Quadri e disegni di Jacopo Fo in vendita Quadri, tele e bozzetti di Dario Fo in vendita
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Tutti gli articoli di Jacopo Fo pubblicati sul Cacao della domenica. Buona lettura!

Questa settimana vorrei farvi una segnalazione nepotista, a favore di un giovane autore teatrale che incidentalmente è mio padre.
Dario ha ritradotto e recitato un testo del ‘500 di Étienne de La Boétie
Trovo questo testo particolarmente bello ma anche molto interessante per chi desideri costruire un mondo migliore. Sostanzialmente La Boétie sostiene che i potenti cesserebbero immediatamente di dominare sui popoli se i cittadini rifiutassero di servire. La Boétie sostiene che ribellarsi al Re, organizzare insurrezioni e rivolte è completamente superfluo, oltre che pericoloso. Basterebbe che le persone fossero un po’ meno vili.
Credo che sia essenziale comprendere questa realtà per organizzare un’opposizione pacifica: Martin Luther King e Gandhi la chiamarono disubbidienza civile.
Per abbattere il re è sufficiente “Non servirlo più! Sì, avete capito bene… non si tratta di sottrargli qualche cosa… ma di non attribuirgli più niente… È sufficiente che non si faccia più nulla a suo vantaggio…”
Nel 1980 era ormai chiaro che il proletariato italiano non avrebbe fatto la rivoluzione. Riflettendo sulla situazione arrivai alla medesima conclusione di La Boétie, con una piccola aggiunta: rispetto al 1500 le possibilità del popolo di imporre il proprio volere pacificamente sono enormemente cresciute.
Nel 1500 il potere era ancora in mano a una casta guerriera. E se è vero che questi aristocratici criminali non avrebbero potuto mantenere il potere se il popolo avesse rifiutato un rapporto di sudditanza, è anche vero che il re teneva saldamente in mano un esercito capace di sparare coi cannoni sui sudditi.
In questi 500 anni il potere militare bruto ha via via ridotto la propria influenza a favore del potere derivante dalla capacità di produrre e dal controllo delle leve finanziarie. Ma contemporaneamente è aumentato pure il potere politico e la capacità di comunicare in mano ai popoli. (...)

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Alcuni giorni dopo aver compiuto i sessant'anni mi sono accorto che mi stavo muovendo più lentamente. Mi son detto: "Ma cosa sto facendo?"
Il problema è che la vecchiaia è un fatto fisico ma anche mentale. C'è una forma sadica di condizionamento che colpisce gravemente molti.
C'hai sessant'anni, e allora...
E allora che?
Io credo che sia importante dire che noi che abbiamo vissuto tante primavere non siamo vecchi. Siamo diversamente giovani.
Io ho la fortuna di vedere mio padre a 89 anni che è una furia umana... Lavora 8 ore al giorno 7 giorni su 7...
Chiaro che la mia idea della vecchiaia è particolare.
Ma io credo che mi aiuti anche il fatto che quando ero molto più giovane di adesso a un certo punto ho cambiato il modo di guardare quelli che fino ad allora consideravo vecchi.
È una cosa che consiglio di fare ai giovani. Dà benefici.
Perché nessuno resta giovanissimo per sempre. (...)

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“Certo che lo abbiamo, non vede quanto ci siamo abbrutiti?” Risponderei io!
di Eleonora Albanese

Ebbene devo confessare che io il wifi in ogni luogo non lo voglio! E quindi tantomeno ad Alcatraz!
Perché fa male al corpo innanzitutto (toccherebbe informarsi un po’ di più a tal proposito, seria) ma principalmente fa male alle relazioni sociali “dal vivo”.
E di questo ne posso parlare assolutamente con cognizione di causa visto che da 20 anni siedo pasciuta e soddisfatta dell’umana altrui presenza, in uno dei salotti (assai spartano per la verità) più belli d’Italia. Quello della Libera Università di Alcatraz! :D
Passo dalla zona “Solarium” (4 sedie di plastica spiaccicate al muro di pietra davanti gli uffici. ebbene sì di plastica! Resistono nel tempo e quindi se avessimo avuto quelle di vimini le avremmo dovute ricomprare ogni anno), al centro “Trezeguet” (in onore di David) con altre 4/8 sedie di plastica sul prato e la scalinata (tra la palestra e il bar) che a me personalmente piace più di quella di Trinità dei Monti in Roma che è un capolavoro indiscutibile!
E poi il tavolo sotto al bazar e “sotto al tendone” dove d’estate si mangia e d’inverno si fuma in compagnia (unico posto al semichiuso dove è possibile farlo) puzzandosi spesso sia dal freddo che dall’odore di tabacco! Nel bar, in veranda, dietro la veranda sugli scalini davanti al tramonto che non è mai uguale…
Potete soltanto immaginare (e se siete già stati da noi e sopratutto se avete già conosciuto me e la mia chiacchiera cronica lo potete dar per certo) quale fiume di parole, concetti, progetti, idee bizzarre, fantasie, musica di chitarra, cantate libere (n.d.r. che però Alba chiara sinceramente ci ha dilaniato la… pazienza), giochi, abbracci, conforto, ascolto sincero, libero da pregiudizi, poesie… Insomma tutte cose che merita l’essere umano, dopo aver lavorato un anno intero e finalmente si è concesso una vacanza.

Quando non c'era il WIFI ad Alcatraz, appena arrivati gli ospiti, dopo 10 minuti, il tempo di capire che non erano capitati in una follia della natura, fuori dal mondo, già chiacchieravano tra di loro. (...)

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Il Movimento Totale Rallentato fa bene. Ma quanto totale?
Quaderni di Naturopatia Complementare 12

Da anni cerco di spargere in giro l’informazione che muovere tutti i muscoli del corpo dà straordinari benefici psicofisici.
Uno dei problemi del modo di vivere delle società ricche è che le persone, via via che l’età avanza smettono di compiere la maggioranza dei movimenti. Da bambini si rotola, ci si contorce, si salta, si fa la lotta. Dopo una certa età la maggioranza delle persone riduce drasticamente la tipologia dei movimenti… si apre la porta, si chiude la porta, si prende la borsa, si appoggia la borsa… Si cammina e poco più.

Il mio amico Francesco Cascioli scrisse un profondissimo saggio, che ahimè restò semi clandestino, in cui analizzava il rapporto tra mente e movimento a partire da una semplicissima osservazione. Gli esseri viventi inizialmente avevano un cervello che aveva solo la funzione di governare i movimenti e poco più. Quasi ogni parte del cervello era collegata a un muscolo. Solo più tardi si sono sviluppate funzioni percettive complesse, memoria, capacità di risolvere problemi, ecc… Tutte queste facoltà si sono evolute a partire dallo sviluppo di quel che esisteva già. Quindi ogni area del cervello è in qualche modo ancora collegata all’apparato muscolare. Se smetto di usare un muscolo non si atrofizza solo quello (che già è un gran danno per la circolazione sanguigna e un sacco d’altra roba), si atrofizzano pure le funzioni cerebrali connesse.
E sarebbe quindi da chiedersi se le malattie cosiddette senili non siano anche disturbi legati alla perdita di alcuni movimenti.

Negli ultimi anni questa idea si è fatta strada sotto varie forme.
Mi è stato raccontato di una ricercatrice svedese (offro una cena a chi mi sa dire il nome) che negli anni settanta si trovò a Parigi a vedere uno spettacolo del circo. Un claun faceva rotolare una biglia sul braccio tenendolo completamente immobile. La biglia addirittura saltellava. La donna, che era una fisiatra, andò poi a complimentarsi con il claun: “Che trucco formidabile!” Disse.
Ma il claun rispose che non era un trucco e le fece vedere che riusciva a muovere ogni singolo centimetro dei muscoli del braccio. Io ho visto un ragazzo farlo in tv… impressionante. (...)

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L'idea che abbiamo della stregoneria deriva in gran parte dai verbali dell'Inquisizione che otteneva confessioni con la tortura.
La stessa idea di stregoneria è totalmente sbagliata: non è mai esistita come ce la raccontano.
I pazzi sadici dell'Inquisizione erano convinti di lottare contro sette demoniache che adoravano il demonio, si congiungevano simbolicamente con lui, a volte durante orge sfrenate, e praticavano una serie di riti blasfemi a base di crocefissi capovolti, ostie profanate e altre nefandezze.
Gli studiosi hanno da tempo dimostrato ampiamente che i riti demoniaci furono inventati dagli inquisitori e solo dopo che i verbali vennero resi pubblici ci furono gruppi che si misero a praticare i riti che venivano descritti; a imitazione quindi non delle reali pratiche delle cosiddette streghe ma di quanto la propaganda papalina raccontava su di esse.

Per capire chi erano le donne accusate di stregonerie bisogna raccontare la storia dell'impetuosa scalata al potere intrapresa dalla Chiesa Cattolica durante il crollo dell'Impero romano e nel Medioevo.
Dopo che il Cristianesimo diventò religione dell'Impero iniziò una lotta spietata contro le eresie. Il papato si dedicò alla distruzione di tutti i culti cristiani che non ne riconoscevano l'autorità e non si inchinavano ai dettami e ai dogmi via via proclamati dalla Chiesa di Roma.
La proporzione di questa scalata al potere religioso assoluto è poco nota nella sua interezza. Per secoli qualunque dissenso venne soffocato e si arrivò a muovere vere e proprie guerre contro i cosiddetti eretici accusandoli di ogni sorta di peccato e di blasfemia. Centinaia di migliaia di buoni cristiani vennero massacrati o torturati, incarcerati, privati di proprietà e diritti, spesso tacciati di essere adoratori del demonio.
Tanto per rendere l'idea della proporzione di questa lunghissima guerra alle eresie basti pensare che si arrivò a deviare una crociata organizzata per liberare il Santo Sepolcro in terra di Palestina indirizzandola invece nel sud-ovest della Francia allo scopo di sterminare gli eretici di fede catara, colpevoli solo di rifiutare l'idea che il potere fosse stato dato ai re da Dio.
Le ragioni di questa guerra non erano di certo religiose. Il Papato combatteva per accaparrarsi le ricchezze che derivavano dal monopolio dell'unica fede.
Non tolleravano le dissidenze cristiane, figurarsi se potevano restare inattivi di fronte alla sopravvivenza di culti pagani... Perché questo erano essenzialmente le streghe: donne che praticavano la tradizione sciamanica come sacerdotesse di culti antichi, spesso precedenti all'Impero Romano e alla sua cultura spietatamente patriarcale e ad esso sopravvissuti. (...)

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Dopo i morti si attuano ferrei sistemi di sicurezza. Perché non agire prima? Non c’era in Italia un sufficiente allarme terrorismo?
È addirittura del 2003 la denuncia che facemmo sullo stato risibile della sicurezza nel tribunale milanese e sulla facilità di introdurre armi e qualunque altra cosa all’interno (riporto sotto il testo).
E non fummo i soli: altri hanno continuato a denunciare questa situazione nei successivi 12 anni. Neppure l’allarme per le recenti azioni terroristiche e le chiare minacce all’Italia da parte dell’Isis hanno generato una vigilanza sufficiente. Intanto c’erano membri del governo e funzionari dello Stato che si sgolavano sostenendo che in Italia si era pronti a fronteggiare attacchi. Si è visto. A Palazzo di Giustizia mancava persino un piano di emergenza, tanto che dopo aver ammazzato 3 persone Claudio Giardiello ne ha ferita una quarta lungo le scale e poi è riuscito a fuggire.
Sarebbe meglio che in futuro si ascoltino i segnali di allarme, invece di liquidare come “il solito rompiscatole” chi si preoccupa per le inefficienze macroscopiche.
Ma non è solo una questione di autorità sorde. C’è da chiedersi perché anche le organizzazioni di categoria di giudici, avvocati e impiegati se ne stiano state zitte di fronte ad una situazione di abnorme mancanza di sicurezza.
In un paese normale ci sarebbe ora un terremoto e dimissioni a valanga di tutti quelli che avevano il dovere di occuparsi della questione e non lo hanno fatto. Alcuni di questi sono funzionari pubblici che hanno uno stipendio più alto di Obama…
In Italia si difendono dicendo: “Non si poteva prevedere…”
Invece si poteva prevedere. Si poteva fare molto. Non si è fatto.

Da Cacao della domenica del 30 marzo 2003
Vigilanza inefficiente al Palazzo di Giustizia di Milano
Per la gioia dei terroristi di tutte le tendenze è stata smobilitata ogni
vigilanza al tribunale di Milano.
Dire che le procedure di sicurezza sono una presa per il culo è un
vezzeggiativo. Praticamente ci sono eccezionali misure di sicurezza
all'ingresso principale con metal detector e corridoio blindato.
Ma all'ingresso laterale c'è solo un metal detector e al lato della porta
vigilata da un solo agente ce n'è un'altra riservata teoricamente a avvocati
e giudici: è presidiata da un foglio di carta che dice: "Ingresso riservato a
avvocati e giudici esibire il tesserino".
Già questa è un'assurdità perché un terrorista potrebbe procurarsi
facilmente un tesserino falso oppure costringere un avvocato a trasportare
armi... Comunque non ne avrebbe bisogno: di guardia c'è un solo agente adibito
al controllo e centinaia di persone che passano senza esibire un bel niente.
Provo a entrare facendo la faccia da giudice, sono vestito come un teppista
con giaccone e barba di tre giorni e nessuno mi chiede niente. Non ci posso
credere.
Riprovo il giorno dopo a entrare con una sporta della spesa con dentro una
telecamera e varie attrezzature metalliche ma potrebbero essere bombe e
pistole. Nessuno mi ferma. Inizio a riprendere l'ingresso libero con la
telecamera. Solo dopo pochi minuti vengo fermato: non si può riprendere
all'interno del tribunale senza autorizzazione. Mi chiedono come abbia fatto
a entrare con la telecamera. Gli spiego che sono passato dall'ingresso per
gli avvocati. Mi guardano perplessi.
A questo punto parlo con uno dei due poliziotti e chiedo come mai le misure
di sicurezza siano così tenui. Mi spiegano sconsolati che è stata dimezzata
la vigilanza.

Fonte: alcatraz.it

Jacopo Fo

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Sono gli unici di cui ti puoi fidare quando hai a che fare con perturbazioni liposoniche immatericamente puzzone. Essi portano fortuna e non gracidano di notte.

ATTENZIONE: in giro c'è dei mostri catttivi. Se ti fa dispetti stampiglia codesto mostraccio orendo. Esso in realtà è buono. Morsica mostri cattttivi e arraffa la fortuna che ti passa intorno. Appiccicalo indove dormi e voglili bene. Shalom!

(...)
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Se non te lo ha detto cambia psicologo.
Dalla pagina FB Jacopo

È pieno di gente che dice che con l'arte non si mangia. Ma è anche pieno di gente che non ha capito la sfida dell'arte.
Si fa molta ARTETERAPIA. MA IO PARLO DI UN'ALTRA COSA: la SFIDA dell'arte.
Cioè il fatto di ascoltare quella sensazione che hai dentro, quella tensione... Il desiderio di comunicare, di uscire dai confini del tuo mondo, di toccare le altre persone con qualche cosa che dia emozione. Io disegno perché mi piace, mi esalta il modo stupefacente nel quale l'acqua e il colore si mischiano e si espandono e cambiano sul foglio. Un piacere privato. Ma voglio anche che questi disegni arrivino ad altri. Se ti fai i tuoi disegnini e poi li tieni nascosti non partecipi alla rivoluzione ininterrotta che l'arte sta producendo nelle menti umane da 60 mila anni almeno.
L'arte, l'amore e la solidarietà sono gli strumenti più potenti che abbiamo per far crescere noi stessi e far crescere gli altri.
L'arte, se è vissuta con passione sincera, è colossale fonte di energia e insostituibile riparo contro le asprezze della vita: qualunque cosa ti succeda avere un'arte che ti seduce ti permette di avere una via di fuga, in un altro mondo, in un altro tempo, qualunque cosa succeda. Una fuga che ti dà energia e ti muove il cervello e ti può offrire opzioni alle quali non avevi pensato, per agire nel quotidiano. L'arte è fonte di intelligenza.
L'arte sincera, che fai perché la senti. Quindi non l'arte ideologica, patetica di quelli che cercano di imbrigliare la loro creatività dentro ragionamenti ragionati per darsi delle arie e convincersi di essere persone intelligenti. E non l'arte pensata come un packaging dell'anima, un'azione di marketing per far soldi e successo.
L'arte di quelli che cercano la presentazione autorevole, il critico, il mecenate. L'arte schiava delle idee sugli stili e sui codici, delle modalità furbe, delle fascinazioni del mercato.L'arte castrata, l'arte vecchia, marcia, corrotta. Quella è l'arte di merda (merda d'artista) una stratosferica rottura di sfere celesti e terrene.
Io parlo
dell'arte come gioco
dell'arte come scherzo
io parlo dell'arte infantile
dell'arte come ribellione
dell'arte come messa in dubbio
dell'arte come medicamento alla tristezza
come insurrezione contro il dolore del mondo
L'arte che ti sveglia la notte per portarti a ballare,
l'arte che ti fa scappare di casa
l'arte che ti fa mandare affanculo i potenti
L'arte come continuazione della lotta con altri strumenti
l'arte come agguato alla stupidità
l'arte come falsificazione del falso
l'arte come contraffazione del meschino
l'arte come burla
come esplosione di risa
come una risata vi seppellirà
l'arte buona
l'arte che rispetta quel che non viene rispettato
l'arte incontenibile
È un'arte che non puoi fare in solitudine.
Per questo con Eleonora abbiamo deciso di lanciare un'insurrezione artistica. Immediata. Ora.
Stai con noi?
Vuoi far parte della banda degli artisti di Alcatraz? ARRUOLATI: manda una mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo." target="_blank">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Abbiamo progetti transgalattici, dadaisti, musicali, teatrali, cinematografici, grafici, scultorei, danzanti. Cerchiamo persone disposte ad accettare sfide impossibili.
Al mio segnale scatenate l'inferno!

P.s.: vedi È la sfida dell'arte! Servono 100 uomini dal cuore di fuoco e 100 donne dalle quali sgorga passione. E servono subito.

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Servono 100 uomini dal cuore di fuoco e 100 donne dalle quali sgorga passione. E servono subito.

È iniziata. Nostro malgrado. Ce ne siamo accorti da segni particolari. Bellissimi. Increspature che l'acqua genera sul foglio di cotone. Svolazzamenti inusuali di pennuti che sembrano immobili nel cielo, sospesi a fili di sole. Gibigiane ordite da nuvole indecenti.
Ci siamo guardati in faccia io ed Eleonora, dopo settimane che non riuscivamo a tener ferme le mani, in preda a esaltazioni di comodini dipinti e inchiodati con legni trovati sulla spiaggia, cornici costruite con pezzi misteriosi finalmente riuniti, disegni, quadri, automobiline azionate da righelli, castelli medioevali di cartapesta... E dopo esserci guardati negli occhi, avendo peraltro notato che quelli di lei sono bellissimi, ordunque ci siam detti: è successo qualche cosa, tocca dirlo, tocca farlo.
Già avevamo deciso che ci saremmo dedicati ai laboratori creativi... Già si sentiva nell'aria che quella era la direzione. Poi siamo andati in crisi perché pareva che a troppo pochi interessasse buttarsi nel creativo estremo estatico, di lotta e di sgoverno, proprio sul finire dell'inverno. Tant'è improvvisamente decinaia di esseri umani semoventi hanno optato per Alcatraz, a Pasqua. Quindi ci siamo detti: si fa!
Che si fa? Giusto in quel momento mi telefona lo splendente Enrico della Bandabardò. E mi dice: ti ho spedito 3 canzoni. 3 canzoni del progetto che stiamo cullando da tempo: La Vera Storia del Mondo. Già ne pubblicai su Cacao uno stralcio. Si tratta nientepopodimenoché di un film musicale, con attori, danzatori, mimi e grandi scenografie. Un colossal mica bucatini (con tutto il rispetto dei bucatini).
Le canzoni non le possiamo ancora pubblicare. Sono un segreto custodito da orde di ninja pericolosissimi (abbiamo anche noi le nostre risorse...). Ma posso dire che per girare la prima canzone ci servono 2 mammuth e dentro ci vanno almeno 5 persone per mammuth. Il mammut si fa con lunghe aste, testone di cartapesta... va beh. La struttura sarà pronta per Pasqua, così che la possiamo dipingere e giriamo la prima scena del film.
La seconda scena è la storia di un guerriero di Alessandro Magno che dopo 5 anni di guerre sta attraversando il deserto e vede donne nude nelle nuvole. E bisogna costruire le nuvole che non è uno scherzo. Poi c'è il pezzo degli elvezi che abbandonano la Svizzera per invadere la Costa Azzurra e vanno a sbattere contro i romani di Giulio Cesare (che peraltro è una storia vera).
Ma a Pasqua costruiremo solo un paio di prototipi di armature... Poi sarà divertente farne 24... Impresa titanica? Se non è titanica non è impresa.
Ovviamente questo è solo un pezzo del laboratorio. Eleonora ha intenzioni fantasmagoriche: costruire con legno, elementi non identificati, colore e tessuti. Quindi quando vieni ricordati di portare tutti gli oggetti improbabili che hai in casa per usarli a scopi estetici. Poi, si spera, altri porteranno idee e si svilupperanno altre linee d'azione. Il tutto collegato via web tv con chi vorrà darsi da fare a inventare pur stando dall'altra parte del globo terraqueo.
Ma, tutto questo, vorrebbe essere solo l'iniziale palla di neve che inizia a rotolare giù dalla montagna. Questa è l'inizio del grande Happening di Primavera. Figuriamoci cosa metteremo insieme all'arrivo dell'estate.
Puoi rinunciare a tutto questo?
Non puoi.
Quindi poche chiacchiere, impugna la pistola sparachiodi, le pinze e il pennello, niente scuse. Ditelo anche a quelli sulle barelle. Fin che riesci a reggere in mano una biro sei abile all'arte.
Non è che ti devo spiegare che l'arte è indispensabile.
Non è che te lo devo ridire che siamo in mezzo a una crisi paranoica globale e che solo l'arte mette i fiori nei cannoni.
E che la satira è l'unico apriscatole che ti apre la testa senza ucciderti...
Lo sai già...
Adesso è il momento.
Ora.

P.s.: Per favore fai girare questo appello!
P.p.s: Vedi anche Il tuo psicologo ti ha detto che hai bisogno della sfida dell'arte più del pane? Se non te lo ha detto cambia psicologo.

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Una puntata particolarmente riuscita della sit comedy televisiva The Big Bang Theory ha acceso una luce nella mia mente. La fidanzata biologa e tosta dello scienziato nevrotico, dopo che lui le ha fatto sorbire la visione del suo film di culto, Indiana Jones e i Predatori dell'Arca Perduta, lo distrugge dicendogli che il film è privo di trama drammatica visto che l'eroe compie azioni assolutamente inutili al fine degli eventi: se lui non si fosse intromesso comunque i nazisti avrebbero trovato l'Arca, l'avrebbero aperta e sarebbero morti tutti. Quindi sono totalmente ininfluenti tutte le fatiche di Jones, tutte le azioni coraggiose e le miracolose imprese (come restare aggrappato alla chiglia della nave per settimane, cosa veramente complicata da fare). Le sue sofferenze non arrivano a spostare di un millimetro l'esito finale degli eventi. Quindi poteva restarsene tranquillamente a casa a dormire.
Che eroe è uno che si affatica per ottenere un risultato nullo?
Questa idea mi ha folgorato. Succede di rado che una serie televisiva ti offra una riflessione tanto vera, profonda e stupefacente.
Ovviamente il giovane magro scienziato psicotico viene colpito da questa rivelazione in modo fisicamente doloroso e avvilente. E lo sconvolgimento si propaga a tutto il quartetto di amici scienziati e Hollywood-maniaci, innescando una divertente serie di gag.
Io ho invece iniziato a riflettere sulle profonde implicazioni filosofiche di questa rivelazione.
Innanzi tutto è la prima volta che sento questa osservazione. Anch'io posso definirmi un estimatore di Indiana Jones. E, anzi, sono da sempre convinto che queste storie siano ricche di insegnamenti zen, un bignami di antiche filosofie. Ad esempio, la storia del ponte che non si vede e che esiste solo se sei convinto che esista: se mentre lo attraversi dubiti che esista cessa di esistere. Questa è una delle tante parabole mistiche contenute nella serie che non provengono da Spielberg e Lucas ma dalle tradizioni iniziatiche di mezzo mondo.
Comunque le mie riflessioni mi hanno convinto che l'assenza di scopo nell'azione dell'eroe Indiana è una formidabile parodia del disastro del modello di sviluppo occidentale. Nella migliore delle ipotesi l'agitarsi dell'Occidente non porta a nessun risultato, nella peggiore ci si trova a dannarsi per sconfiggere un nemico scoprendo troppo tardi che per riuscirci è stato creato e allattato un nemico ben peggiore (Saddam, i talebani, Bin Laden...). È la parabola del contadino che per scacciare i topi riempie la casa di gatti, e per scacciare i gatti alleva i cani, e così via fino a trovarsi oppresso da un gran numero di elefanti. Per liberarsi dai pachidermi non gli resta che portarsi in casa dei topi...
Nella nostra cultura manca, ahimè, il concetto di inazione, parola giustappunto inventata, suppongo negli anni settanta, perché in italiano non c'era.
I taoisti dicevano: quando il fiume giunge in un'ampia valle infossata cessa di scorrere. A chi guarda può parere che il fiume si sia fermato e sia inattivo, ma l'osservatore attento noterà che il fiume sta riempiendo la valle e quando l'avrà riempita tracimerà riprendendo la via verso il mare. Quel tempo, l'attesa, manca dell'azione visibile ma l'azione c'è, l'acqua sta accumulandosi per raggiungere la massa critica.
È un po' quel che sta succedendo in Italia. La crisi pare aver cancellato gran parte della capacità di iniziativa del Movimento. Di fronte all'emergenza sembra che i più abbiano abbandonato la lotta. Ma dall'osservatorio privilegiato di Alcatraz, dove tanta gente passa e lascia racconti sul resto del mondo, mi sembra invece che vi sia un incredibile pullulare di nuove imprese in tutti i campi, dalla solidarietà all'arte alle ecotecnologie. E noi non facciamo come Indiana Jones, non ci agitiamo per arrivare a ottenere il nulla. Le asprezze della vita ci hanno addestrati al minimo sforzo mantenuto con costanza. Siamo la goccia che buca le montagne. Stiamo riempiendo tunnel e caverne nascoste nella roccia.
Fra poco sentirete l'acqua scrosciare a valanga.

Jacopo Fo

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