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L'amore è essenziale. Ma l'amicizia?

di Jacopo Fo

Si parla tanto di passione amorosa. Meno dell'amicizia.
Le difficoltà nel coltivare le amicizie fanno meno notizia dei drammi sentimentali.
E sembra quasi che l'amicizia sia meno importante dell'amore.
E se è vero che i drammi di coppia fanno stragi mentali e fisiche è un peccato non accorgersi che gran parte del nostro benessere dipende dall'amicizia.
Si tratta di una forma di amore meno dirompente di quello sessuale ma non meno fondamentale.
L'amore per gli amici, uno per uno ma anche in gruppo: il senso di appartenenza a una comunità che ti sostiene, ti protegge, si prende cura di te e che ti induce a qualunque sforzo solidale, non per costrizione morale ma perché tu ami quella persona, è parte della tua vita.
Quando un amore sensuale finisce fa un gran rumore, quando si rompe un'amicizia meno. Esistono consulenti matrimoniali, non consulenti amicali.
E se per recuperare un amore una persona è disposta a compiere azioni mirabolanti meno si è disposti a impegnarsi per salvare un'amicizia.
Abbiamo dati statistici sui divorzi, nessuna informazione sul numero di amicizie che ogni anno finiscono. E quanti una volta trovato l'amore lasciano perdere gli amici? Come se avere amici non fosse essenziale per far fiorire la propria vita e quindi anche per far durare un amore...
E qui vorrei scrivere a proposito dei motivi che minano le amicizie, proprio perché se ne parla troppo poco.
La causa prima delle rotture è il tradimento della fiducia e del rispetto che sono i fondamenti dell'amicizia.
In amore tenere il punteggio come fosse una partita di calcio è deleterio: quante cose ho fatto io per te, quante tu me. Ugualmente è distruttivo conservare per anni, decenni a volte, la lista dei peccati compiuti dall'amante.
Ma nell'amore passionale c'è il sesso che a volte aiuta a superare la delusione di scoprire che lui non è il perfetto principe azzurro e lei non è l'infinitamente pura principessa. Con gli amici invece è più difficile superare gli scorni.
La nostra cultura è malata di vendetta: occhio per occhio. E se l'amico ti fa uno sgarro difficilmente c'è il perdono.
Ora lo so che a parlare di perdono si rischia di provocare rigetti perché si tratta di un'azione melensa e ti viene subito in mente la noia del catechismo sulla vita di San Francesco. A noi italiani, vendicativi con l'hobby della faida, il porgi l'altra guancia non è mai andato giù. Noi siamo tendenzialmente per la proliferazione moltiplicativa dell'azione deterrente nucleare: "Se mi cacci un dito nell'occhio, ti taglio la testa così impari!!!"
Credo che ti puoi ricordare parecchie storie di amici che si sono persi perché: "Mi ha detto Caio che tu gli hai detto che io sono un maiale putrido!"
Raramente viene in mente che se qualcuno ti racconta che qualcun altro ha detto, chi ti parla non è un amico.
La domanda che mi sono fatto un giorno è stata risolutiva: ma questa persona che mi riferisce queste parole, ben sapendo che mi fanno male, mentre Caio gliele diceva cosa ha fatto? Gli ha strappato il cuore a morsi oppure era lì che gongolava già pregustando il piacere di venirmi a spifferare quanto il mio amico sia traditore e falso e doppiogiochista ben sapendo in che misura ciò mi avrebbe fatto soffrire?
Quindi ho deciso che se una persona mi viene a riferire cattiverie dette su di me da un amico senza avermi portato anche il cuore ancora caldo del traditore, allora lo fa per farmi soffrire. E ho deciso di cancellare queste persone dalla mia personale lista dei viventi. E c'è da aggiungere che chi crede alle parole riportate apre infinite possibilità di sbagliare e soffrire inutilmente. Perché il senso delle parole è determinato dal contesto. Riportare una frase detta con tono scherzoso come se fosse pronunciata in tono malevolo è un crimine. Dar retta sciocco.
Da quando mi son detto "basta ascoltare i pettegoli" ho ridotto drasticamente i dissidi amicali. (...)

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Sembra facile amarsi nel tempo…

Ho già scritto sul fatto che la nostra cultura dedica milioni di opere all’innamoramento, dal primo sguardo al primo bacio e altri milioni di opere a quel che succede tra la prima rissa coniugale e il divorzio con coltellate.
Su quel che succede tra il primo bacio e la prima rissa non si racconta nulla, tanto che alcune coppie passano direttamente dal primo bacio alla prima rissa.
Non si dice nulla su come si fa a conservare viva una storia d’amore. Si tratta della più grave e devastante censura. Ognuno di noi si trova in solitudine ad affrontare la sfida di continuare ad amarsi.
E non si dice nulla anche di un’altra questione soggiacente, il fatto che se si riesce a vivere insieme coltivando il sentimento amoroso, succede che si affrontano anche momenti drammatici, insieme, e questo crea un sentimento di fiducia, di condivisione, di complicità potente che rende il rapporto diverso, estremamente soddisfacente anche dal punto di vista erotico.
Il latin lover che cambia donna tutte le notti in realtà è uno sfigato perché le prime volte che fai l’amore con una donna che non conosci c’è imbarazzo, non sai cosa le piace e viceversa; dal punto di vista sessuale (nel senso dei chilogrammi di piacere che assapori) non è un gran che, al di là della soddisfazione mentale di averne conquistata un’altra… E il donnaiolo, chi non sperimenta l’unione con un’altra persona anche nelle avversità, non proverà mai quel tipo di incontro sessuale che puoi avere solo con una persona nella quale riponi fiducia perché ti ha dimostrato nei fatti che ti è amica.
Detto questo vorrei scrivere a proposito degli scontri che avvengono nella coppia.
Quel che accade a volte è che si accumulano una serie di eventi che vanno a formare una specie di quaderno delle doglianze. Un lungo elenco di crimini che la tua amante ha commesso nei tuoi confronti (e viceversa).
Questa serie di colpe, di azioni riprovevoli, formano nel tempo una macigno che si frappone tra i due amanti, un macigno che si solidifica nel tempo tanto che poi è difficile da scalfire.
E proprio perché  in proposito non esiste letteratura, racconto, ti trovi da solo a fare i conti con le parole che perdono significato, con le azioni fraintese, con gli sguardi non capiti.
A volte questi scontri, queste tensioni, si cristallizzano intorno a fatti reali. Ci sono coppie che vivono per decenni scontri a proposito di fedeltà, di divisione del lavoro e altre questioni che hanno una loro concretezza. Si pensa che se la persona che ami smettesse di fare quel che ti addolora, tutto andrebbe bene.
Ma in realtà anche se questi problemi non ci sono si possono accumulare ruggini.
E la situazione diventa più difficile perché non c’è un comportamento specifico che se cessasse di esistere si risolverebbe tutto. (...)

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