compreso il fatto che i prodotti siano puliti: niente sangue, niente sudore di bambini schiavi, niente puzza di polvere da sparo.
Già ci sono reti di aziende che certificano il loro impatto ecologico e sociale: “Compra la mia automobile e salvo gli orsi dell’Alaska, i bambini poveri del Congo e ripulisco l’aria della tua città”.

Oggi il cittadino ha il potere di protestare, di votare e anche di scegliere cosa consumare e in che modo. Può condividere anche nella realtà spazi quotidiani, mezzi di trasporto, barattare, riusare, riciclare, consociare il risparmio in modo etico…

Quel che serve è che sempre più persone comprendano il grande potere che esercitano ogni volta che fanno la spesa.
Servono persone che desiderano stili di vita che ancora non ci sono e se li costruiscano. Serve costruire grandi sistemi digitali che aumentino la condivisione, sviluppino le reti e la cultura della rete.

Lo stiamo facendo ma se ce ne rendiamo conto lo facciamo meglio.
Stiamo creando il mondo migliore adesso.

Vieni al Festival EcoFuturo: abbiamo bisogno di parlarti. Vieni in tenda, in camper, in sacco a pelo, vieni a piedi a cavallo, in corriera, in elefante, ma vieni. La rete sta quagliando. La gioia sta arrivando! Partecipare costa solo 15 euro al giorno, dalla mattina alla sera, spettacolo continuato.

PS
Ovviamente attenzione alla caduta dinosauri. Cammina guardando in alto… Non si sa mai!

Jacopo Fo

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Organizziamo un grande happening mondiale durante il festival Ecofuturo, ad Alcatraz!
Dalle ore 19 alle 20 del 30 luglio 2014 fatti una foto mentre abbracci un albero, ovunque tu sia, ma se sei qui con noi è meglio!
E poi pubblicala su Facebook

Vogliamo segnalare la nostra risoluta opposizione poetica al vuoto di un sistema culturale che affama, uccide e distrugge.
Abbiamo bisogno dell'amore delle foreste.
Abbiamo bisogno di ritornare alle nostre origini umane.
Abbiamo bisogno di manifestare il nostro amore per questo pianeta e per la natura selvaggia!

ABBRACCIA UN ALBERO E DIGLI CHE GLI VUOI BENE!

Vorremmo dire che non condividiamo i valori dei signori del mondo.
Non siamo complici degli orrori.
Vogliamo ristabilire la verità.
Vogliamo vivere in un'altra realtà.

Vogliamo dire che ci siamo stancati di voi, signori del mondo, e di voi servi dell'abominio, che tenete il vostro cuore chiuso alla bellezza.

VOI
Intellettuali da sexy shop
Filosofi dell'hula hoop
Ribelli yo-yo
Eroi ko
Scrittori da party
Creativi già morti
Cantanti di spot
Poliziotti black bloc
amori microchip
Preti senza slip
Pensieri low cost
Sportivi da bar
Anime di kevlar
Poeti del pus
Amori via fax
Bombe di pax

tu non sei superman
hai solo ucciso Peter Pan

No
No
No
Non sei buono!
Hai solo fatto il condono.

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Vieni anche tu all'Ecofuturo Festival!
(Un viaggio in un altro luogo spaziotemporale, per soli 15 euro al giorno!!!)

La tv non lo racconta ma è ormai in atto una rivoluzione epocale: una serie di novità scioccanti sta per modificare la vita e il modo di lavorare di milioni di italiani.
Una rivoluzione che non ha bisogno di vincere le elezioni per prendere il potere: lo fa e basta! Produciamo la nostra energia, riorganizziamo i nostri consumi collettivamente.
Pensi di poter vivere senza respirare il profumo di questo sconvolgimento epocale?
La nostra proposta di incontrarci per scambiarci informazioni, connessioni, idee e tecniche sta raccogliendo un grande interesse.
Hanno già aderito a Ecofuturo Festival decine di associazioni, aziende e ricercatori indipendenti, con la partecipazione di Wwf, Legambiente, Acqua Pubblica e perfino del Politecnico di Milano; e poi Europa7 e la Tv del Fatto Quotidiano online oltre a una rete di emittenti web e satellitari più piccole.
La qualità dei partecipanti e le novità che presenteremo sia sul piano delle tecnologie sia per le iniziative che verranno lanciate in vari settori, dai gruppi di acquisto ai sistemi di certificazione ecologica, ci fanno sperare che da questo evento scaturirà un'ondata di rinnovamento spinta dal basso, da quel movimento poco visibile che è impegnato a costruire macchine e sistemi per un futuro migliore.
Possiamo scardinare il vecchio sistema perché è superato e antieconomico oltre che ingiusto.
E lo possiamo fare se ci mettiamo insieme a pensare e agire.
Non vogliamo fare un partito ma vogliamo connetterci in rete.
Ad esempio, una parte del festival sarà dedicata alle strategie che hanno funzionato portando alcuni (pochi) comuni a tagliare il 50% e più della bolletta energetica. Vogliamo mettere a discutere insieme Marco Boschini dei Comuni Virtuosi, Laura Puppato che pur essendo del Pd ottenne il riconoscimento di "Sindaco a 5 Stelle", e il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti e vedere se c'è modo di creare sinergie tra gli amministratori che al di là delle bandiere vogliono migliorare le cose.
Lo stessa logica la proporremo al mondo dell'autocostruzione e delle stampanti in 3D, agli appassionati di auto e moto elettriche (convertire è possibile!), a chi vuole creare reti di turismo sostenibile e a chi lavora nel settore delle fonti rinnovabili (presenteremo nuovi sistemi fotovoltaici!).
Speriamo sia un evento che abbia la capacità di lanciare un'ondata di iniziative concrete in tutta Italia.
Inoltre questo festival non sarà "mordi e fuggi" e tutti i materiali prodotti resteranno on line su un portale dedicato e verranno via via sviluppati sulla nuova serie di Ecotecno.tv, rivista cartacea e digitale il cui terzo numero, di presentazione del festival, è già in distribuzione.
Di tutti questi risultati dobbiamo dare gran merito a Michele Dotti che è diventato il principale fautore di questa iniziativa ed è riuscito a realizzare una poderosa opera di connessione.

A questo punto la macchina organizzativa è partita a predisporre tende e tendoni, servizi, aree ristorazione, stand, esposizioni, laboratori. E a brevissimo sarà anche pronto il volantone in pdf con il programma. Ma ancor prima di partire con la comunicazione stiamo ricevendo segnali di interesse da molte parti e prenotazioni di gruppi che si stanno organizzando per arrivare con tutti i mezzi.
In questi giorni stiamo poi pubblicando una scheda per ognuno dei relatori e delle aziende presenti, che pubblicheremo quotidianamente qui, su Cacao e su tutti i siti del circuito e che vi invitiamo a ripubblicare sui vostri blog e pagine Facebook.
In questo modo otterremo un effetto di diffusione esponenziale.

A questo proposito vorrei sottolineare che nello spirito stesso di EcoFuturo abbiamo in mente di sviluppare Ecotecno.tv come rivista "multitestata", cioè proporre ad altre riviste digitali di mettersi in cordata con noi mantenendo ognuno la propria copertina, la propria autonomia totale ma alleandosi e "distribuendoci" tutti insieme, in modo tale da fare massa critica "unendo" il pubblico di ognuna delle testate che si "assorellano".
Detto questo vi saluto e vi faccio i miei auguri

Jacopo Fo

Per gli ospiti saranno disponibili anche spazi tenda o sacco a pelo, ingredienti e fuochi per cucinare autonomamente e piatti pronti italiani e arabi a partire da 5 euro.

Hanno finora aderito al Festival Ecofuturo
Associazioni, cooperative, istituzioni e società
Legambiente
WWF
Associazione dei Comuni Virtuosi
Rete Comuni Solidali
Italia che Cambia
La Nuova Ecologia
Qualenergia
Equologia
Mani Tese
Verdi Ambiente e Società
Transition Town
Progetto Teknes
Associazione Gaia
Mola Casanova

Esperti, docenti, ricercatori e divulgatori
Gunter Pauli
Marinella Levi
Pietro Laureano
Luigi Rambelli
Sergio Ferraris
Giannandrea Mencini
Corrado Giannone
Cristiano Bottone
Giuliano Tallone
Gianumberto Accimelli
Daniel Tarozzi
Carlo Giordano
Claudio Bertoni
Marco Boschini
Loredana Menghi
Giovanni Cimini
Maurizio Fauri
Federico Butera
Fabio Roggiolani
Claudia Bettiol
Mario Agostinelli
Giorgio Ruffini
Ascanio Tagliaferri
Maurizio Signorini
Sergio Los
Natasha Pulitzer
Daniela Ducato
Massimo Moretti
Fabrizio Zago
Michele Dotti
Mao Valpiana
Joshua Evangelista
Filippo Guerra
Giovanni Maiolo
Laura Puppato
Federico Pizzarotti

Tv e radio che trasmetteranno l'evento
LCN delle emittenti che trasmetteranno il Festival EcoFuturo a partire dal 27/07/2014 fino al 02/08/2014 in seconda serata alle ore 23.00 circa.
TVR VOXSON LAZIO LCN 72
TELEREGIONE TOSCANA LCN 114
ATV7 ABRUZZO LCN 91
Inoltre sarà trasmesso anche sul canale nazionale FLY, visibile sulla piattaforma digitale DVB-T2.

LA NUOVAECOLOGIA TV: LaNuovaEcologia TV trasmetterà pillole serali dal Festival
TELEAMBIENTE
ILFATTOQUOTIDIANO TV
TRASMISSIONI RADIO SU Reset Radio e RadioGamma5

Partner e sponsor
ECOR prodotti biologici e biodinamici
AAM Terranuova
I Bibanesi


Programma provvisorio

26/07/2014
Arrivo ospiti e partecipanti
Conferenza plenaria di benvenuto e presentazione festival di Jacopo Fo
21:30: Concerto di Luca Bassanese & La Piccola Orchestra Popolare

27/07/2014
Laboratorio con Mola Casanova
Laboratorio con Nicola Ulivieri (forni solari)
Laboratorio Ecopillole con Mamma Chimica
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Conferenza di Fabrizio Zago: Vuoi essere aquila o tacchino? L'impatto della detergenza sull'ambiente e sulla nostra pelle
Conferenza di Filippo Guerra (Recosol): Esperienza pilota di riciclo plastica in Sahel

Tavola rotonda: Biodiversità, una ricchezza da difendere e promuovere con Giannadrea Mencini (vice-presidente nazionale Associazione VAS - Verdi Ambiente e Società), Giuliano Tallone (presidente LIPU dal 2003 al 2011) e Gianumberto Accinelli (fondatore e presidente di Eugea s.r.l.).
Tavola rotonda con Marco Boschini, Laura Puppato e Federico Pizzarotti: Come riorganizzare le amministrazioni locali

28/07/2014
Laboratorio Oli essenziali con Barbara Pozzi
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Conferenza di Pietro Laureano: presentazione del progetto Toilette a diversione

Tavola rotonda con Progetto Teknes e la giornalista Loredana Menghi: La tecnologia appropriata e la cooperazione solidaria internazionale
Tavola rotonda con Giorgio Ruffini, Presidente di "Azione Energia Solare" e fondatore del Coordinamento FREE (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) un'Associazione che raccoglie attualmente 29 Associazioni del settore rinnovabili.

Ore 21:30: Lu Santo Jullare Francesco, spettacolo teatrale di Mario Pirovano

29/07/2014
Laboratorio Ecopillole con Mamma Chimica
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Laboratorio con Mola Casanova
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Conferenza di Luigi Rambelli sul turismo sostenibile: Il turismo fra green washing, sostenibilità e innovazione gestionale e strutturale
Conferenza Massimo Moretti di Wasp Project (stampanti 3D)
Seminario con Cristiano Bottone: Strade in Transizione, resoconto della prima sperimentazione in Italia di questa modalità di intervento "strada per strada" sviluppato in Gran Bretagna.

30/07/2014
Laboratorio Oli essenziali con Barbara Pozzi
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Seminario con Cristiano Bottone: RIECONOMY ALL'ITALIANA, ricostruire insieme l'economia del territorio
Intervista via Skype con Gunter Pauli sulla Blue Economy
Conferenza di Corrado Giannone: Come valorizzare le risorse agroalimentari del territorio nei servizi di ristorazione collettiva
Presentazione della prima collana fotovoltaica (Oreficeria D'Orica) con Gianpietro Zonta, Daniela Raccanello e Adriana Sasso

21:30: Spettacolo teatrale di Michele Dotti

31/07/2014
Laboratorio Ecopillole con Mamma Chimica
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Conferenza di Maurizio e Davide Signorini di Energetismo. Sostenibilità: la felicità dell'appartenenza
Conferenza di Maurizio Fauri: Efficienza energetica e incentivi

21:30: Spettacolo teatrale di Jacopo Fo

01/08/2014
Laboratorio Oli essenziali con Barbara Pozzi
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Lezione di musica con strumenti autoprodotti con Maurizio Capone e Bungt Bangt
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Seminario Ass. Gaia: Presentazione progetto Educational e Wikigaia, il nuovo social commerce
Seminario Ass. Gaia: Acquaponica, presentazione del nuovo metodo di coltura a ciclo chiuso
Conferenza di Giovanni Maiolo (Recosol): Accoglienza migranti nella Locride
Conferenza di Giovannni Cimini: Leonardo System, un sistema innovativo di impianto fotovoltaico con accumulatore e inverter di ultima generazione

Tavola rotonda con Daniel Tarozzi: L'Italia che cambia
Tavola rotonda con Carlo Giordano: EconoMake, se vuoi un'economia diversa, falla!
Tavola rotonda con Daniela Ducato, Maurizio Signorini: Bioedilizia, le migliori esperienze italiane e gli scenari futuri

21:30: Concerto Maurizio Capone e Bungt Bangt

02/08/2014
Conferenza di Natasha Pulitzer e Sergio Los: L'ecovillaggio solare di Alcatraz, la bioclimatica e l'autosufficienza energetica
Conferenza di chiusura Festival con Jacopo Fo

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