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Tutti gli articoli di Jacopo Fo pubblicati sul Cacao della domenica. Buona lettura!

Hai a disposizione più di un milione di parole inutilizzate!
Approfittane!!!

L’Italiano è una lingua meravigliosa perché contempla parole che indicano molte sfumature di uno stesso concetto, inoltre siamo maestri nell’uso di forme figurate e modi di dire: io ti amo, ti adoro, ti voglio bene, sono innamorato di te, sono pazzo di te, mi hai fatto innamorare, mi hai trafitto il cuore, mi hai stregato, sono cotto, sedotto, affascinato, ammaliato, conquistato appassionato, mi hai fatto prendere una sbandata,  rapito, incantato,  infatuato, preso, mi attrai, mi entusiasmi, mi hai acceso, infiammato, invaghito, ti desidero, ti bramo…

L’italiano contempla dalle 215mila alle 270mila parole a secondo delle stime. Se prendiamo in considerazione tutte le declinazioni di tempi, maschili, femminili, singolari e plurali di nomi, verbi e aggettivi si stima si arrivi a 2 milioni.
Ma esiste anche un milione e più di parole derivate che potrebbero esistere ma non vengono usate e quindi non sono contemplate dai vocabolari..
Possiamo giocare a espandere l’italiano, e iniziare a usare parole che pur non esistendo sono corrette e capaci di suggerirci un significato sensato anche se non le abbiamo mai sentite dire.
Dal termine rosso deriviamo la parola rossore.
Possiamo far derivare dalla parola risotto il termine risottore? (...)

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Continuiamo la pubblicazione di Cervelli Verdi Fritti, un bellissimo libro di Jacopo Fo che tratta in modo divertente il funzionamento del nostro cervello, che qualche volta sembra proprio fritto!
Buona lettura!

Vedi qui la prima puntata

Le bestie se la spassano?
La questione della coscienza è centrale. Ci sono fantastiliardi di organismi unicellulari, batteri, virus, amebe, licheni, muffe e insetti che non sono provvisti di ricettori del dolore. Cioè quando li stritoli non provano assolutamente nulla (o quanto meno non sentono un vero e proprio dolore, al massimo un leggero disappunto). Gli animali superiori sentono il piacere e il dolore ma non ne sono coscienti. Quindi la loro capacità di soffrire è limitata dal fatto che non possono rimuginare sulle loro disgrazie né torturarsi immaginando tutto il dolore che nel futuro dovranno sopportare.
Inoltre, tutte le creature hanno a disposizione un perfetto sistema che gli permette di andare in tilt ogni volta che la vita diventa troppo dura. Se avete visto un topo mangiato da un gatto, o una gazzella sbranata da un ghepardo, avrete notato che durante la fuga entrano in uno stato parossistico nel quale tutte le energie sono concentrate nel tentativo di evitare di essere presi. Ma quando un animale viene addentato irrimediabilmente, è colto da uno stato di paralisi simile alla trance.
Il corpo si irrigidisce, l'emozione travolge tutto l'essere, paralizzandolo, e la creatura, seppur ancora viva cade in uno stato catatonico o sviene. Non c'è coscienza del dolore. Vi sarà forse capitato di subire un'aggressione. Generalmente nella fase della lotta la vostra mente è unicamente focalizzata sulla possibilità di mettersi in salvo, ma se soccombete e iniziano a colpirvi selvaggiamente, perdete ogni contatto con la realtà.
Quando ti picchiano non senti dolore. Il dolore comincia dopo un po' che hanno smesso di percuoterti. Mentre ti percuotono, al massimo, senti un dolore psicologico, non dovuto a quel che ti fanno fisicamente ma all'orrore che ciò provoca nella tua coscienza.
In effetti nell'umano, a volte, questo meccanismo di autodifesa si inceppa. La coscienza può essere troppo forte e riuscire a resistere alle emozioni. Cioè non si riesce a staccare la testa di fronte al pericolo e si percepisce così il dolore fisico ingigantito perdipiù dal dolore psicologico. In questo caso farsi camminare sopra dai carri armati dell'Armata Rossa cinese, in piazza Tien An Men, diventa un'esperienza dolorosissima. (...)

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Uscirà il 5 novembre ma non potevamo resistere, finalmente Guanda pubblica il libro tanto atteso che racconta la storia degli Indiani Seminole:

Storia proibita dell’America
Di Dario Fo
Con la collaborazione di Jacopo Fo, Doris Corsini, Daniela Baldacchino, Dora Grittani Battaglino, Massimo Capotorto, Vania Di Febo, Davide Staunuovo Polacco, Claudia Rordorf, Daniela Trenti.

I film di Hollywood raccontano le vicende degli indiani sconfitti. Ma ignorano la storia dell’unica tribù che non si arrese mai: i Seminole, una società matriarcale e pacifica, nemica della schiavitù, con protagonisti indimenticabili. Come John Horse, un nero scatenato capace di truffare i bianchi e di conquistare alla causa del suo popolo gli schiavi delle piantagioni facendo comizi-spettacolo. O come Mae Tiger, condottiera meticcia che organizzerà una decisa ed energica azione culturale. O James Billie, veterano seminole del Vietnam che dovrà affrontare, al ritorno in patria, il nemico più insidioso, la droga, e per difendere la sua gente sbaraglierà le truppe del narcotraffico.
Un’incredibile storia di resistenza umana e comunitaria lunga secoli, dai primi insediamenti in Florida allo sbarco dei conquistadores spagnoli, alle battaglie contro le truppe inglesi e poi statunitensi, scritta come un romanzo da un grande ribelle del nostro tempo.


Questo libro ha richiesto anni di ricerche, un viaggio in Florida... e una settimana di discussione, musica e teatro ad Alcatraz. Qui di seguito un bellissimo video dove Dario Fo ci racconta un po’ com’erano questi strani Indiani d’America.
Buona Visione!

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Modestamente sono scemo
La prima edizione di questo libro risale al 1996... poi è stato riveduto e aggiornato ma la sostanza è rimasta intatta negli anni. E decisamente attuale. Per acquistare il libro on line clicca qui
Buona lettura!

L'Universo ce l'ha con te
A volte appare lampante che ti vogliono triturare le palle dentro il macinacaffè. E questo senza che tu abbia qualche colpa. È andata così e non c'è niente da fare. Invece ci sono dei carognoni, cattivi, falsi e vigliacchi, che gli va tutto a gonfie vele. Uno schifo.
Tu dici: «Ma guarda, quel figlio di uno sciacallo sifilitico, ladro, iena e senza cuore gli va tutto liscio e si scopa pure quel gran pezzo dell'Ubalda, tutta nuda e tutta calda. Ma (grandissimo scaracchio d'asino!), perché io soffro le pene dell'inferno, anche se aiuto i sordi ad attraversare la strada, e quello stronzo marcio immorale più strappa le ali alle mosche e le bruciacchia con la fiamma ossidrica e più fa tredici al totocalcio?»
Ma allora ditelo che l'universo, la natura, Dio, l'energia cosmica, Buddha, Visnù e tutti i profeti hanno fatto una holding monopolistica, all'unico sacrosanto scopo di sfondarmi i timpani, frullarmi gli intestini, fottermi i giorni di vacanza, fondermi qualunque elettrodomestico io compri e fracassarmi qualsivoglia rapporto umano. E, per giunta, foraggiano con ogni sorta di delizia, bonus e godimento, qualunque ebefrenico deficente, alito-leso che gli venga in mente di venire ad ammorbarmi col suo fiato mefitico, allo scopo di tradirmi, imbrogliarmi, raggirarmi o comunque recarmi danno, schifo, ribrezzo e noia.
E vaffanculo allora! Ma possibile che Dio, con tutto quel cazzo che avrebbe da fare, in tutte 'ste moccolose galassie in fiamme, piene di ogni sorta di putridume, abbia da perdere tutto 'sto tempo con me che conto meno di una merda di gatto?
No, in effetti Manitù, Odino, il Tao e Kalì non ti si filano proprio. Hai voglia prima che si accorgano che nella quattromillesima galassia a destra, nel tremilaottocentesimo sistema solare a sinistra, sul terzo pianeta, abita uno di quei 5 miliardi di relitti umani che quotidianamente annaspano, soffrono, odiano, ansimano, copulano e fanno cazzate mostruose una dietro l'altra, comunque convinti che l'universo ce l'abbia con loro, a prescindere da quanti chilotoni di oro, fortuna e amanti possano godere.
Perciò rilassati. Non sei tu il bersaglio preferito della sfiga cosmica. È un problema razziale. È la razza umana nel suo complesso che il creato vuole maltrattare. Cioè, come si dice: mal comune mezzo gaudio. (...)
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L'idea di questo kolossal nasce dal libro "La vera storia del mondo" scritto da Jacopo Fo. Il video-promo lo abbiamo realizzato alla Libera Università di Alcatraz insieme alla Bandabardò che, oltre a partecipare alle riprese del video, ha scritto la musica della canzone "I Mammut" che potete sentire nel video.
Questa è solo una piccola parte del Film-Musical che vorremmo realizzare coinvolgendo numerosi attori e cantanti. Avevamo pensato di realizzare uno spettacolo teatrale e portarlo in tournée ma i costi sono proibitivi, quindi  abbiamo deciso di fare un film con colossali scenografie, girando pezzo per pezzo con diversi gruppi. Lo stesso meccanismo parcellizzato lo useremo anche per realizzare scenografie e costumi.
LA VERA STORIA DEL MONDO: generali imbecilli, sacerdoti sadici, invenzioni geniali, orge di massa, divinità criminali, popoli indomabili, guerre inutili, complotti demenziali. Come fu che scendemmo sugli alberi e arrivammo a ballare il bughi bughi e a fare sesso per telefono? (...)

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di Jacopo Fo

Radio Vaticana cita i dati sui morti causati da tutte le guerre e dal terrorismo nel mondo nel 2014 secondo la ricerca realizzata dall’Institute for Economic and Peace (Iep). Cifre spaventose che registrano un aumento del 60 per cento rispetto al 2012. Un massacro del quale, fortunatamente, i media si sono accorti.
Una cappa di disinteresse avvolge invece i dati sui morti per inquinamento atmosferico nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia presentato nel maggio 2015, al Ginevra l’Health Assembly, un rapporto spaventoso sulla tossicità dell’aria nelle grandi città: 3,7 milioni di morti all’anno. Sui pacchetti di sigarette c’è scritto che “Il fumo nuoce gravemente alla salute”, mentre non c’è un avviso sotto il cartello di ingresso delle grandi città come Milano: “L’aria nuoce gravemente alla salute”. (...)

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Che cosa succede all’Ecovillaggio Solare?
Ora è quasi un anno che Casa Solare è abitata da un bel gruppo di persone!
Tutta la storia in questo video di Jacopo!
VIDEO

Che cosa faremo ad Alcatraz in questo bollente agosto 2015?
Un sacco di cose: Estasi Musicando, poi la Super Vera Vacanza e infine il Festival dell’Immaginazione!
Ce ne parla Jacopo in questo video!
VIDEO

Il teatro fa bene!
E se lo diciamo noi potete crederci!
Un’esperienza incredibile quella che stiamo vivendo grazie a questo progetto con il Mozambico.
Siamo tornati in Africa!
VIDEO

Jacopo Fo

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Volendo fare qualche cosa di utile per le popolazioni dei paesi in via di sviluppo (vedi Cacao della domenica del 12 luglio) abbiamo scelto di concentrarci sull'Africa sia perché avevamo all'attivo l'esperienza di Simone Canova e del suo gruppo in Burkina Faso, sia perché per varie vicissitudini ci siamo sempre interessati all'Africa.
In particolare con Laura Malucelli ho scritto un libro: Schiave Ribelli che racconta la resistenza contro gli schiavisti e le rivolte degli schiavi in America. Inoltre da un anno stiamo gestendo un gruppo di studio sulle lotte degli schiavi in Brasile, storie incredibili di cui si sa poco, dove decine di migliaia di schiavi riescono a sbaragliare gli eserciti portoghesi, resistono per quasi un secolo a Benares, difendendo un grande territorio e una città. Ma a differenza di quel che accadde ad altre ribellioni di schiavi alla fine i neri brasiliani non vengono sterminati. Quando capiscono che non possono resistere più a lungo contro i nuovi cannoni europei, fuggono nella foresta amazzonica, nella quale scompaiono letteralmente per due secoli e mezzo. Vengono poi "scoperti" da alcuni antropologi negli anni '50, ancora pronti a combattere perché ignari della fine dello schiavismo. Sul punto si può leggere la storia sia in italiano che in inglese.
Torniamo al nostro progetto: cosa realizzare in concreto? Come muoverci? (...)

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di Jacopo Fo

La solidarietà è una bella cosa. Ma quando si decide di dare una mano al prossimo spesso ci si trova di fronte a grandi difficoltà.
Negli anni '60 le fotografie dei bambini biafrani ridotti a scheletri con pance enormi fecero il giro del mondo e provocarono un'ondata di sdegno e molte iniziative per porre fine a quell'ecatombe.
Grandi quantità di cibo furono raccolte e distribuite a quelle popolazioni. Un'azione certamente meritoria che però mandò in rovina un numero enorme di agricoltori: visto che il cibo veniva distribuito gratis nessuno comprava più i loro prodotti. Il numero dei diseredati crebbe a dismisura e di lì a breve furono molte più le bocche da sfamare. Ma contemporaneamente l'ondata emotiva di solidarietà, nei paesi ricchi, si era affievolita: arrivavano meno navi cariche di cibo, mentre c'era più gente che aveva fame. Fu un disastro dentro il disastro.
Da allora il movimento solidale ha fatto enormi passi in avanti e cercato sempre nuovi strumenti per aiutare le popolazioni senza creare gravi effetti collaterali.
E i risultati si vedono: nonostante che negli ultimi 100 anni gli abitanti di questo pianeta siano quadruplicati, il numero dei morti per fame si è ridotto del 50% negli ultimi 20 anni. Non esiste luogo dove non sia all'opera qualche gruppo di cooperanti e le stesse popolazioni locali sono riuscite spesso a inventare modi per aiutarsi da sole, ottenendo risultati importanti, come nel caso delle banche dei poveri, che assistono oggi più di 200 milioni di donne.
Questi risultati ci incoraggiano a fare di più per cancellare le peggiori piaghe del mondo e a farlo stando molto attenti perché i problemi che abbiamo di fronte nelle aree depresse sono molto complessi.

Nei mesi scorsi, come avremo modo di raccontare da domani, è nato un progetto in Mozambico.
Perchè in Mozambico?
Nonostante la buona crescita economica degli ultimi anni, che ha contribuito a ridurre il numero di persone che vivono in stato di assoluta povertà, il Mozambico rimane un paese in via di sviluppo, in particolare nel distretto di Palma, nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Paese, anche se non siamo certo di fronte allo stesso livello di povertà che si incontrava 50 anni fa.
Anche a Palma esistono strutture solidali estremamente efficienti. Abbiamo visitato quei territori e le strutture sanitarie realizzate da Eni Foundation e gestite da Medici con l'Africa Cuamm, che offrono servizi medici gratuiti, compresa la distribuzione di medicine, due sale operatorie modernamente attrezzate, una casa per le donne prossime al parto e una serie di ambulatori nei villaggi.
In questo caso il problema quindi non è la mancanza di mezzi.
Parlando con i dottori che lavorano a Palma abbiamo scoperto che l'ostacolo maggiore che si incontra nell'offrire cure è semplicemente la diffidenza verso la medicina occidentale. Non si tratta di irrazionalità.
Il Mozambico è stato sotto la dominazione portoghese fino al 1975 ed è una giovane repubblica presidenziale che sta costruendo il proprio sistema sanitario. La forte presenza della medicina tradizionale unita alla poca fiducia verso i metodi di cura occidentali rappresentano un grosso ostacolo al dialogo.
I medici che agiscono in questa zona hanno da tempo dato vita a una serie di iniziative per superare questa diffidenza, agendo in modo non invasivo, ad esempio aprendo un dialogo intenso con i curandeiros locali per ottenere la loro collaborazione, al fine di far arrivare i malati più gravi alle strutture sanitarie. Questo approccio collaborativo ha dato buoni risultati ma ancora molto c'è da fare.
Abbiamo perciò studiato un progetto che partisse dal teatro sfruttando la forza emotiva di questo strumento.
La scelta del teatro deriva dal fatto che in questi villaggi esistono molte compagnie amatoriali che animano le feste e intervengono nelle scuole.
Il teatro, la musica e la danza sono le forme d'arte più diffuse e sentite.
Continua... domani! Restate connessi!

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E perché così tante zie italiane sono convinte di essere farmaciste?
E come fare a fermare questa strage?

In Giappone i medici prescrivono la cura specificando il numero di medicamenti necessari. In farmacia ti vendono i farmaci nelle quantità prescritte.
Sicuramente sarebbe oneroso per i farmacisti ma in cambio i medicamenti sfusi potrebbero essere pagati un po’ di più. Sarebbe comunque un risparmio colossale. Inoltre si eviterebbero un mucchio di intossicazioni dovute alla zia, che di mestiere fa l’idraulico, ma non riesce ad astenersi dal distribuire le pasticche “che a me hanno fatto tanto bene” a tutti i parenti, per qualsiasi tipologia di malanno: “Hai il diabete? Prova questa supposta di antistaminici, è miracolosa!”
Veramente non capisco perché Renzi si sia buttato a pesce su mega riforme super colossali invece di iniziare da piccoli cambiamenti che darebbero risultati immediati.
Pochi politici italiani comprendono che la realtà si cambia veramente solo procedendo a piccoli passi, iniziando dalle riforme che incontrerebbero meno resistenze. È come nel gioco dello Shangai: inizi togliendo le bacchette che si possono spostare singolarmente senza far muovere le altre.
Quello di Renzi è un comportamento strano. Ad esempio, aveva promesso di abolire i libri di testo e adottare tablet in tutte le scuole. È disposto a far incavolare come tigri milioni di insegnanti ma la lobby degli editori scolastici gli fa paura. E io che credevo che fosse Superman! (...)

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Redazione:
Jacopo Fo, Simone Canova, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco
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