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Il ladro dal gomito alzato

Viareggio: entra in una casa per derubarla ma vede un allettante mobiletto dei liquori e si ubriaca fino a non accorgersi dell’arrivo della Polizia, allertata dai vicini.
Ha diritto a un avvocato d’ufficio ma ha chiesto solo due aspirine.

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Evasione senza satellitare

Non ne poteva più di stare dentro casa con tutti che litigavano e allora ha deciso di farsi un giretto fuori ma si è perso e ha dovuto chiamare la Polizia per farsi rintracciare. Niente di strano se non fosse che l’uomo, un 43enne di Andria, provincia di Bari, è detenuto agli arresti domiciliari e quando sono arrivati i carabinieri invece di riportarlo a casa lo hanno incarcerato.
Ma lui era contento lo stesso, meglio la galera.
(Fonte: Ansa.it)

Published in STORIE DI LADRI

Fuori da questo aereo

L’aereo della compagnia Thomas Cook lunedì 10 ottobre era partito da Nottingham ed era diretto a Corfù quando ha dovuto fare uno scalo di emergenza a Brindisi. Il motivo? Nessun guasto, la scusa ufficiale parla di una sosta per cattivo tempo ma in realtà pare che sul velivolo fosse scoppiata una lite furibonda due passeggeri, marito e moglie. Tanto che appena atterrato l’aereo, Peter Kempton, il marito, si è precipitato all’uscita mentre il pilota faceva scendere anche la moglie: “Ora ci pensi la polizia italiana” pare abbia dichiarato.
Ma la famosa flemma inglese che fine ha fatto?
(Fonte: Ansa.it)

Published in FATTI UNA RISATA

Tutto sul G8 di Genova, anno 2001

G8 Genova 2001Mai più Genova!
(Non possiamo cancellare con un gesto la barbarie ma possiamo segnare un confine invalicabile oltre al quale rifiutiamo tutti di andare)
E' necessario parlare di tutti i manifestanti e gli agenti che sono riusciti a limitare la violenza. Senza il loro straordinario coraggio il bilancio degli scontri sarebbe stato cento volte più terribile. Da questo bisognerebbe partire per formare un argine morale alla barbarie.
Le persone che hanno scelto la pace si devono unire in un grande segnale di civiltà anche se si trovano in opposte fazioni.
(Questo è uno sfogo emotivo alla ricerca di nuove soluzioni per non ripercorrere strade di piombo)
Questa mattina, dopo una settimana di angoscia assoluta, sono finalmente scoppiato a piangere.
Con tutti i mezzi, insieme a tanti compagni, abbiamo tentato di proporre, al posto dell'assedio al G8, una grande festa in un parco lontano da Genova, un'esperienza di incontro che ci permettesse di comunicare i contenuti della nostra opposizione ai progetti dei potenti del mondo. Fino alle ultime ore abbiamo continuato a discutere a cercare una via alternativa a una scelta che, era chiaro, avrebbe portato allo scontro violento. Quanto sarebbe stato meglio se avessimo lasciato Genova in mano a uno schieramento paranoico di forze invece di lasciare che la paranoia sconvolgesse anche noi!!! Poi ci siamo trovati io a recitare a Loano, a 70 chilometri da Genova, mia madre lì in mezzo alle cariche (per fortuna protetta da una stella) e mio padre a fare una regia a Pesaro.
Mia madre ha scelto di andare a Genova, nonostante dissentisse, perché ha ritenuto di dover essere insieme alle migliaia di compagni che confluivano a Genova, sperando di essere in qualche modo utile.
Ho sentito una madre che su Radio Popolare diceva del suo sgomento a seguire le radiocronache sapendo che suo figlio era lì in mezzo. Beh!, anche avere una mamma scapestrata in mezzo alle cariche e ai lacrimogeni è un'esperienza orribile.
Credo che in questi giorni milioni di italiani abbiano sofferto enormemente. Chiunque incontro, di qualunque credo politico, mi parla di quelle ore inchiodati davanti alle scene dell'orrore televisivo, come qualche cosa di veramente brutto.
Penso alle compagne e ai compagni picchiati mentre avevano le mani alzate, o nonostante si fossero arresi. Penso ai gruppi di preghiera, con frati e suore, che stavano in ginocchio, e che sono stati malmenati. Penso ai leader del Movimento che, seppur a mio parere sbagliando, hanno continuato, con dedizione assoluta e coerenza a fare fronte alle proprie drammatiche incombenze, credo soffrendo, una tensione spasmodica, lacerante.
Penso alle donne e agli uomini delle forze dell'ordine che si sono trovati a essere oggetto di aggressioni di una ferocia terribile. Penso ai feriti, molti dei quali giacciono ancora in ospedale. Sono più di 560 (oltre 600 secondo "Il Manifesto") e ancora a lungo continueranno a soffrire.

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