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MAMMA CHIMICA (21)

Sara Alberghini, Mamma Chimica

Rubrica a cura di Sara Alberghini, abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica...
Vuoi conoscere Mamma Chimica? L'abbiamo intervistata

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MAMME ZEN (5)

La rubrica Mamme Zen è a cura di Federica Morrone, giornalista, scrittrice, mamma... Buona lettura!

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Oggi, 28 ottobre, è il lunedì con il minor numero di infarti dell'anno. Meno 10%. Merito dell'entrata in vigore dell'ora solare e dei 60 minuti di sonno in più che ci regala. Dormire infatti fa bene al cuore. Lo rivela i medici internisti riuniti per il 114.mo Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), a Roma.
Dovevano trovarsi alle 9:00, alle 8 erano già tutti lì. 3 sono deceduti durante il congresso.
(Fonte: Blitzquotidiano)

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Il Wall Street Journal raccoglie tre studi scientifici che dimostrerebbero un nesso tra i dolori articolari e i cambiamenti di clima. Il primo è uno studio firmato da Amos Tversky, dell'Università di Stanford, il secondo di Robert Jamison, professore alla Harvard Medical School, e il terzo del Centro reumatologia di Cordoba, in Argentina.
Tutte le ricerche mettono in evidenza come i cambiamenti climatici, sbalzi di temperature, piogge o bufere di neve, comportino un aumento del dolore dovuto a reumatismi e artriti varie. Ma ci sono anche altre patologie, dal mal di denti al mal di testa o di schiena, fino a vecchie cicatrici o fratture mai del tutto guarite.
Il meccanismo preciso alla base di tutto ciò è ancora sconosciuto.

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Il 9 ottobre presso l'Ospedale di Rivoli, Torino, l'equipe Urologica ha eseguito con successo, per la prima volta in Italia, una prostatectomia radicale in anestesia locale con supporto ipnotico complementare. Cioè un'operazione alla prostata sotto ipnosi.
Ipnotizzato era il paziente, non i medici.
Lo stato di ipnosi garantisce un rilassamento totale del paziente senza l'uso di farmaci.
(Fonte: Scelgolasalute.it)

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A novembre 2012 pubblicammo una notizia con lo stesso titolo, riferendoci a uno studio americano. Ora una ricerca condotta in Olanda dal gruppo di Susan Pedersen dell’Università di Tilburg, ribadisce il concetto: un'indole positiva riduce il rischio di morte per qualsiasi causa del 42%. La spiegazione? L'ottimista ama fare cose e questo porta a una maggiore attività fisica e cerebrale.
(Fonte: Ansa)

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Orazio è un labrador, ha 8 anni e con la sua addestratrice Agnese Franchellucci si occupa di pet therapy nel carcere di Fermo: incontrano i detenuti per farli lavorare sulla loro emotività, gestendo aggressività e sofferenza. La coppia, che ha già lavorato con i disabili e con i bambini malati anche in ospedale, è alla prima esperienza in carcere.

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Con l'ecografo è possibile monitorare un bambino nel grembo materno, il cuore o i polmoni. La novità proposta dalla ditta americana MobiSante si chiama MobiUs e rappresenta il primo ecografo collegabile a uno smartphone o a un tablet (per il momento solo con sistema operativo Windows).
Si accende in un minuto e restituisce l'immagine nel video del telefono, costa 8.300 euro contro i 70.000 di un ecografo da ospedale, e permette di salvare i dati in rete per chiedere una seconda diagnosi a distanza.
Il fatto che sia portabile ed economico lo rende perfetto nei paesi poveri. Ad oggi oltre il 70 percento della popolazione mondiale non ha accesso a questa tecnologia per questioni economiche o di lontananza dagli ospedali. L'interfaccia a disposizione dei medici è padroneggiabile in pochi minuti e sono allo studio versioni compatibili con Android e Apple.
(Fonte: DailyMail, Davide Calabria)

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Anche questa settimana cediamo la parola alla nostra Sara con la sua rubrica Mamma Chimica. Si parla di coppette mestruali in silicone. Buona lettura.

Lo so, i maschietti staranno pensando che questo articolo non è di loro utilità, ma sbagliano!
E' vero che “tecnicamente” non sono informazioni di interesse personale, ma quest'oggetto contribuisce ad inquinare meno l'ambiente, e in quello ci siamo tutti! 
Così come per i pannolini dei bambini, l'impatto ambientale, in termini di rifiuti, è molto elevato quando si utilizzano gli assorbenti “usa e getta”. Ma qui c'è “l'aggravante” che, mentre i bimbi attorno ai 3 anni o anche prima, cominciano a usare il vasino, una donna ha il ciclo tutti i mesi per moltissimi anni!
Un'alternativa sono gli assorbenti in fibre biodegradabili, che comunque vanno sempre buttati. Oppure quelli lavabili, che però richiedono appunto un lavaggio ad alte temperature,  con conseguente consumo di acqua, detersivo ed energia elettrica.
La coppetta mestruale invece sostituisce egregiamente gli assorbenti (interni ed esterni), richiede davvero una minima manutenzione ed è praticamente eterna!
E' infatti una specie di piccolo bicchierino in silicone con un gambo, da tagliare quando si è presa dimestichezza con la cosa.
Il silicone, così pessimo nelle creme e nei balsami, in questo caso diventa un alleato formidabile: la sua totale non-biodegradabilità è il suo punto di forza, proprio perché la coppetta può essere usata per anni, senza modificarsi e rovinarsi.
Con questo dispositivo si riducono i rifiuti e si risparmia anche del denaro, volete mettere la soddisfazione?
Si può acquistare sul web, nei negozi bio e in alcune farmacie più “all'avanguardia”. Ce ne sono di moltissime marche, di tutti i colori e di taglie diverse, che tengono conto dell'età della donna e degli eventuali parti naturali che ha avuto.
Adesso non entrerò in dettagli circa il suo posizionamento, credo che sia chiaro a tutti “dove” si mette... Inoltre quando si acquista è corredata di tutte le informazioni necessarie.
Volevo solo sottolineare il fatto che il suo utilizzo non è laborioso: necessita solo di una lavatina, tra uno svuotamento ed un altro (ogni 4-8 ore), con sola acqua potabile o anche un po' di detergente delicato (es. quello intimo, se non vi irrita lì, non potrà irritarvi lei lavata con quello...).
Basterà dargli una sterilizzatina in acqua bollente a fine ciclo ed è pronta per il prossimo (ho un pentolino che uso solo per bollire lei è vado tranquilla).
La mia ginecologa, alla quale a suo tempo avevo comunque richiesto qualche informazione in merito, mi rassicurava sul fatto che in realtà, in assenza di infezioni in corso, quella “zona lì” non è che pulluli di batteri terrificanti. Ma magari sono “fuori”, quindi, oltre alla manutenzione della coppetta, c'è bisogno dell'ovvia accortezze di lavarsi le mani prima di utilizzarla (come del resto si deve fare pure con gli altri assorbenti tradizionali!).
Inoltre su internet ci sono miriadi di informazioni e forum sull'argomento.
La cosa buffa è che nel mio caso la pigrizia me l'ha fatta utilizzare da poco tempo.
E già, perché all'inizio non riuscivo a trovarla nei negozi, oppure mi dimenticavo di fare l'ordine sul web e i cicli passavano.
Poi aspettavo Emiliano e dunque non me ne sono ricordata per un po'.
Nel frattempo mi leggevo forsennatamente tutte le info e faq delle ragazze che la utilizzavano: come fare se “perde”, i trucchi per inserirla al meglio, quando tagliare il gambo e perché, cosa fare se si è in paese senza acqua potabile, ecc.
La maggior parte di loro era entusiasta della libertà che aveva raggiunto, quasi un'ulteriore emancipazione. Si può usare quando si fa sport, al mare e durante la notte. 
Insomma dovevo averla e provarla!
Alla fine l'ho comprata, non ho avuto problemi nell'inserimento, non si sente, non dà fastidio, è fichissima!
Mannaggia a me che ho aspettato tutto sto' tempo!
Ve la stra-consiglio.
Ma c'è da dire che è necessario avere un minimo di “buon rapporto” con il proprio corpo.  Ho amiche con figli (nati con parto naturale senza anestesia) che hanno paura anche a mettere gli assorbenti interni...
E comunque nel nostro paese sembra che per tutto ciò che riguarda la sfera intima o sessuale sia sempre meglio non approfondire.
E poi certamente è un problema culturale. Ho lavorato tanti anni come istruttrice di nuoto e mi sono capitate spesso ragazze che non venivano a lezione perché “erano in quei giorni”, o perché la mamma consigliava di non lavarsi in quel periodo (accidenti! a me sembra di averne più bisogno!).
Sembra assurdo vero? Mica insegnavo nuoto nel medioevo!
Cercavo di fargli capire che l'acqua non poteva essere una controindicazione: non mi sembra che ci siano casi di donne ammalate perché si sono bagnate durante il ciclo! E poi come pensavano che facessero tutte le atlete di nuoto o altri sport acquatici? Saltavano le Olimpiadi o altre gare importanti per una cosa così assolutamente naturale?  E noi istruttrici stesse, se rimanevamo a casa, regolarmente, qualche giorno, tutti i mesi non ci avrebbero più assunte...
Per non parlare dell'informazione: personalmente non ho mai sentito parlare di questo oggetto in TV note o radio. Ma in effetti non ci sono nemmeno pubblicità di questa coppetta, o almeno non devono essere così frequenti, non ne ho proprio mai viste.
Buona coppetta a tutte!!!!

Per approfondire vi consiglio il post “Tutto sulla Mooncup”, anche se è su di una marca in particolare le informazioni sono valide per tutte le coppette.

http://www.mammachimica.it

Per leggere gli altri articoli della rubrica Mamma Chimica clicca qui

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Bibione sarà la prima città italiana a bandire il fumo in spiaggia. I tabagisti saranno spostati in una riserva. Facile la seconda metà di settembre!
(Fonte: IlGazzettino)

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Lo rivelerebbe una ricerca dell’Università di Exeter, Gran Bretagna, durata 20 anni. I risultati dimostrerebbero che chi fa volontariato ha un tasso di mortalità inferiore del 22% rispetto a chi non pratica nessuna forma di solidarietà. Incrementa i livelli di autostima e di felicità, di “inclusione sociale” e dinamismo.
“Dal nostro studio - spiega Sue Richards, capo del gruppo che ha condotto la ricerca - emerge l’effetto positivo che potenzialmente il volontariato può avere su chi lo fa, ma solo se l’iniziativa è spontanea. Se le persone percepiscono il volontariato come un obbligo allora, i benefici dell’attività si annullano.”
(Fonte: Vita.it, segnalata da Damiano P.)

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Attualmente le tinte per capelli, le creme depilatorie e gli smalti non hanno ancora trovato un sostituto nella cosmesi così detta eco-bio.
Il problema è che proprio non si riesce a farli con le stesse prestazioni.
Per gli smalti in effetti la vedo dura, per rimanere belli, brillanti e adesivi all'unghia parecchio tempo devono essere come una vera e propria vernice. E il pericolo maggiore degli smalti tradizionali è la loro applicazione, proprio perché sono pieni di solventi e respirarli non è davvero una cosa salutare!
Possono contenere ethyl acetate, nitrocellulose, acetone. Vi ricordo che tutti i solventi sono neurotossici per inalazione (dannosi cioè per le cellule del sistema nervoso) quindi per non trovarvi in una specie di camera a gas, aprite bene le finestre quando li stendete sulle unghie!
E pensare che una volta nell'Inci dello smalto era possibile anche trovare il toluene come solvente e la formaldeide (cancerogeno di classe 1) come indurente dello smalto stesso! Insomma, terrificanti...
Ultimamente si trovano in commercio gli smalti “ad acqua”, come le vernici ad acqua appunto. Spesso sono di marche americane e reperibili in UK (o siti UK). In effetti i solventi all'interno sono diminuiti e contengono invece delle resine come styrene acrylates copolymer, acrylate polymer emulsion. E' certamente una miglioria, ma le resine stireniche non possono certo essere considerate eco-bio!
Oppure, c'è in vendita uno smalto che si appiccica all'unghia, come una pellicola, e poi si lima per stenderlo bene attorno ai bordi. In generale non so se tappare l'unghia con lo smalto per lunghi periodi di tempo sia proprio una bella idea, ma almeno con questo smalto “in foglietti”, a differenza di quello liquido, si evita di respirare schifezze.

Le creme depilatorie per essere tali devono sciogliere la cheratina del pelo, quindi non potranno contenere acqua fresca! Spesso sono anche piene di molte sostanze allergizzanti e comunque questo prodotto è facilmente sostituibile con altri metodi di depilazione, non credo che le aziende sensibili all'eco-bio stiano impazzendo per un surrogato.

Per quanto riguarda le tinte per capelli, bisogna ammettere che poche donne ci rinunciano.
Ma quelle tradizionali sono forse la cosa più inquinante, nociva e allergizzante tra i cosmetici in commercio. Contengono ammoniaca, paradicloro benzene, pentilendiammina, naftolo, resorcina, insomma tutte molecoline belle tossiche! Inoltre non potete nemmeno fidarvi del fatto che molte non hanno più al loro interno l'ammoniaca, perché magari c'è qualcosa di peggiore, ma senza odore oppure è mascherato da molto profumo (tanto per aumentare il potere allergizzante...).
E infatti le tinte chimiche tradizionali sarebbero vietate in gravidanza....
Purtroppo non esistono coloranti “green” veramente efficaci perché è difficile ottenerli ricorrendo soltanto alle sostanze naturali.
L'unica cosa totalmente vegetale per tingere la capigliatura è l'hennè.
Di solito con questo nome si indicano anche altre piante tintorie. L'hennè vero e proprio è quello “rosso” che deriva dalla pianta Lawsonia inermis, mentre quello usualmente chiamato hennè “nero” è l'indigo, che deriva dalle foglie di Indigofera tinctoria. In realtà l'hennè è più un riflessante che una tinta vera e propria. Infatti, non potete scegliere di che colore far diventare la vostra capigliatura perché, a differenza della tinta tradizionale, non altera irreversibilmente il colore naturale del capello sottostante. Le tinte “chimiche” sfibrano il capello perché lo “aprono”, con l'ambiente fortemente alcalino, per “metterci dentro” il colore e poi lo “richiudono”, a lungo andare questa pratica non lascerà i capelli senza qualche acciacco! Invece i pigmenti colorati vegetali si legano alla cheratina, rendendo il fusto più spesso.
Semplificando molto, l'effetto di colore dell'hennè sul capello può essere paragonato a quello di una velina o pellicola colorata. Quindi se la velina è rossa e il capello è biondo otterremo il color rame, mentre se il capello sottostante è castano avrò solo dei riflessi rossi. Se tra i capelli ce ne sono alcuni bianchi, questi diverranno rossi, in pratica si otterranno delle mèches.
Quindi, per coprire i capelli bianchi, non basterà tingersi solo con l'hennè rosso ma bisognerà poi fare un'ulteriore tinta con una pianta tintoria più scura, esempio l'indigo.  Vale sempre il discorso della carta velina, cioè il colore risultante è dato dalla sovrapposizione dei due hennè. Esistono anche miscele di erbe tintorie che daranno riflessi diversi.
La cosa a cui si deve fare attenzione quando si acquista l'hennè è che sia puro e quindi nell'Inci non compaiano altre sostanze, come metalli, la ppd (para-fenilendiammina) o il picramato di sodio, un colorante rosso sintetico, dannoso per la pelle, che di solito aggiungono in hennè di scarsa qualità, tanto sarà lui a colorare...
Solitamente non scrivo mai di quello che non ho sperimentato in prima persona, ma in questo caso farò un'eccezione, perché credo sia utile mettere “in guardia” dalle problematiche delle tinte tradizionali e trovare invece un buon sostituto.
Il fatto è che non mi sono mai tinta i capelli, anche adesso che cominciano a diventare bianchi. (Me li tengo! Non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea diventare schiava della ricrescita! Tanto si è giovani dentro...).
Perciò, per descrivervi il processo di tintura naturale, vi rimando a questo post: “Una (non tanto) breve guida (un po' mistica) all'indigo”.
E' stato scritto con precisione e minuzia da una ragazza appassionata di cosmesi eco-bio, ma basata su fondamenti scientifici, che ringrazio molto per avere condiviso la sua esperienza. Troverete anche molte informazioni interessanti sulla pianta e sulla molecola di indigo. Inoltre, descrive i vantaggi che potrete ottenere usando l'hennè, per esempio riequilibrare il sebo e la forfora e il fatto che i capelli risultino più voluminosi e protetti. Insomma, viene proprio voglia di provarlo!
Se in futuro dovessi cambiare idea sul tingere i capelli, certamente inizierei consultando quel post.
Mi raccomando, non fatevi spaventare dalla lunghezza e laboriosità del procedimento. Attualmente è l'unica alternativa alle tinte tradizionali e, come sempre, i metodi eco-bio non possono essere a “costo zero”, ci vuole pazienza!
Certamente con l'hennè non è possibile schiarire i capelli.
Se volete dare una schiarita alla chioma in modo sano e naturale, la dott.ssa Riccarda Serri, dermatologa, suggerisce di distribuire bene sui capelli un infuso di camomilla piuttosto concentrato (2-3 bustine in infusione per mezz'ora) e poi di farli asciugare obbligatoriamente al sole. La reazione fotochimica tra camomilla e sole sarà l'artefice del biondo naturale! (dal blog di Io donna).

Per approfondire ecco le fonti:
Biodizionario: Cosmetici e prodotti biodegradabili http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2
Saicosatispalmi forum, i cosmetici l'ambiente e tutto il resto http://forum.saicosatispalmi.org/

www.mammachimica.it

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