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MAMMA CHIMICA (21)

Sara Alberghini, Mamma Chimica

Rubrica a cura di Sara Alberghini, abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica...
Vuoi conoscere Mamma Chimica? L'abbiamo intervistata

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MAMME ZEN (5)

La rubrica Mamme Zen è a cura di Federica Morrone, giornalista, scrittrice, mamma... Buona lettura!

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Lanciata nel 1999 è una vera e propria maratona benefica di masturbazione per raccogliere fondi e sensibilizzare sull’argomento attraverso il passa parola. E il passa mano.
Su Wired.it potete leggere un'intervista a Carol Queen, fondatrice del Center for Sex & Culture, promotrice dell'iniziativa.

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Lezione con Enrica Rame per la scuola di Naturopatia Complementare. Per maggiori informazioni su questa iniziativa ScuolaNaturopatiaPerugia.
Streaming del secondo seminario della Scuola. CLICCA QUI

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Ovviamente non resisto.
E' assolutamente impossibile per me non decantare le meraviglie della chimica anche ai miei figli.
Con linguaggio semplice, certo! Ma cercare di spiegare scientificamente perché avviene una certa cosa è per me irresistibile...
Inoltre tutto è chimica e se non esistesse sparirebbero così tante cose!
Ma nonostante il mio entusiasmo, c'è sempre chi mi “smonta”: a partire da alcuni miei studenti (non tutti eh!), che con molta sincerità mi dicono: “a professorè, se vede proprio che le piace sta materia, ma a noi nun ce frega niente...”.
Allora, mi concentro su Emiliano, 6 anni, tutto contento di vedere “cosa insegna mamma a scuola”.
Ecco alcuni esperimenti semplici semplici, ma di sicuro effetto per i più piccini.
Niente di pericoloso! Sono certa che la maggior parte degli ingredienti li avete già in cucina.
Vi consiglio di effettuare gli esperimenti su di un vassoio, una tovaglia di plastica o un ripiano che possa essere facilmente lavato, dato che cadrà del liquido.

1) IL VULCANO
Prendete una tazzina e metteteci un po' di aceto (un dito circa), poi versateci sopra, tutto insieme, un cucchiaio di bicarbonato di sodio.
Si formerà molta schiuma che farà fuoriuscire il tutto, come se fosse la lava del vulcano. Se aggiungerete all'aceto un po' di colorante alimentare rosso, diventerà ancora più realistico l'esperimento.
Cos'è successo? è avvenuta una reazione chimica!
L'aceto è una sostanza acida, mentre il bicarbonato di sodio è leggermente alcalino. Mischiati insieme reagiscono e formano un gas chiamato anidride carbonica, responsabile della vigorosa effervescenza.

2) LA MONGOLFIERA
Prendete una piccola bottiglietta (es. di succo di frutta) e versateci il solito dito di aceto. Poi mettete un cucchiaio di bicarbonato in un palloncino (magari aiutandovi con un imbuto).
Attaccate il palloncino alla bocca della bottiglietta meglio che potete. Poi, tirandolo su, fate cadere tutto il contenuto all'interno della bottiglia. Il palloncino si gonfierà “magicamente” da solo.
Cos'è successo? Anche in questo caso è avvenuta la reazione chimica tra il bicarbonato e l'aceto, con formazione di anidride carbonica gassosa, che questa volta ha gonfiato il palloncino.

3) LA POZIONE MAGICA
Mettete acqua e un po' di vino rosso in un bicchiere trasparente, poi aggiungete un cucchiaino di bicarbonato. Voilà! Il vino è diventato blu!
Cos'è successo? Il vino è formato da tante sostanze. Alcune di queste diventano più scure se vengono mischiate con una sostanza alcalina, come per esempio il bicarbonato di sodio. Anche qui è avvenuta una reazione chimica, che ha dato origine ad una sostanza (prodotto) diversa da quelle di partenza e che si nota molto bene grazie al diverso colore. Una cosa analoga avviene quando aggiungete il limone al te e lui si “scolorisce”.

4) LA POLVERE MAGICA
Mettete un po' di bicarbonato in un piattino e versate qualche goccia di vino rosso: il bianco bicarbonato non diventerà rosso ma blu!
Cos'è successo? La stessa cosa di prima, la lieve basicità del bicarbonato trasforma i componenti colorati del vino da rossi in blu.

PS: se al posto dell'aceto userete una soluzione di acido citrico sarete anche meno impattanti sull'ambiente.

PPS: alcuni di questi esperimenti li ho fatti anche in classe, in un liceo ed in molti si sono divertiti!
La speranza è di far rimanere più “impresso” agli studenti che in una reazione chimica le sostanze si trasformano in altre, nuove e diverse e che ci sono degli “indizi” che ce lo fanno capire (la formazione di bollicine, il cambiamento di colore, ma anche la variazione di temperatura e la formazione o scomparsa di un solido).
Ovviamente tutto di mia iniziativa e portato da casa! A scuola non c'erano laboratori o reagenti da utilizzare...
Buone pozioni!

Sara Alberghini
http://www.mammachimica.it/

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Nel 2013 il Veneto ha centrato un obiettivo molto importante: l'autosufficienza regionale in emocomponenti. I donatori di sangue veneti sono riusciti a soddisfare l'intero fabbisogno della Regione.
L'Avis registra l'arrivo di 10mila nuovi donatori attivi che hanno sostituito i circa 9mila usciti per raggiunti limiti di età (65 anni).
(Fonte: Mattinopadova.gelocal.it)

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Seconda parte (leggi qui la prima) delle pillole brevi di Mamma Chimica. Buona lettura!

Detergente intimo al posto dello shampoo
Può capitare di avere prurito al cuoio capelluto e anche una certa desquamazione della cute dopo essersi lavati i capelli. Oppure notare che si sporcano in breve tempo. Forse la colpa è del detergente che contiene tensioattivi troppo aggressivi, oppure perché lavando troppo spesso i capelli si ottiene l’effetto opposto: sgrassando troppo la cute, questa reagisce producendo più sebo per proteggersi, poverina! Comunque, in tutti questi casi, potreste provare a lavare i capelli con un detergente intimo (con buon INCI ovviamente) e con molta probabilità risolverete il problema. I detergenti intimi infatti, per loro natura, sono formulati per essere molto delicati e questo può aiutare a dare un po’ di sollievo al cuoio capelluto.
Così avrete capelli puliti e cute non stressata!

Oli essenziali
Gli o.e. sono oli profumati derivanti da piante, fiori o frutti. Vengono ottenuti tramite l'estrazione o la distillazione di enormi quantità di pianta (da cui deriva anche il loro prezzo elevato).
Oltre a profumare, hanno molteplici proprietà: antibatteriche, analgesiche, tonificanti, cicatrizzanti, ecc. che dipendono dal principio attivo in essi contenuto. Vengono quindi usati in cosmetica, in aromaterapia e anche per uso interno.
Però, nonostante siano “naturali” non significa che sono “innocui” (anche l'arsenico è naturale!).
Anzi, proprio perché al loro interno ci sono sostanze chimiche molto attive e concentrate, sono potenzialmente tossici, alcuni sono irritanti, altri fototossici.
Quindi vanno usati con molta attenzione e solo nelle dosi consigliate. Non si può “improvvisare” e metterne un numero di gocce “a caso”. Non vanno mai utilizzati puri sulla pelle e alcuni sono assolutamente da evitare in gravidanza e sui bambini (da cui vanno comunque tenuti alla larga perché alcuni o.e. potrebbero essere anche letali se ingeriti).
Se sono puri e non dispersi in una fase alcolica, non si sciolgono in acqua, perché appunto sono oli, ma galleggeranno sulla superficie.
Quindi non ha senso aggiungerli, per es., al detersivo per la lavatrice fai da te e pensare che poi profumerà il bucato. In questo modo sprecheremo l'olio essenziale per due motivi: al primo prelievo di detersivo verseremo tutte le gocce insieme; inoltre queste gocce non si attaccheranno ai tessuti, perché non hanno i fissativi del profumo artificiale come nel detersivo tradizionale!
Non sono esperta di oli essenziali e non ne faccio uso attualmente.
Ma potrete trovare informazioni interessanti nei seguenti siti (non solo su come usarli ma anche come “scoprire” se sono davvero puri e naturali e non sono stati soggetti a sofisticazioni, ahimè molto frequenti).
infoerbe.it di Marco Valussi, esperto e consulente della parte botanica del Biodizionario il forum di Fabrizio Zago, Forum di Lola, Forum di Barbara

Il fenossietanolo
Il fenossietanolo è un conservante usato nei prodotti cosmetici, anche in quelli per bambini.
Il suo nome nella lista degli ingredienti (INCI) è Phenoxyethanol.
E' una molecola di derivazione completamente sintetica (cioè prodotta in laboratorio) ma discreta dal punto di vista ambientale.
Non è tra i peggiori conservanti in circolazione (anzi), ma già da qualche anno è oggetto di molte discussioni riguardo alla sua pericolosità.
Certamente non potrà essere una molecola tanto “innocua”, perché il suo lavoro è appunto quello di uccidere i microorganismi (ogni crema o detergente a base di acqua marcirebbe e diventerebbe un ricettacolo di batteri, che poi ci spalmeremo addosso, se non ci fossero conservanti al loro interno!).
Attualmente, in alcuni paesi europei, questa sostanza è stata bandita.
Il problema che gli si contesta è la possibile presenza di diossano cancerogeno, che si può formare durante la sua produzione. Stesso problema evocato per lo SLES e che ha scatenato le medesime campagne allarmanti. Però, nonostante se ne parli su riviste e su siti web, non ci sono dati scientifici o pubblicazioni in merito da controllare.
E' vero che è molto frequente la scoperta di effetti negativi dovuti a conservanti ritenuti “perfetti”, vedi l'accoppiata sorbato/benzoato, che in alcune persone causa forti irritazioni.
Ed è anche vero che spesso si punta il dito su di una molecola, per nascondere qualcosa di peggio. (Vi è mai capitato di leggere in etichetta “senza” questo e quest'altro e poi trovarvi in inci il cessore di formaldeide cancerogena? A me sì...)
Quindi, secondo me la parola d'ordine è VIGILARE, come sempre....
Se avrò aggiornamenti scientifici li posterò.
Magari cercherei comunque di evitare quelle creme che lo contengono e sono destinate a bimbi sotto i 3 anni.
(Per approfondire: forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili)

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Dopo San Francisco e Chicago, anche l'Italia, per la prima volta, avrà una sala yoga nell'aeroporto di Venezia, per dar modo ai passeggeri in transito di rilassarsi, prepararsi al volo ed evitare problemi alla schiena e alle articolazioni.
Le lezioni saranno guidate da Benedetta Spada, insegnante di Hatha Yoga, Ashtanga, Yoga Dinamico e Danza Yoga. Il servizio è attivo dalle 8.30 del mattino alle 14 con sessioni di 15 minuti.
(Fonte: Huffingtonpost.it)

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Il programma si chiama “Prescribe a bike” ed è stato lanciato dal Boston Medical Center, in Massachusetts,  per combattere l'obesità. La prescrizione dell’utilizzo della bici a un paziente consente a quest’ultimo di usufruire del servizio di bike sharing pagando l’abbonamento solo 5 dollari, anziché 85. E in più gli viene dato un caschetto gratis.
(Fonte: Lifegate.it)

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Nel nuovo ospedale di Legnano c'è anche una palestra, la prima in Italia costruita dentro un'azienda ospedaliera e a disposizione di medici, infermieri, pazienti e familiari.
“La palestra è fondamentale. – ha dichiarato Antonino Mazzone, direttore del Dipartimento Area medica - Dobbiamo dare l’esempio perché il movimento fisico, ginnastica, bicicletta e camminate a passo veloce, non solo fa dimagrire ma riduce la glicemia, i livelli di colesterolo e la pressione arteriosa: grazie allo sport, è stata calcolata una riduzione pari a 15 millimetri di mercurio”.

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E' la prova scientifica della scoperta dell'acqua calda. Secondo uno studio diretto dal professor Amit Gefen del Dipartimento di Ingegneria Biomedica dell'Università di Tel Aviv, stare seduti troppo a lungo innesca un processo di “espansione cellulare” del lato B. Per sostenere il carico dell'intero corpo la crescita può arrivare al 50%.
Secondo la ricerca, pubblicata sul giornale scientifico Biofisica, la vita sedentaria può provocare obesità più di una dieta scorretta.
Da riscrivere il detto “Che botta di culo”, ora è “Che espansione cellulare!”.

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Brevi news, aggiornamenti, consigli e informazioni dalla nostra Mamma Chimica. Buona lettura!

Talco per tenere lontane le formiche, un rimedio semplice e non tossico!
Solitamente non circolano tante formiche in giardino, ma verso fine luglio cominciano ad arrivare in massa, ed eccole numerose dopo il pranzo o la cena sotto il seggiolone di Claudia. Ma non è questo il problema, sono le lunghe scie che a volte si formano vicino all’entrata della cucina che mi preoccupano…di certo con 2 bambini e un gatto non mi metterò mica a spruzzare repellenti strani! Per evitare che entrino e ritrovarmele così in tutta la cucina, cospargo lungo la soglia del semplice talco e vi assicuro che stanno alla larga! Vi confesso che non conosco il motivo della sua efficacia, probabilmente è il profumo che le stende! O forse è anche il fatto che il talco che ho in casa (vecchio di millenni perché lo usava mio papà per riporre canotti e gonfiabili per il mare durante l’inverno) contiene Belzalkonium chloride, un conservante e quindi con proprietà battericide?
Per approfondire c’è un post dedicato sul forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.

Aggiornamenti scientifici
Vi segnalo 2 post interessanti sul forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.
Il primo, del 10 luglio 2013, è della dottoressa Riccarda Serri (Riky), dermatologa, in cui si parla di conservanti allergenizzanti a seguito di recenti studi effettuati: “The American Academy of Dermatology is alerting its dermatologists to methylisothiasolinone. Alone or in combination with methylcholoroisothiasolinone, the preservative “can be found in some face creams, mascaras, shampoos, body washes and even wet wipes.” Unfortunately, the AAD is “calling it the contact allergen of the year because it’s causing skin rashes at an increasing rate.” Some people who use products containing the substance are ending up with contact dermatitis as a result of an allergic reaction.”. (L'American Academy of Dermatology avverte i suoi dermatologi a proposito del methylisothiasolinone. Da solo o in combinazione con methylcholoroisothiasolinone, il conservante può essere presente in creme per il viso, mascara, shampoo, bagnoschiuma e salvettiene umidificate. Purtroppo l'AAD è da considerarsi un allergene e sta causando eruzione cutanee con un tasso sempre crescente. Alcune persone che utilizzano prodotti contenenti questa sostanza finiscono per aver dermatiti da reazioni allergiche).
Il secondo post è del 25 luglio 2013, da parte di Fabrizio Zago e relativo ad una sostanza spesso presente nei detergenti, la Cocamide DEA: “Da quando esiste questo forum e da quando esiste il Biodizionario abbiamo sempre sostenuto che la Cocamide DEA doveva essere considerata sostanza a doppio pallino rosso. Oltre a noi, adesso e con 13 anni di ritardo, anche altri enti importanti stanno arrivando alle stesse conclusioni: “California’s Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHHA) has listed Cocamide DEA (CAS No. 68603-42-9) on Proposition 65.”
Le sostanze citate sono appunto considerate da tempo poco adatte alla formulazione cosmetica e quindi, se presenti nell’inci, mi fanno scartare il prodotto. Ma la pubblicazione di articoli scientifici in merito non fa altro che confermare la preziosità del Biodizionario e la competenza e lungimiranza del suo creatore, il chimico Fabrizio Zago.

Avvertenze di un ammorbidente tradizionale
A proposito di profumi e sostanze strane che ci sono nei detersivi tradizionali, mi sono imbattuta in questo prodotto che mi è arrivato per posta come pubblicità.
È il campioncino di un nuovo ammorbidente, già super pubblicizzato.
Premetto che non ho in casa ammorbidenti da secoli proprio perché non voglio residui sul bucato, ma l’etichetta mi ha lasciato comunque a bocca aperta!
Dunque, tra le varie cose è scritto:
“Contiene tetramethyl acetyloctahydronaphthalenes. Può provocare una reazione allergica.
Non usare mai il prodotto direttamente sulla biancheria, non travasare mai in bottiglie per alimenti.
ATTENZIONE: gli ammorbidenti liquidi possono aumentare l’infiammabilità dei tessuti, usare più prodotto di quanto consigliato può aumentare questo effetto.
EVITARE di usare il prodotto in questi casi: sui pigiami dei bambini, sui capi etichettati come non infiammabili, sui capi in fibre soffici (come lana, velluto, ciniglia e spugna)”…praticamente su nulla!
Ma con che coraggio lo vendono e con che coraggio lo comprano???

“Lavarsi” con le farine
Un'idea eco-bio-veloce-economica per lavarsi, in alternativa al solito detergente a base di tensioattivo, è usare le farine!
Per esempio per il viso la farina d'avena è la più delicata e lenitiva, mentre la farina di riso ha un effetto esfoliante (tipo scrubb leggero) e rinfrescante.
Basterà mettere un po' di farina sulla mano, aggiungere acqua e spalmare la pappetta sul viso massaggiando, come se fosse un normale sapone. Si sciacqua e il gioco è fatto! Se siete truccate, otterrete un risultato migliore usando prima un po' d'olio o latte su un batuffolo di cotone per togliere il trucco.
Le farine potete tenerle in bagno, in un barattolo chiuso per evitare che assorbano umidità e con all'interno qualche chiodo di garofano (dalle blande proprietà antibatteriche). Personalmente trovo molto comodo utilizzare il contenitore “dosa zucchero”, quello che quando lo rovesci esce appunto una dose di farina.
La farina di grano saraceno è invece un ottimo rimedio per pulire le mani quando si dipinge ad olio.
Per i capelli potreste provare la farina di ceci, anche in questo caso dovete diluirla con acqua tiepida e passarla bene tra i capelli bagnati e sul cuoio capelluto, poi va risciacquata con cura. Non vi venga in mente di usare la farina bianca (tipo 00 ) sui capelli: vi si appiccicheranno tutti e toglierla sarà una vera rogna! (Più la farina è ricca di glutine e maggiore sarà l'effetto colla).
Anche per il corpo è ottima la farina d'avena. Molti si sbizzarriscono unendo più farine diverse, profumandole con spezie in polvere (cannella, salvia, basilico, rosmarino, cacao) o gocce di olio essenziale.
Invece, per pulire il sederino dei neonati in caso di pupù, ho sperimentato con successo la pappetta fatta con amido di riso sbriciolato e acqua: lenitivo e soprattutto senza profumi e tensioattivi. Ottimo ovviamente anche per il bagnetto!
Per correttezza, c'è da dire che in realtà le farine non “lavano”, ma piuttosto “puliscono”.
La pappetta di farina o di amido sfregata sulla pelle, adsorbe ed emulsiona via lo sporco, rimuovendolo meccanicamente, in modo delicato e certamente meno “invasivo” del tensioattivo. Analogamente, i grassi contenuti nell'olio o nel latte si miscelano con quelli contenuti sul viso e sul make-up, che potranno così essere più facilmente rimossi. In pratica è l'antica tecnica di pulizia e igiene, quando non esisteva l'industria dei tensioattivi si combatteva lo sporco con una cosa analoga es. il grasso con il grasso (metodo omeotropico).
Il sapone invece lava e deterge, eliminando “brutalmente” tutto ciò che incontra sul viso o sul corpo (grassi esogeni ed endogeni) con il meccanismo che ho già descritto qui, esattamente come si lava un piatto o il pavimento (metodo allotropico: qualcosa che va contro il male da combattere, il contrario dell'omeotropico).
Per approfondire ci sono moltissimi post sul forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.

Mamma Chimica è Sara Alberghini, futura abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica
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