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MAMMA CHIMICA (21)

Sara Alberghini, Mamma Chimica

Rubrica a cura di Sara Alberghini, abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica...
Vuoi conoscere Mamma Chimica? L'abbiamo intervistata

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MAMME ZEN (5)

La rubrica Mamme Zen è a cura di Federica Morrone, giornalista, scrittrice, mamma... Buona lettura!

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Alcuni medici delle Midlands, che hanno pubblicato il loro studio sul British Medical Journal, hanno analizzato tutti i 14 romanzi di Ian Fleming, segnandosi ogni drink buttato giù da James Bond. Risultato: Bond beve una media di 92 unità alcoliche alla settimana, quattro volte la dose raccomandata dal National Health Service. Ha un serio problema di alcolismo e difficilmente riuscirebbe ad avere performance sessuali come quelle che si narrano. Anzi, gli tremerebbero le mani, sarebbe perennemente in uno stato di “torpore alcolico” e sicuramente non sarebbe in grado di guidare la sua Aston Martin senza schiantarsi contro un albero.
Lo studio, ironico ma molto serio, servirà a sensibilizzare sul problema alcolismo e incidenti stradali per guida in stato di ebrezza.
Per James Bond invece solo una bella cirrosi epatica.
(Fonte: Focus)

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Al Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna) è stato impiantato per la prima volta in Italia e tra i primi al mondo un pacemaker wireless, senza fili. E' lungo 4 centimetri e pesa solo 2 grammi.
MAI avvicinarlo a un cordless, si eccita!

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Grazie al divieto di fumo in tutti i locali pubblici introdotto nel 2003, alle piste ciclabili, ai nuovi parchi pubblici, ai percorsi pedonali e altre misure simili introdotte dal sindaco uscente di New York Michael Bloomberg nei suoi 12 anni di mandato, dal 2006 al 2010 l'aspettativa di vita a New York si è allungata di 3 anni, più della media nazionale che è stata di 1,7. Si calcola che solo il divieto di fumo abbia fatto diminuire i fumatori del 27%. Vivranno 3 anni in più e probabilmente pioverà tutto il tempo (grande Woody!).
Lo studio è stato pubblicato su Scientific American.
(Fonte: Ansa)

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Secondo il rapporto “Bambini e adolescenti tra nutrizione e malnutrizione. Problemi vecchi e nuovi in Italia e nel mondo in via di sviluppo” dell'Unicef e dell'Istat, l'81,4% delle donne italiane allatta al seno e lo fa per un tempo sempre più lungo, in media più di 7 mesi. Nel 2000 la media era di 6 mesi.
(Fonte: Ansa)

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Nulla più stupisce, anche la più inammissibile assurdità diventa normale in Italia.
Per i genitori è arduo trasmettere rispetto verso qualunque forma di autorità, coloro che dovrebbero rappresentare un punto di riferimento meriterebbero di soggiornare in galera e non di pascere al governo.
Chi mi conosce sa che mi impegno per la pace privata e collettiva. Sono consapevole che questo mi conduca spesso a sfiorare il ridicolo, soprattutto quando invito con fermezza i componenti della mia famiglia a usare parole gentili, e non per ipocrita perbenismo o esagerata ricerca di educazione formale.
Anzi.
Quando ci esprimiamo in modo garbato così come quando cantiamo un mantra, la vibrazione influisce positivamente sul cervello, generando virtuosismi in tutto il corpo. Diventiamo quello che pronunciamo, questo vale per un’espressione benevola ma anche per le parolacce, quindi è importante dedicare attenzione ai suoni che emettiamo.
Convinta come sono che ai bambini non si possa rompere su tutto – devi scegliere – io ho dato prelazione ai modi gentili. Insomma non sgrido mia figlia se mangia con le mani, ma non le lascio passare una risposta scortese. Credo che alla fine i comportamenti dei figli siano anche conseguenza delle nostre priorità.
Scendo in piazza in nome della pace da quando ho 14 anni, ho iniziato a portare con me mia figlia Ginevra appena è nata, avvolta da una sciarpa arcobaleno dentro il marsupio. Ora è alle medie e ancora continua a marciare. Da quando è piccina mi ha denominato “pace interiore” e per imitarmi si mette nel loto con le mani in gyan mudra. Confesso che gongolo ravvisando l’immagine che ha di me.
Eppure mi è successo qualcosa. Sto perdendo colpi.
In questi giorni proprio non riesco a restare tranquilla.
Medito.
Ma nella mente
“basta basta basta basta basta”
tende a sostituire
“shanti shanti shanti shanti shanti”.
Ho acquisito una certa abilità nell’andare a prendere la mente per riportarla dove scelgo io, consapevole che siamo noi padroni del pensiero e non il contrario. Ma stavolta la mia mente -mentre quotidianamente passeggia insieme a me e all’infante Lorenzo per le vie del centro storico di questa Roma che da tempo cerco di lasciare per un borgo toscano (un giorno ci riuscirò!) - si ribella. Andavo a scuola in questo quartiere e fin da ragazzina incontro politici appartenenti sulla carta a schieramenti avversi a braccetto, seduti nei tavolini all’aperto di esosi ristoranti sorridono complici dopo che la sera prima si sono insultati in qualche salotto televisivo. Teatrini organizzati per noi poveracci, e se fino ad oggi ci hanno trattato da tonti in fondo non abbiamo fatto altro che dar loro ragione.
Agli albori della mia professione, diciassettenne, intervistai un sincero deputato socialista che confessò: “Sarei disposto a vendere mia madre per non perdere i privilegi acquisiti”. Ora che stanno vendendo anche l’aria dei nostri figli, noi siamo ancora immobili.
Ci credo che la mia mente non vuole saperne di restarsene quieta. È tempo di agire!
Camminando davanti al Senato con Lorenzo in braccio, immagino una folla di bambini di tutte le età che insieme ai genitori lanciano pannolini usati sui nostri politici. Mi sembra di ascoltare le voci dei più grandicelli: “Questa è la rivoluzione dei bambini! Vogliamo pappa, cure, giochi e cioccolatini!”
Le cariche delle forze dell’ordine, a cui sempre più spesso dall’alto viene chiesto di intervenire violentemente per debellare ogni forma di protesta, in questo caso non ci sarebbero. Chi mai potrebbe manganellare o buttare gas lacrimogeni su una folla di bimbi? Chi mai potrebbe considerare un’arma degli innocenti pannolini amorevolmente tolti dai sederini di teneri poppanti? Chi mai potrebbe non condividere la necessità di restituire loro almeno una speranza di futuro?
E allora mi piace pensare a un Pasolini sorridente, che da qualche dimensione lontana vede carabinieri e poliziotti con prole al seguito partecipare alla rivoluzione dei bambini. Stare dalla stessa parte di chi come loro fatica ad arrivare a fine mese, a comprare il necessario per andare a scuola, il cappottino quando fa freddo, che deve chiedere ai piccoli di rinunciare al nuoto perché non riesce a pagare la retta.
Cominciamo a mettere da parte i pannolini…
Rischio incriminazione per istigazione a delinquere?
Tentare di riprendersi almeno i sogni non credo sia un crimine.

Federica Morrone

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Guardare in tv una gara di corsa mette i muscoli in allerta, come se quella gara dovesse farla lo spettatore. Aumentano pure il battito del cuore, il respiro, la sudorazione e il flusso del sangue cutaneo.
Le reazioni dell'organismo durante l'attività fisica altrui sono state misurate dai ricercatori della scuola di medicina della University of Western di Sydney, Australia. Lo studio è stato pubblicato su Frontiers in Autonomic Neuroscience.
La reazione inizia dopo 22 minuti di visione di sport vigorosi e svanisce a fine gara.
Non funziona con il golf e il carling e se guardate il rugby a fine partita avrete anche un occhio nero.
(Fonte: Ansa.it)

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A dirlo è una ricerca del Dana-Faber Cancer Institute pubblicata sulla rivista New England Journal of Medicine. Mangiare quotidianamente alcune noci riduce il rischio di morte del 20%. 30% se le sgusciate!
(Fonte: IlGazzettino)

Mick Jagger diventerà bisnonno!
Il suo segreto? Le noci ovviamente...

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Quando leggete un messaggio di posta elettronica o scorrete le email in posta in arrivo trattenete il respiro?
Soffrite, anche se non è ancora considerata una vera e propria patologia, di apnea da email, un comportamento che secondo il National Institute of Health americano riguarda l'80% delle persone che stanno davanti a un computer (quando stiamo al telefono succede invece il contrario, tendiamo ad andare in iperventilazione).
Due le cause: una scorretta postura tenuta davanti al pc che impedisce di respirare in maniera ottimale e il fatto che molto spesso reputiamo l'arrivo delle email come qualcosa di stressante.
Le soluzioni: rilassarsi, sedersi in modo composto e se notate che trattenete il respiro, saltate le mail troppo lunghe...
(Fonte: Corriere.it)

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Promosso dall’Associazione medici cattolici, dal Rotary Club di Lucca e dall’Arciconfraternita di Misericordia, in collaborazione con la Caritas e con l’Usl 2 di Lucca, offrirà assistenza sanitaria gratuita a chi non ha un medico di base (soprattutto immigrati).
L’ambulatorio funzionerà una volta alla settimana a partire da metà gennaio 2014 e all’interno opereranno medici volontari e infermieri.
(Fonte: Luccaindiretta.it)

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La notizia della mia gravidanza aveva alimentato diversi opinionisti che si erano espressi sulla differenza tra l’avere un figlio a trent’anni e uno a quaranta. Con la scusa di elargire buoni consigli avevano in realtà lanciato i loro anatemi con l’aggiunta di visioni apocalittiche. Tra tutti, come spesso accade, si era distinta mia madre già alla prima notifica. Dopo che per mezz’ora l’avevo implorata di sforzarsi di non reagire in modo aggressivo all’annuncio che stavo per darle, avevo finalmente preso fiato: «Sono incinta» e lei ascoltando le mie preghiere aveva urlato : «O Dio NO! Non ce la farai!». Qualche giorno dopo mi aveva telefonato per dirmi che aveva sognato il bambino, inizio a rassicurarmi, «moriva perché mi dimenticavo di dargli da mangiare». Vorrà dire che non glielo affiderò, credo nei miracoli, ma non è ancora arrivato il momento. Mia madre non considera i figli una benedizione bensì un ergastolo (sorvoliamo sui danni che questo avrebbe potuto crearmi se non avessi deciso di salvarmi da sola).
Dieci anni prima non aveva reagito meglio: «La tua vita è finita», temendo che avrei danneggiato la mia professione; poi ci aveva pensato l’editto bulgaro a provocare il licenziamento di tutta la mia redazione, lasciandomi fare la mamma di Ginevra a tempo pieno.
Con i nonni paterni peggio. Lorenzo ora ha cinque mesi, l’hanno visto solo appena nato, non sono mai venuti a trovarlo. Non avrei mai immaginato che l’integralismo cattolico fosse tanto oscuro. Niente perdono. Solo colpe. In primo luogo quelle del figlio scappato dal gruppo cattolico in cui è immersa l’intera famiglia, e quindi abbandonato a se stesso e privato dei benefici di cui hanno usufruiti i suoi cinque fratelli. Hanno sentenziato che finché Lorenzo non sarà battezzato è fuori dal regno di Dio (quindi anche dal loro). L’unica offerta che è arrivata è quella di cercare un prete disposto – in via eccezionale – ad accettare Lorenzo anche se nato da genitori non sposati, ma non hanno mai pensato alle molteplici necessità in un momento in cui anche un pacco di pannolini farebbe comodo.
Lorenzo è un bambino pieno di luce, benedetto dall’amore, ero pronta a battezzarlo come ho fatto con Ginevra a due mesi, ma queste pressioni mi hanno fatto cambiare idea, le ho percepite come una violenza, per ora non gli farò bagnare la testa, a meno che non arrivi qualcuno che mi ricorda Don Gallo.
Questo è il quadro, quindi ben vengano nonni d’adozione! Ginevra e Lorenzo sono pronti ad accoglierli nel loro mondo di coccole.
Per adesso siamo soli e la frase che mi sono sentita ripetere più spesso in questo periodo è «ci vuole il tuo coraggio per fare un altro figlio». Sono ben altre le situazioni complicate e onestamente ritengo che la parola coraggio sia abusata anche se circoscritta a una condizione borghese. Solo perché abbiamo pochi soldi, una casa piccola, perché deviricominciaretuttadaccapoquandoormaiavevidato e non ci possiamo permettere molto. Certo non corrispondo al clichè della quarantenne in carriera che avendo conquistato il successo professionale vuole procreare e ha già camera del bimbo, tata, vacanze programmate al mare e in montagna. La mia vita l’ho dedicata ai sentimenti, convinta di poter vivere nello scambio e nella condivisione, ho dimenticato di pensare agli aspetti più pratici. Sono fuori dal sistema, un po’ fuori in generale.
Complicato procreare in tempo di crisi, se almeno lo Stato fosse soltanto assente. La persecuzione dello Sceriffo di Nottingham si aggiunge alla carenza di asili, sanità pubblica stremata, mancanza di qualunque tipo di aiuto, privazione di diritti basilari; e non c’è nessun Robin Hood all’orizzonte.
La difficoltà consiste nel crescere i figli in solitudine, senza scambio di aiuto. Noi che nell’indole siamo tribù ci ritroviamo chiusi in celle alienanti. I bambini non appartengono ai propri genitori, sono magiche entità che una comunità intera dovrebbe crescere attingendo alle proprie conoscenze, talenti, attitudini.  
Nell’abbraccio di un bambino si ritrova il significato dell’esistenza. Come nel bellissimo film Il pianeta verde (lì vorrei vivere!) possiamo ricevere nutrimento ed energia vitale tenendo tra le braccia un neonato.
Usciamo dall’inutile assillo della proprietà, il mio non rende felici, è un inganno indotto dal sistema, mettiamo a disposizione, mettiamoci a disposizione.
Più si diventa adulti, più si diventa metodici, i bambini ci costringono a stare nel cambiamento, mantengono cuore e mente giovane.
Quante persone ripetono che non rinuncerebbero mai ai propri ritmi, soprattutto in un’età in cui le abitudini sono ormai consolidate e non si ha più voglia di rimettersi in gioco. Ma guardiamoci intorno, siamo tutti precari e instabili, l’immobilità è pura illusione.
Non mi prendo in giro, dieci anni si sentono, il fisico allenato dallo yoga aiuta, ma devo concentrarmi per affrontare l’incessante susseguirsi di cambiamenti, mentre prima era tutto più fluido.
Sono passate le colichette! Non fai in tempo a esultare che iniziano i fastidi ai denti. Finalmente dorme fino alle otto, non lo racconti in giro per scaramanzia; arriva l’ora legale a scombussolare tutto.
È curioso come ora richiedano impegno soprattutto le piccole cose. Impossibile sedersi, in tutti i sensi.
Mentre preparo la prima pappina per Lorenzo che mi guarda, e il sugo preferito di Ginevra che sta per tornare da scuola (l’inizio delle medie e la nascita del fratello rinnovano la richiesta di attenzioni), penso che ci vorrà molto tempo prima di riuscire a ritagliare uno spazio tutto per me. E sorrido.

Federica Morrone

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