Progetto Tell Me Alfabetizzazione dei migranti attraverso il teatro
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Tutti gli articoli di Jacopo Fo pubblicati sul Cacao della domenica. Buona lettura!

Martedì alle ore 14,30 presenteremo al Senato il Libro Bianco di Ecofuturo, scaturito dal festival dell’anno scorso ad Alcatraz.
La nostra ricerca dimostra che l’Italia butta ogni anno dalla finestra 200 miliardi di euro, più di 3mila euro a testa.
Non c’è nessuno che nega che dalle ecotecnologie possa venire un forte impulso per la ripresa dell’economia (e un milione di posti di lavoro, come minimo…) ma le cose vanno estremamente a rilento.
Ecco perché stiamo lavorando per riuscire a unire un fronte di persone di buon senso, disposte a superare le divisioni per ottenere alcuni semplici cambiamenti ampiamente finanziabili con i risparmi ottenuti.
Molto spesso si tratta addirittura di microriforme a costo zero.
Ad esempio, le casse dei Comuni italiani sono vittime di un regolamento assurdo che prevede che le biomasse ottenute dalle potature e dagli sfalci degli spazi verdi siano conferite in discarica, il che ha un costo e impedisce ai sindaci di ricavare denaro dalla vendita di questi scarti vegetali.
È stata lunga la battaglia su questa questione ma alla fine, il 27 maggio, è stata modificata una sola parola nel regolamento sui rifiuti. Secondo i calcoli della Fiper questo salutare cambiamento normativo permetterà ai Comuni di incassare più di 200 milioni di euro all’anno.
Questo piccolo ma concreto risultato ci convince a insistere. (...)

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Abbiamo costruito il Mammuth per girare il demo per il musical "La vera storia del mondo". E ora siamo veramente entusiasti di questa realizzazione.
Il Mammuth è decisamente espressivo, ti guarda e a volte sembra che ti capisca proprio. Una creatura fantastica. Ci siamo innamorati. E ora vorremmo condividere questo grande sentimento. Hai un problema? Forse il Mammuth ti può aiutare!
Vuoi chiedere al tuo amore di sposarti? Vuoi animare la festa del paese? Vuoi protestare in piazza? Approfitta del Mammuth. Può venire direttamente da te e sprigionare tutta la forza creativa che contiene! Il Mammuth è l'equivalente pacifista della bomba atomica. E non sporca! Come fai a vivere senza il Mammuth? Per informazioni su come avere il Mammuth a casa tua con un costo ridicolo scrivi a elena chiocciola alcatraz punto it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Non perdere questa occasione!!! Barrisci!

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Gli italiani si chiedono: "Com'è finita con la ragazza dotata di tette pazzesche?"

Diciamo la verità: questo è l'interrogativo che assilla gli italiani, intesi come maschi. Alle italiane interessa meno.
Nelle intercettazione dei dialoghi tra le bestie che avevano scoperto che la disperazione dei migranti rende più dell'eroina, brilla un dialogo oltre i limiti del trogolo.
Uno dei furbetti racconta in totale stato di esaltazione onanistica che ha appena assunto una ragazza di rara bellezza e dotata di protuberanze frontali che vengono aggettivate in modo entusiastico.
Ma non è amore. È solo la pubblicità del prodotto da barattare. Lo scopo della descrizione è valorizzare una merce di scambio: te la mando... vedrai... E dall'altro capo del filo l'altro risponde, con i pantaloni già abbassati:  sì! Mandamela mandamela!!!!!
Ora c'è da dire che le forze dell'ordine, forze pervase da rigurgito crudele, han deciso di non metterci a parte di quel che succede dopo. Cioè siamo di fronte al solito mercimonio del demonio, con la giovane beltà che si concede al laido porco? Cioè lei si sottopone a un consumistico amplesso nel quale lui la usa e la sottomette, la classica cosa veloce, banale e squallida che appaga l'ansia di possesso del maschio potente, frustrato e insicuro?
Oppure (cavolo!) la bella si rifiuta di giacere con la bestia? Lui sbava cretino e lei gli dice in faccia: "Mi fai schifo ribrezzo e noia, sei un vigliacco e puzzi!" Cavolo! Così si fa! Roba da mandare in onda con sotto le note dell'Internazionale! E vaiiiiii!
Ma c'è anche una terza ipotesi!
Lei ci sta, ma solo una volta. E sadicamente gli impone di fare sesso sul serio, non si accontenta di un'unione senz'anima, vuole la passione, vuole il desiderio. E è lei che scopa lui, selvaggiamente. E lui dà fuori di testa perché si rende conto di non aver fatto sesso veramente, col cuore, neppure una volta in tutta la sua vita. E lui si prende una cotta spaventosa. Lei si licenzia e lo manda a fare un bagno. E lui è veramente disperato. E soffre. Oh cavolo, se soffre! Soffre come solo gli uomini senza valore possono soffrire. Perché si rendono conto di essere il nulla dentro un vestito con un pessimo rapporto qualità/prezzo.
Una merda!
Ma, ora che ci penso, ci sarebbe pure una quarta possibilità.
La indovini?
Lui ci prova, tronfio e arrogante. Lei lo rintuzza con qualche risolino. Lo prende in giro. Gli dice che è un bel porco. Ma non ci sta. Lui prova a fare il rude e saltarle addosso. Lei gli afferra il dito mignolo e glielo storce arrivando al limite della frattura. Però il ditino non glielo rompe. Poi gli caccia i polpastrelli del dito medio e dell'anulare tra la clavicola e la giugulare. Un'antica mossa di kung fu. Estremamente dolorosa. E lui si accascia.
Lei gli dà un bacino sulla fronte e se ne va.
E lui perde la testa. Lei si lascia corteggiare. Lui sbava e la copre di regali. Ci mette un mese per riuscire ad appoggiarle la mano sul seno. Deraglia. Lei lo blocca: "Solo dopo il matrimonio." Si sposano. Lei fa sesso con lui una sola volta. Conserva il seme come una diligente stagista americana. E dopo 6 mesi chiede il divorzio. E gli alimenti. Per tutta la vita.
E lui allora sta veramente male.
Sta più male di un profugo siriano.
Perché a quelli lì se gli togli i soldi gli togli tutto!
Sono nariccio del Diavolo.

Jacopo Fo

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(Le avventure di Fausto Pernigotti, pubblicitario dirompente)

“Mi faccio un brand da paura!” Urlò l’amministratore delegato in preda a una crisi di autoesaltazione. “Metterò il nostro marchio sulle magliette dei calciatori della nazionale! Lo vedranno tutti!”
Seduti ai lati dell’enorme tavolo del consiglio d’amministrazione stavano una decina di uomini incravattati e di donne estremamente eleganti nei loro tailleur grigio acciaio e nero notte siderale. Pernigotti aveva deciso di indossare un gessato sottile à la mode dei gangster di Chicago per comunicare la sua alterità senza uscire dagli schemi. Era comunque in giacca e cravatta. Sperava anche di incutere un certo timore grazie all’associazione estetica con la malavita internazionale. Era lì per fare il maggior danno possibile.
Quando l’amministratore delegato della Rubinetti e Tubi spa, Antonello Brandirali terminò la sua allocuzione, Pernigotti alzò la mano come se fosse stato a scuola. Il movimento attirò gli occhi di Brandirali: “Dica Pernigotti.”
Il responsabile del marketing sorrise e poi iniziò con voce gentile e armoniosa il suo attacco in tre mosse. Ovviamente non poteva dire all’AD: “Lei sta buttando i soldi dalla finestra perché non capisce un bigolo fritto di comunicazione”. Quindi iniziò con un’apertura a gambero leccante, una mossa di karate aziendale più devastante di un calcio frontale: “Mi sembra sicuramente un’azione potente di rafforzamento del brand! Un investimento sul futuro dell’azienda e anche direi una prova di grande coraggio e ottimismo per un’impresa di medie dimensioni come questa: un impegno a crescere, a sviluppare prepotentemente le esportazioni.” Finito il salamelecco partì con un movimento laterale mimetico, quello che nell’arte marziale del Wing Chun si chiama il barcollare dell’ubriaco, ovvero l’attacco dissimulato: “C’è solo un punto che mi lascia perplesso: il tempo. Mi chiedo se questo sia il momento migliore. Mi spiego: c’è la crisi, i nostri principali clienti sono idraulici, piccoli costruttori, appassionati del fai da te. Tutta gente sulla quale la crisi si è accanita con veemenza. Potrebbero pensare: se hanno i soldi per sponsorizzare la Nazionale vuol dire che questi della Rubinetti e Tubi ci guadagnano un botto sul nostro sangue! Un’idea sbagliata certo, la Rubinetti e Tubi tratta tutti i clienti con il guanti bianchi. Ma certe idee, certo livore disfattista fa presa. Al marketing non interessa se i clienti sbagliano o hanno ragione. Noi dobbiamo massificare gli utili. Credo che dovremmo riflettere sul fatto che potrebbe esserci un’azione pubblicitaria meno costosa e più redditizia nell’immediato. Certo, sponsorizzare la Nazionale è un gran bel colpo. Ma io credo che dovremmo riflettere un poco su quanto sono due milioni di dollari e quando, quando, rientreranno nelle casse dell’azienda…”
E lì si fermò come un terrorista che ha appena acceso la miccia e ora sta a vedere se il ponte salta in aria davvero. Assaporò il gusto della tensione che aveva in gola. Si stava giocando il posto e forse anche la vita di qualche migliaio di persone. (...)

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Questa settimana vorrei farvi una segnalazione nepotista, a favore di un giovane autore teatrale che incidentalmente è mio padre.
Dario ha ritradotto e recitato un testo del ‘500 di Étienne de La Boétie
Trovo questo testo particolarmente bello ma anche molto interessante per chi desideri costruire un mondo migliore. Sostanzialmente La Boétie sostiene che i potenti cesserebbero immediatamente di dominare sui popoli se i cittadini rifiutassero di servire. La Boétie sostiene che ribellarsi al Re, organizzare insurrezioni e rivolte è completamente superfluo, oltre che pericoloso. Basterebbe che le persone fossero un po’ meno vili.
Credo che sia essenziale comprendere questa realtà per organizzare un’opposizione pacifica: Martin Luther King e Gandhi la chiamarono disubbidienza civile.
Per abbattere il re è sufficiente “Non servirlo più! Sì, avete capito bene… non si tratta di sottrargli qualche cosa… ma di non attribuirgli più niente… È sufficiente che non si faccia più nulla a suo vantaggio…”
Nel 1980 era ormai chiaro che il proletariato italiano non avrebbe fatto la rivoluzione. Riflettendo sulla situazione arrivai alla medesima conclusione di La Boétie, con una piccola aggiunta: rispetto al 1500 le possibilità del popolo di imporre il proprio volere pacificamente sono enormemente cresciute.
Nel 1500 il potere era ancora in mano a una casta guerriera. E se è vero che questi aristocratici criminali non avrebbero potuto mantenere il potere se il popolo avesse rifiutato un rapporto di sudditanza, è anche vero che il re teneva saldamente in mano un esercito capace di sparare coi cannoni sui sudditi.
In questi 500 anni il potere militare bruto ha via via ridotto la propria influenza a favore del potere derivante dalla capacità di produrre e dal controllo delle leve finanziarie. Ma contemporaneamente è aumentato pure il potere politico e la capacità di comunicare in mano ai popoli. (...)

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Alcuni giorni dopo aver compiuto i sessant'anni mi sono accorto che mi stavo muovendo più lentamente. Mi son detto: "Ma cosa sto facendo?"
Il problema è che la vecchiaia è un fatto fisico ma anche mentale. C'è una forma sadica di condizionamento che colpisce gravemente molti.
C'hai sessant'anni, e allora...
E allora che?
Io credo che sia importante dire che noi che abbiamo vissuto tante primavere non siamo vecchi. Siamo diversamente giovani.
Io ho la fortuna di vedere mio padre a 89 anni che è una furia umana... Lavora 8 ore al giorno 7 giorni su 7...
Chiaro che la mia idea della vecchiaia è particolare.
Ma io credo che mi aiuti anche il fatto che quando ero molto più giovane di adesso a un certo punto ho cambiato il modo di guardare quelli che fino ad allora consideravo vecchi.
È una cosa che consiglio di fare ai giovani. Dà benefici.
Perché nessuno resta giovanissimo per sempre. (...)

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“Certo che lo abbiamo, non vede quanto ci siamo abbrutiti?” Risponderei io!
di Eleonora Albanese

Ebbene devo confessare che io il wifi in ogni luogo non lo voglio! E quindi tantomeno ad Alcatraz!
Perché fa male al corpo innanzitutto (toccherebbe informarsi un po’ di più a tal proposito, seria) ma principalmente fa male alle relazioni sociali “dal vivo”.
E di questo ne posso parlare assolutamente con cognizione di causa visto che da 20 anni siedo pasciuta e soddisfatta dell’umana altrui presenza, in uno dei salotti (assai spartano per la verità) più belli d’Italia. Quello della Libera Università di Alcatraz! :D
Passo dalla zona “Solarium” (4 sedie di plastica spiaccicate al muro di pietra davanti gli uffici. ebbene sì di plastica! Resistono nel tempo e quindi se avessimo avuto quelle di vimini le avremmo dovute ricomprare ogni anno), al centro “Trezeguet” (in onore di David) con altre 4/8 sedie di plastica sul prato e la scalinata (tra la palestra e il bar) che a me personalmente piace più di quella di Trinità dei Monti in Roma che è un capolavoro indiscutibile!
E poi il tavolo sotto al bazar e “sotto al tendone” dove d’estate si mangia e d’inverno si fuma in compagnia (unico posto al semichiuso dove è possibile farlo) puzzandosi spesso sia dal freddo che dall’odore di tabacco! Nel bar, in veranda, dietro la veranda sugli scalini davanti al tramonto che non è mai uguale…
Potete soltanto immaginare (e se siete già stati da noi e sopratutto se avete già conosciuto me e la mia chiacchiera cronica lo potete dar per certo) quale fiume di parole, concetti, progetti, idee bizzarre, fantasie, musica di chitarra, cantate libere (n.d.r. che però Alba chiara sinceramente ci ha dilaniato la… pazienza), giochi, abbracci, conforto, ascolto sincero, libero da pregiudizi, poesie… Insomma tutte cose che merita l’essere umano, dopo aver lavorato un anno intero e finalmente si è concesso una vacanza.

Quando non c'era il WIFI ad Alcatraz, appena arrivati gli ospiti, dopo 10 minuti, il tempo di capire che non erano capitati in una follia della natura, fuori dal mondo, già chiacchieravano tra di loro. (...)

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Il Movimento Totale Rallentato fa bene. Ma quanto totale?
Quaderni di Naturopatia Complementare 12

Da anni cerco di spargere in giro l’informazione che muovere tutti i muscoli del corpo dà straordinari benefici psicofisici.
Uno dei problemi del modo di vivere delle società ricche è che le persone, via via che l’età avanza smettono di compiere la maggioranza dei movimenti. Da bambini si rotola, ci si contorce, si salta, si fa la lotta. Dopo una certa età la maggioranza delle persone riduce drasticamente la tipologia dei movimenti… si apre la porta, si chiude la porta, si prende la borsa, si appoggia la borsa… Si cammina e poco più.

Il mio amico Francesco Cascioli scrisse un profondissimo saggio, che ahimè restò semi clandestino, in cui analizzava il rapporto tra mente e movimento a partire da una semplicissima osservazione. Gli esseri viventi inizialmente avevano un cervello che aveva solo la funzione di governare i movimenti e poco più. Quasi ogni parte del cervello era collegata a un muscolo. Solo più tardi si sono sviluppate funzioni percettive complesse, memoria, capacità di risolvere problemi, ecc… Tutte queste facoltà si sono evolute a partire dallo sviluppo di quel che esisteva già. Quindi ogni area del cervello è in qualche modo ancora collegata all’apparato muscolare. Se smetto di usare un muscolo non si atrofizza solo quello (che già è un gran danno per la circolazione sanguigna e un sacco d’altra roba), si atrofizzano pure le funzioni cerebrali connesse.
E sarebbe quindi da chiedersi se le malattie cosiddette senili non siano anche disturbi legati alla perdita di alcuni movimenti.

Negli ultimi anni questa idea si è fatta strada sotto varie forme.
Mi è stato raccontato di una ricercatrice svedese (offro una cena a chi mi sa dire il nome) che negli anni settanta si trovò a Parigi a vedere uno spettacolo del circo. Un claun faceva rotolare una biglia sul braccio tenendolo completamente immobile. La biglia addirittura saltellava. La donna, che era una fisiatra, andò poi a complimentarsi con il claun: “Che trucco formidabile!” Disse.
Ma il claun rispose che non era un trucco e le fece vedere che riusciva a muovere ogni singolo centimetro dei muscoli del braccio. Io ho visto un ragazzo farlo in tv… impressionante. (...)

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L'idea che abbiamo della stregoneria deriva in gran parte dai verbali dell'Inquisizione che otteneva confessioni con la tortura.
La stessa idea di stregoneria è totalmente sbagliata: non è mai esistita come ce la raccontano.
I pazzi sadici dell'Inquisizione erano convinti di lottare contro sette demoniache che adoravano il demonio, si congiungevano simbolicamente con lui, a volte durante orge sfrenate, e praticavano una serie di riti blasfemi a base di crocefissi capovolti, ostie profanate e altre nefandezze.
Gli studiosi hanno da tempo dimostrato ampiamente che i riti demoniaci furono inventati dagli inquisitori e solo dopo che i verbali vennero resi pubblici ci furono gruppi che si misero a praticare i riti che venivano descritti; a imitazione quindi non delle reali pratiche delle cosiddette streghe ma di quanto la propaganda papalina raccontava su di esse.

Per capire chi erano le donne accusate di stregonerie bisogna raccontare la storia dell'impetuosa scalata al potere intrapresa dalla Chiesa Cattolica durante il crollo dell'Impero romano e nel Medioevo.
Dopo che il Cristianesimo diventò religione dell'Impero iniziò una lotta spietata contro le eresie. Il papato si dedicò alla distruzione di tutti i culti cristiani che non ne riconoscevano l'autorità e non si inchinavano ai dettami e ai dogmi via via proclamati dalla Chiesa di Roma.
La proporzione di questa scalata al potere religioso assoluto è poco nota nella sua interezza. Per secoli qualunque dissenso venne soffocato e si arrivò a muovere vere e proprie guerre contro i cosiddetti eretici accusandoli di ogni sorta di peccato e di blasfemia. Centinaia di migliaia di buoni cristiani vennero massacrati o torturati, incarcerati, privati di proprietà e diritti, spesso tacciati di essere adoratori del demonio.
Tanto per rendere l'idea della proporzione di questa lunghissima guerra alle eresie basti pensare che si arrivò a deviare una crociata organizzata per liberare il Santo Sepolcro in terra di Palestina indirizzandola invece nel sud-ovest della Francia allo scopo di sterminare gli eretici di fede catara, colpevoli solo di rifiutare l'idea che il potere fosse stato dato ai re da Dio.
Le ragioni di questa guerra non erano di certo religiose. Il Papato combatteva per accaparrarsi le ricchezze che derivavano dal monopolio dell'unica fede.
Non tolleravano le dissidenze cristiane, figurarsi se potevano restare inattivi di fronte alla sopravvivenza di culti pagani... Perché questo erano essenzialmente le streghe: donne che praticavano la tradizione sciamanica come sacerdotesse di culti antichi, spesso precedenti all'Impero Romano e alla sua cultura spietatamente patriarcale e ad esso sopravvissuti. (...)

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Dopo i morti si attuano ferrei sistemi di sicurezza. Perché non agire prima? Non c’era in Italia un sufficiente allarme terrorismo?
È addirittura del 2003 la denuncia che facemmo sullo stato risibile della sicurezza nel tribunale milanese e sulla facilità di introdurre armi e qualunque altra cosa all’interno (riporto sotto il testo).
E non fummo i soli: altri hanno continuato a denunciare questa situazione nei successivi 12 anni. Neppure l’allarme per le recenti azioni terroristiche e le chiare minacce all’Italia da parte dell’Isis hanno generato una vigilanza sufficiente. Intanto c’erano membri del governo e funzionari dello Stato che si sgolavano sostenendo che in Italia si era pronti a fronteggiare attacchi. Si è visto. A Palazzo di Giustizia mancava persino un piano di emergenza, tanto che dopo aver ammazzato 3 persone Claudio Giardiello ne ha ferita una quarta lungo le scale e poi è riuscito a fuggire.
Sarebbe meglio che in futuro si ascoltino i segnali di allarme, invece di liquidare come “il solito rompiscatole” chi si preoccupa per le inefficienze macroscopiche.
Ma non è solo una questione di autorità sorde. C’è da chiedersi perché anche le organizzazioni di categoria di giudici, avvocati e impiegati se ne stiano state zitte di fronte ad una situazione di abnorme mancanza di sicurezza.
In un paese normale ci sarebbe ora un terremoto e dimissioni a valanga di tutti quelli che avevano il dovere di occuparsi della questione e non lo hanno fatto. Alcuni di questi sono funzionari pubblici che hanno uno stipendio più alto di Obama…
In Italia si difendono dicendo: “Non si poteva prevedere…”
Invece si poteva prevedere. Si poteva fare molto. Non si è fatto.

Da Cacao della domenica del 30 marzo 2003
Vigilanza inefficiente al Palazzo di Giustizia di Milano
Per la gioia dei terroristi di tutte le tendenze è stata smobilitata ogni
vigilanza al tribunale di Milano.
Dire che le procedure di sicurezza sono una presa per il culo è un
vezzeggiativo. Praticamente ci sono eccezionali misure di sicurezza
all'ingresso principale con metal detector e corridoio blindato.
Ma all'ingresso laterale c'è solo un metal detector e al lato della porta
vigilata da un solo agente ce n'è un'altra riservata teoricamente a avvocati
e giudici: è presidiata da un foglio di carta che dice: "Ingresso riservato a
avvocati e giudici esibire il tesserino".
Già questa è un'assurdità perché un terrorista potrebbe procurarsi
facilmente un tesserino falso oppure costringere un avvocato a trasportare
armi... Comunque non ne avrebbe bisogno: di guardia c'è un solo agente adibito
al controllo e centinaia di persone che passano senza esibire un bel niente.
Provo a entrare facendo la faccia da giudice, sono vestito come un teppista
con giaccone e barba di tre giorni e nessuno mi chiede niente. Non ci posso
credere.
Riprovo il giorno dopo a entrare con una sporta della spesa con dentro una
telecamera e varie attrezzature metalliche ma potrebbero essere bombe e
pistole. Nessuno mi ferma. Inizio a riprendere l'ingresso libero con la
telecamera. Solo dopo pochi minuti vengo fermato: non si può riprendere
all'interno del tribunale senza autorizzazione. Mi chiedono come abbia fatto
a entrare con la telecamera. Gli spiego che sono passato dall'ingresso per
gli avvocati. Mi guardano perplessi.
A questo punto parlo con uno dei due poliziotti e chiedo come mai le misure
di sicurezza siano così tenui. Mi spiegano sconsolati che è stata dimezzata
la vigilanza.

Fonte: alcatraz.it

Jacopo Fo

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