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Tutte le notizie di Ecologia, Ambiente, Energia Rinnovabili, Risparmio Energetico pubblicate su Cacao

Nel 2012 le fonti rinnovabili, 600mila impianti in tutto, hanno coperto il 28,2% dei consumi elettrici italiani. In Italia sono ben 27 i comuni 100% rinnovabili sia dal punto di vista elettrico che termico, oltre 2.400 se si tiene conto del solo settore elettrico.
Secondo il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini: “Le fonti rinnovabili stanno ridisegnando lo scenario energetico del nostro Paese, con impianti sono sempre più affidabili e competitivi”.
Per leggere tutto il rapporto clicca qui.

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Questa band musicale di ballerini-acrobati-percussionisti nata a Brighton, fuori Londra, ricicla oggetti quotidiani trasformandoli in strumenti musicali. Suonano bidoni, cestini, coperchi in alluminio e addirittura vecchi giornali, come si vede nel video
Dal 26 al 31 marzo saranno al teatro comunale Carlo Gesualdo di Avellino, unica tappa italiana del loro tour. Il biglietto si può pagare con soldi riciclati.
(Fonte: Ansa)

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Sorgerà nella provincia di Namibe la prima centrale eolica dell'Angola. Lo ha annunciato il ministro dell’energia e dell’acqua Joao Baptista Borges. L'impianto avrà una capacità installata di 100 MW che soddisferanno il fabbisogno energetico di 20mila abitazioni. I lavori dovrebbero iniziare entro la fine dell'anno. 177 milioni di dollari il costo stimato.
(Fonte: Rinnovabili.it)

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Tirando gli sciacquoni gli Stati Uniti buttano letteralmente nel wc il 30% del totale dell'acqua consumata. Ora, però, grazie alla Stealth Ultra-High-Efficiency Toilet della Niagara Conservation, impegnata nella realizzazione di soluzioni efficienti per il risparmio idrico ed energetico, il water può consumare solo 0,8 galloni d'acqua, circa 3 litri, contro i 2,5 galloni degli altri in commercio, il 37% in meno anche delle toilettes più efficienti certificate dall'ente americano per la protezione dell'ambiente (EPA). Stealth garantisce questo risparmio grazie al suo nuovo design idraulico, capace di pressurizzare l'acqua, per un getto davvero potente e silenzioso.
(Fonte http://metaefficient.com/toilets/stealth-toilet.html, segnalata da Davide Calabria)

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Per ridare vita alla stazione ferroviaria di Atocha, Madrid, dove nel 2004 ci fu un terribile attentato terroristico, l'amministrazione ha creato un giardino botanico interno. 7.000 piante di 256 specie diverse e decine di tartarughe che intrattengono i viaggiatori raccontando la storia della lepre e della tartaruga.
Guardate le foto, è una meraviglia.
(Fonte: TuttoGreen)

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Ricorre oggi la Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita tra il 1992 e il 1993 dalle Nazioni Unite per promuovere e sensibilizzare l'importanza dell'acqua e del suo approvvigionamento. Nonostante nel 2012 OMS e Unicef abbiano annunciato che l'Obiettivo del Millennio, accesso all'acqua per l’89% della popolazione mondiale, 6,1 miliardi di persone, fosse stato raggiunto oggi le cifre parlano di 900 milioni/1 miliardo di persone ancora senza acqua potabile. E nel 2025, dicono alcune previsioni, saranno 1,8-2 miliardi.
Su Cacao di domani, sabato, vi proporremo un bellissimo articolo di Pietro Laureano, che lancia una decalogo di regole che i governi dovrebbero adottare per combattere desertificazione e carenza d'acqua. Laureano è consulente Unesco per le zone aride, la civiltà islamica e gli ecosistemi in pericolo.
Su Commercioetico.it invece potete trovare i mitici riduttori di flusso per rubinetti, fino al 50% di acqua risparmiata, a solo 1,00 euro! In più sconti su tutte le altre ecotecnologie per il risparmio idrico.
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Cambiamento climatico, siccità, desertificazione: un manifesto per una nuova cultura dell’acqua

LE DIECI REGOLE PER I GOVERNI

1. Non fornire acqua potabile all’agricoltura
2. Dare alle abitazioni la quantità necessaria di ottima acqua bevibile e acque di minore potabilità per usi sanitari.
3. Fornire a tutti gli organismi l’acqua necessaria alla vita e rendere costosi gli sprechi.
4. Cambiare le abitudini di uso e consumo dell’acqua e per questo vietare la pubblicità delle acque minerali.
5. Rendere autosufficienti gli edifici tramite sistemi di raccolta dell’acqua piovana e il riciclaggio
6. Rendere autosufficiente l’agricoltura incentivando pratiche di raccolta di acque di superficie, tecniche drenanti e il riciclo
7. Bloccare la costruzione di grandi dighe e incentivare una politica di microbacini
8. Riaprire i grandi invasi idroelettrici e lasciare scorrere l’acqua negli alvei dei fiumi
9. Applicare tecniche tradizionali per la manutenzione dei ghiacciai e abolire gli innevamenti artificiali
10. Applicare un’urbanistica tridimensionale basata sul ciclo dell’acqua – atmosfera, suolo, sottosuolo - e adattare le città ai cambiamenti climatici attraverso tetti–giardino, sistemi di raccolta in superficie e fasce drenanti di alimentazione delle falde sotterranee.

Sembrano misure drastiche o fantascientifiche e invece è il nostro futuro immediato e necessario in rapporto all’amministrazione di questo bene così diffuso e così prezioso. E’ vero infatti che l’acqua è largamente presente sul pianeta, ma perché allora c’è un allarme siccità e desertificazione? E perché con l’acqua si fanno profitti enormi?
Sul pianeta un miliardo di esseri umani non hanno acqua bevibile e ogni giorno muoiono trecento bambini per sete o uso di acque malsane. 150 milioni di persone lasceranno nei prossimi anni i paesi dell’Africa subsahariana verso l’Europa per mancanza di acqua. Un abitante dei paesi meno ricchi come il Madagascar ha a disposizione 10 litri di acqua potabile al giorno che è l’estremo minimo vitale. Un abitante dei paesi occidentali come l’Italia consuma dai 350 ai 500 litri di acqua potabile al giorno. 
Se questi consumi divenissero quelli dei 6 miliardi di esseri umani del pianeta allora non ci sarebbe più acqua per nessuno. Infatti, il nostro pianeta è ricco d’acqua, ma questa è inegualmente ripartita e per la gran parte è contenuta negli oceani, quindi è acqua salata non bevibile. Se paragoniamo tutta l’acqua del pianeta a un contenitore di 5 litri, l’acqua dolce è rappresentata da un solo cucchiaio. Se poi sottraiamo l’acqua congelata nei ghiacciai quella bevibile, presente in falde o in precipitazioni sulla terra, è una sola goccia.
Si può produrre acqua bevibile in qualsiasi situazione tramite captazione, invasi, dissalazione o anche condensazione atmosferica. Il costo medio di questa acqua è di circa 50 centesimi ogni mille litri. Tuttavia mezzo litro di acqua minerale in bottiglia viene venduto a 2,90 euro. 
E’ circa 6.000 volte il prezzo di produzione. Sono profitti stratosferici che né il petrolio o l’oro o i diamanti permettono di fare. E si tratta della stessa acqua. Anzi oggi le acque minerali a causa degli inquinamenti delle falde, il trasporto e lo stoccaggio in plastica, sono spesso peggiori dell’acqua di cannella. E non si tratta di prezzi dell’acqua in bottiglia per i soli paesi ricchi. Perché nelle bidonville dei paesi non industrializzati, dove è ancora più difficile trovare acqua potabile, i prezzi sono ancora maggiori. 
Se questa è la tendenza un abitante del Madagascar dovrà presto spendere tutto il suo salario solo per l’acqua. In Italia consumiamo il 70% della nostra acqua potabile in agricoltura. A causa di questi prelievi, e degli invasi costruiti dall’Enel per produrre energia idroelettrica, gli affluenti del fiume Po sono a secco e presto tutta la Pianura Padana sarà ridotta ad una landa di polvere. L’agricoltura è divoratrice di risorse idriche perché organizzata su un ciclo vizioso basato sui fitofarmaci e pesticidi che necessitano di acqua per essere assorbiti e trasformano il suolo in una superficie plastificata incapace di assorbire le piogge. 
L’agricoltura e l’industria devono utilizzare solo acqua riciclata. Soprattutto l’agricoltura deve cambiare modello rinaturalizzando il suo ciclo con meno produttività gonfiata dall’acqua e più qualità. In città l’acqua degli acquedotti è ottima, ma poiché la gran parte degli italiani beve acqua minerale il 98% di questa acqua è utilizzata per uso sanitario. Così gli enormi costi sostenuti dalle aziende pubbliche per potabilizzare l’acqua finiscono negli sciacquoni e i soldi degli italiani gonfiano il budget di quelle due o quattro multinazionali che, al di là delle svariate etichette, monopolizzano il mercato delle acque minerali. Nelle case bisogna, quindi, fornire acque a diverso grado di potabilità. Una cannella in cucina con acqua ottima da bere e acque meno potabili della rete pubblica o di riciclaggio, o di raccolta, per gli usi sanitari. 
Si otterrebbero enormi risparmi diretti e si taglierebbero sprechi esorbitanti. Basti solo pensare al costo energetico imposto oggi dal continuo trasporto di acque minerali ed alla produzione della stessa plastica della bottiglia che necessita di un consumo d’acqua superiore di 30 volte a quella contenuta. Ci abitueremmo ad una nuova cultura dell’acqua parte integrante di una più ampia responsabilità ecologica verso il pianeta e verso tutto il vivente, indispensabile per affrontare la sfida ai cambiamenti climatici globali a cui andiamo incontro.
 
Pietro Laureano è un amico, architetto e urbanista, è consulente Unesco per le zone aride, la civiltà islamica e gli ecosistemi in pericolo.
Ha vissuto otto anni nel Sahara lavorando allo studio e il restauro delle oasi in Algeria. Con numerosi saggi e libri pubblicati a partire dalla fine degli anni ‘80 ha dimostrato come le oasi siano frutto dell’ingegno umano, patrimonio di tecniche e conoscenze per combattere l’aridità e modello di gestione sostenibile per il pianeta intero. Ha coordinato e gestisce progetti basati sul recupero delle tecniche antiche dei sistemi di raccolta dell’acqua con vari Organismi Internazionali in tutto il Mediterraneo, Yemen, Mauritania ed Etiopia.
E’ promotore del recupero della città troglodita dei Sassi di Matera nel Sud d’Italia, che era stata completamente abbandonata negli anni ’60, ed è autore dei rapporti che hanno portato all’iscrizione dei Sassi di Matera e del Parco del Cilento nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. E’ fondatore e coordinatore di IPOGEA Centro studi sulle Conoscenze tradizionali, organizzazione no profit con sede a Matera e a Firenze che realizza progetti di salvaguardia del paesaggio con pratiche antiche come l’uso dei terrazzamenti di pietra a secco, le cisterne di captazione d’acqua e le gallerie drenanti.
Fa parte del gruppo di esperti UNESCO che sta lavorando alla stesura della nuova Convenzione sul Paesaggio. In qualità di rappresentante italiano nel Comitato Tecnico-Scientifico della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta contro la desertificazione (UNCCD), e come Presidente del Panel per le conoscenze tradizionali, ha promosso la realizzazione di una Banca Mondiale sulle Conoscenze tradizionali e il loro uso innovativo (www.tkwb.org). Tale iniziativa viene portata avanti insieme all’UNESCO attraverso la creazione dell’Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali (ITKI), con sede a Firenze, che avrà un ruolo determinante nella nuova Convenzione sul Paesaggio.

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Ad Abu Dhabi, il più grande dei sette Emirati Arabi, è stata inaugurata una centrale solare a concentrazione da 100 MW. Con 258.000 specchi parabolici disposti su un'area di 2,5 kmq Sham 1, questo il nome dell'impianto costato 600 milioni di dollari e 3 anni di lavoro, soddisferà il fabbisogno energetico di 20.000 abitazioni. E grazie agli impianti Sham 2 e 3 in progetto, Abu Dhabi produrrà il 7% della propria energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2020. Il che non è poco, scrive Ecoblog, per un paese che galleggia sul petrolio.
(Fonte: Ecoblog)

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Lo rivela l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), che vede cinque Paesi aver già centrato l'obiettivo Ue di riciclo del 50% entro il 2020: Austria (63%), Germania (62%), Belgio (58%), Olanda (51%) e Svizzera (51%).
L'Italia è al 36% e se mantiene gli attuali livelli di crescita della raccolta differenziata e del riciclo può centrare l'obiettivo. Il problema del nostro Paese, dice il rapporto, sono le differenze tra una regione e l'altra. Nel 2010 il tasso di riciclo complessivo andava dal 9% della Sicilia al 59% del Veneto, il riciclo dei materiali dal 6% della Sicilia al 37% del Trentino Alto Adige e il riciclo dell'organico dall'1% della Basilicata al 26% del Veneto.
(Fonte: Ansa Ambiente)

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Secondo il WWF della Russia negli ultimi 5 anni il numero di Leopardi dell'Amur, una specie rarissima e a rischio di estinzione, è aumentato da 30 a  circa 50. Altri 7-10 esemplari vivono nelle zone confinarie della Repubblica Popolare Cinese e della Corea del Nord.
(Fonte: La Voce della Russia)

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