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MAMMA CHIMICA (21)

Sara Alberghini, Mamma Chimica

Rubrica a cura di Sara Alberghini, abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica...
Vuoi conoscere Mamma Chimica? L'abbiamo intervistata

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MAMME ZEN (5)

La rubrica Mamme Zen è a cura di Federica Morrone, giornalista, scrittrice, mamma... Buona lettura!

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Ci sono alcune sostanze consentite nella formulazione dei cosmetici, che possono scatenare reazioni allergiche. La maggior parte sono i componenti del profumo (i così detti allergeni del profumo) ma risultano allergizzanti e sensibilizzanti anche alcuni conservanti o sostanze naturalmente presenti negli estratti vegetali. C'è per esempio il linalolo (contenuto in molti oli essenziali, es. in quello di lavanda), l'eugenolo (nell'olio essenziale di chiodi di garofano), l'alcool benzilico (un buon conservante).
Non tutti ovviamente hanno lo stesso potere allergizzante.
La lista delle sostanze potenzialmente sensibilizzanti era formata inizialmente da 26 molecole ma nel tempo si è allungata e nella prossima direttiva europea dovrebbero essere di circa 140.
Infatti, da studi recenti, sembra che le allergie siano dovute all'accumulo nell'organismo di determinate molecole. All'inizio, quando la quantità di tali componenti è bassa, non danno particolari problemi. Poi, improvvisamente, quando aumenta la loro presenza nell'organismo, questo non ne può più e si "sensibilizza" e così manifesta l'allergia, con rossori, pruriti, ecc. anche a distanza di anni.
Ecco perché i prodotti per bambini dovrebbero essere del tutto privi di profumo!
Il problema è che non tutti reagiamo allo stesso modo, quindi è molto difficile stilare delle liste o dare delle regole generali.
Proprio per informare il consumatore, la normativa vigente sui cosmetici (Regolamento CE 1223/2009, articolo 19, paragrafo 1, lettera g) prevede che i 26 allergeni vengano indicati sull'etichetta, nella lista degli ingredienti, se la concentrazione di queste sostanze supera i seguenti valori limite: 0,001 % nei prodotti da non risciacquare (per esempio le creme) e 0,01 % nei prodotti da sciacquare (come shampoo e bagnoschiuma).
Ovviamente se sono in quantità minori non compariranno in etichetta, ma questo non significa che non ci siano. Per questo motivo a volte qualcuno lamenta strane reazioni con cosmetici dall'Inci impeccabile...
Che gli allergeni siano presenti in derivati di piante e fiori non deve sorprendere, la "febbre da fieno" è arcinota e i super starnuti che ne derivano sono ovviamente causati da alcune sostanze presenti nel naturalissimo fieno! 
In alcuni cosmetici viene dichiarato che gli allergeni derivano solo da estratti vegetali o da oli essenziali, questo però non limita in qualche modo il problema della sensibilizzazione. Un allergene è un allergene, quello "naturale" non è migliore o più buono di quello proveniente dal laboratorio chimico, cioè di sintesi. Cioè, la bella molecolona di linalolo, è la stessa, sia nel naturale olio essenziale sia se creata dall'industria.
Come ripeterò sempre, TUTTO è chimica, c'è poco da fare!
Naturale non significa "innocuo" e sintetico non significa "brutto e cattivo", dipende dalla molecola!
Ovviamente, non è in discussione la cura e l'impegno con cui vengono prodotti i cosmetici da alcune aziende, magari italiane, che utilizzano materie prime di qualità, erbe e piante coltivate in modo sostenibile, senza pesticidi e veramente a km zero (direttamente in azienda).
Secondo me, in questi casi, questi prodotti hanno un valore aggiunto rispetto alla produzione industriale E, sempre per i motivi sopracitati, i profumi sintetici super pubblicizzati non sono paragonabili con quelli fatti artigianalmente, solo con oli essenziali, magari estratti con tecniche tramandate da generazioni o seguendo delle antiche tradizioni, che denotano una grande passione per le piante e la natura (ho avuto il piacere di conoscere la creatrice di Olfattiva, Barbara Pozzi, esperta di OE e distillazione. L'amore e la cura con cui li prepara è talmente evidente e piacevole che certamente i suoi profumi sono migliori!).
Però, chimicamente parlando, se le molecole sono uguali, sono uguali.
Il nostro corpo non può distinguere se l'allergene è di sintesi o se è naturale, per lui sono due molecole identiche. Ed è quindi identico il loro potenziale potere allergizzante.
Inoltre, per quanto riguarda gli oli essenziali, a parte il potere allergizzante, c'è anche un altro aspetto da considerare, ovvero l'impatto ambientale.
C'è un post molto interessante sul forum di Fabrizio Zago, che vi consiglio di leggere, ovvero il "Paradosso dei profumi naturali".
In pratica si evince che usando un OE si è certi di avere un prodotto... inquinante.
Lo so, l'OE è tutto naturale, ma i dati scientifici dicono questo...
In pratica sono state analizzate e paragonate le frasi di rischio ambientale, indicate nelle schede di sicurezza delle materie prime, sia della fragranza di lavanda (sintetica) sia dell'olio essenziale di lavanda. Il risultato è che nelle fragranze sintetiche gli ingredienti presenti con frasi di rischio ambientale corrispondevano allo 0,2-2% degli elementi dichiarati, mentre nell'OE risultavano circa il 31-61% degli elementi dichiarati.
In effetti, tutto ciò può sorprendere, ma dobbiamo considerare che i naturalissimi OE sono un concentrato di sostanze chimiche attive e potenti.
Di norma, una sostanza che uccide il 50% degli organismi acquatici in concentrazione inferiore ad 1mg/l è altamente tossica (per gli organismi acquatici appunto) e gli OE rientrano (purtroppo) in questa categoria, quindi, non è che non devono essere usati, ma il formulatore ne deve tenere conto nel dosaggio e a non esagerare.
Anche i test eseguiti su due detersivi (con e senza OE) hanno evidenziato che la tossicità di quello con OE è DOPPIA rispetto a quella senza profumo naturale.
L'Unione Europea sta completando degli studi approfonditi e, per esempio, con molta probabilità l'olio essenziale di ylang ylang sarà proibito (non solo limitato) dallo schema di certificazione EU Ecolabel.
Questo non fa altro che dare ragione al lungimirante Fabrizio Zago che da 15 anni classifica gli allergeni con il pallini gialli o doppio rosso...
Certamente, come per tutte le cose, è la quantità e la frequenza dell'utilizzo di una sostanza che la rende benefica o malefica! Basta un po' di buon senso e parsimonia!
Ma personalmente, se trovo (a fatica) cosmetici e detergenti senza o con poche profumazioni, preferisco.
Staremo a vedere.

Per approfondire: Forum Biodizionario:Cosmetici e prodotti biodegradabili

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Secondo un gruppo di ricercatori della Duke University nella Carolina del Nord, le donne hanno bisogno di recuperare le energie che quotidianamente spendono per la loro capacità multitasking.
Secondo lo studio, pubblicato su Science World Report, la mancanza di sonno nelle donne è particolarmente dannosa ed è all'origine di depressioni e repentini cambi di umore.
Ricordatelo, signori, quando domenica mattina vi avvicinate alla vostra compagna per svegliarla...
(Fonte: Italia Notizie)

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E' da un po' che volevo scrivere di questo argomento. Spesso mi arrivano messaggi tramite il sito Mammachimica.it per avere qualche delucidazione, info o consiglio e quindi mi sono decisa.
Non sono un medico, quindi non posso e non voglio assolutamente fare lezioni a nessuno su come ci si cura, ci mancherebbe! Lo premetto, a scanso di qualsiasi equivoco. Ma, come chimico, è per me proprio impossibile sostenere l'omeopatia...
 
Spesso l'omeopatia compare tra i rimedi “naturali” di cura, ma non sono assolutamente la stessa cosa. L'utilizzo di erbe o piante per risolvere qualche problema di salute ha una base scientifica e... chimica. Ovvero, se sui bambini spalmo una crema all'arnica in caso di ematomi o gonfiori dovuti ai frequenti traumi di gioco, è perché l'arnica contiene “naturalmente” dei principi attivi, delle molecole chimiche, che sono analgesiche, antiinfiammatorie ecc. e quindi efficaci per questo tipo di incidenti, (oltre al potentissimo rimedio che hanno tutte le mamme è cioè la “coccola” aggiuntiva che deriva mettendo la cremina!).
Banalmente, se per prevenire raffreddori invernali dei bimbi o sostenerli quando già li hanno, preparo amorevolmente spremute d'arancia, è perché queste contengono la preziosa vitamina C (ovvero l'acido ascorbico, una bellissima molecola) che è un antiossidante naturale e molto importante nella nostra dieta (mia mamma per farmi mangiare frutta e verdura mi terrorizzava con terribili racconti di marinai malati di scorbuto!).
D'altronde, so che per molti è difficile ammetterlo, ma “tutto” è chimica! Cioè tutto può essere “descritto” da una ben precisa formula chimica o miscela di queste. Anche l'acqua, l'aria, gli estratti naturali dei fiori o piante sono molecole chimiche, certamente naturali, cioè non sintetiche (non prodotte in laboratorio), ma sempre molecole sono!
Quindi è “naturale” che un certo decotto, balsamo o tintura madre funzioni per risolvere alcuni problemi di salute, c'è un motivo scientifico, ovvero il principio attivo al loro interno.
E proprio per questo, bisogna stare attenti anche a ciò che è “tutto naturale”: anche il botulino e la cicuta lo sono, ma sono anche mortali!
Anche il validissimo propoli, tanto usato per il mal di gola e gli stati influenzali grazie alle sue proprietà antibatteriche, se lo date a mio marito, allergico a molti pollini e piante, lo fate secco!
E infatti, quando si utilizza una pianta o un erba a scopo curativo, bisogna comunque fare molta attenzione anche alla sua tossicità, controindicazione o interazione con altre sostanze (proprio come un farmaco convenzionale). Ad esempio, il naturalissimo iperico, con le sue proprietà antidepressive, antinfiammatorie e antidolorifiche, è nella lista delle sostanze che inibiscono il potere contraccettivo della pillola (è proprio scritto chiaro e tondo nel “bugiardino”, cioè il foglietto illustrativo presente nella scatola del medicinale). Evidentemente tra i suoi componenti principali c'è qualche principio attivo che interagisce con quello della pillola anticoncezionale.
La chimica reagisce...  ed è potente, naturale o non!
A questo proposito c'è un sito molto interessante e dettagliato, infoerbe.it, in cui Marco Valussi (responsabile, tra l'altro, della parte botanica del Biodizionario) descrive le piante chiamate appunto piante medicinali, elencando costituenti principali, attività, indicazioni e controindicazioni, bibliografia scientifica ecc.
Ovviamente tutto questo vale anche per i farmaci tradizionali e di sintesi: per abbassare la febbre posso usare un farmaco antipiretico, il famoso paracetamolo. Per questo motivo i così detti farmaci “generici” hanno la stessa efficacia di quelli di marca, perché quello che conta è la molecola, il principio attivo, che è stato studiato e dopo anni di sperimentazioni e prove scientifiche è risultato efficace per quel tipo di disturbo.
Personalmente non sono amante delle medicine, naturali o sintetiche che siano, proprio perché non mi piace introdurre sostanze chimiche estranee nel mio organismo. Quindi solitamente quando non mi sento bene... aspetto. Poi se proprio sto male male, approccio con un dosaggio del farmaco, spesso inferiore a quello indicato e nella maggior parte dei casi funziona. Ovviamente non mi riferisco a terapie antibiotiche o per malattie serie. Per quelle faccio esattamente cosa mi dice il medico! Parlo di cose leggere, mal di testa, stati influenzali, cosucce che con mezza pasticca di acido acetilsalicilico (aspirina) mi passano, anche perché dopo quarant'anni mi conosco!
Ma non per questo userei l'omeopatia, perché i granuli di zucchero che vengono venduti non contengono principi attivi, naturali o sintetici, non contengono nulla... e questo è un dato di fatto.
Se qualcuno li portasse ad analizzare in un laboratorio chimico di analisi, troverebbe solo la molecola di zucchero (saccarosio, forse anche lattosio) ma pagata a peso d'oro! (circa 1000 euro al kg).
In pratica l'omeopatia si basa sul principio che “il simile cura il simile”, se diluito infinite volte.
A me già questo mi lascia assolutamente perplessa. Cioè, se mi bruciano gli occhi perché mi è andato un agente irritante (ad esempio una goccia di acido ascorbico mentre faccio la famosa amorevole spremuta di prima), per lenire il disturbo devo usare la stessa sostanza irritante (???). Oppure se non riesco a dormire perché sono nervosa, come cura/terapia devo usare dei granuli omeopatici di caffeina (???).  A me non sembra molto logico e sensato.
Comunque, questa sostanza andrà diluita una marea di volte e, secondo gli omeopati, funzionerà perché l'acqua conserva la “memoria” del principio attivo che poi sarà spruzzato su granuli di zucchero.
Ora, sarò io proprio dura di comprendonio, ma come è possibile che l'acqua mantiene la memoria di una sostanza, tra l'altro diluita così tante volte e non si “ricorda” delle altre molecole? Perché, ovviamente, la diluizione avverrà dentro un recipiente, di plastica, di vetro, di acciaio inox, che è comunque costituito sempre da altri atomi e molecole.
Cioè la molecolina di acqua è in grado di decidere cosa ricordarsi?
Ma poi dentro quell'acqua cosa c'è realmente? Cos'è rimasto di quella goccia di sostanza diluita infinite volte? Trenta esami di chimica all'università, i laboratori pratici, il numero di Avogadro, la mole, gli equivalenti e tutte le leggi della chimica e della fisica, sperimentate, studiate e riprodotte orma da secoli, voilà, tutto sparito?
Non posso proprio farcela...
Non ci sono prove scientifiche a sostegno dell'omeopatia, non ci sono dati riproducibili e quindi scientificamente validi. E li cercano, eccome! Forse ce ne saranno, chissà...
I farmaci tradizionali sono stati sottoposti a rigorosi studi e anni di sperimentazione (in vitro, in vivo e anche su volontari) e alla fine può comunque capitare che alcuni prodotti già sul mercato da tempo, vengano ritirati, perché si scopre che l'uso reale e continuativo sui pazienti o non funziona o peggio crea danni.
I tubetti di granuli omeopatici non hanno nemmeno il foglietto di istruzioni con la posologia, il dosaggio, le controindicazioni, le interazioni... per info devo chiedere al farmacista!
Per me è inconcepibile: non compro niente senza leggere gli ingredienti!!!
Non sarà forse perché appunto nel bugiardino, tra gli ingredienti, ci sarebbe scritto solo zucchero?
Il fatto certo è che l'omeopatia, oltre ad un enorme giro di soldi, è un potentissimo placebo.
Chi la usa giura e spergiura che funziona, tante mamme vedono i propri bambini stare davvero meglio. E non sarò certo io a convincerle del contrario, per carità!
L'effetto placebo è noto, stranoto e studiato. Alcuni meccanismi non sono ancora del tutto chiari. Però gli studi scientifici “seri” relativi a un nuovo farmaco, paragonano sempre i risultati di relativi all'assunzione di una nuova molecola, con quelli ottenuti con un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo. Lo fanno proprio per un non confondere la normale risposta dell'organismo a seguito del fenomeno di aspettativa e non dell'efficacia della nuova medicina in valutazione.
Gli umani sono esseri complessi e influenzabili... e anche l'aspetto psicologico è potente!
Se mi aspetto che quella sostanza, procedura o granello di zucchero (somministrato per tempi lunghissimi, senza essere toccato con le mani e altre pratiche oscure), dia sollievo a malattie passeggere o semplici disturbi e credo fermamente che funzioni, alla fine lo farà!
E' il classico pensare positivo: cambiare aria, sorridere, ecc. L'attesa del miglioramento fa veramente rilasciare piccole quantità di endorfine, adrenalina e adenosina, per resistere meglio allo stress, dolore, ecc. e quindi avrà un effetto reale sull'organismo.
Non solo le pillole possono funzionare da placebo, ma tantissime cose possono farlo. Anche su di me lo utilizzo!
Mia mamma aveva un vecchio foulard di seta che usava se aveva mal di gola. Ora lei non c'è più e quando non mi sento bene lo indosso, e funziona! Il mal di gola si trasforma in raffreddore. Lo so benissimo che sarebbe successo lo stesso senza o con qualsiasi altro foulard... ma si sa, quando si sta male si ha bisogno di coccole aggiuntive... Anche con Emiliano tento questo rimedio e lui, che è molto sensibile e intelligente, sta al gioco e per non dispiacermi mi dice: “Un po' funziona ma non tantissimo...”
E' chiaro che il rinforzo è fondamentale affinché funzioni l'effetto placebo: la convinzione, il rituale, l'ecc.. Ma a me dispiace raccontare palle ai miei figli, anche se a fin di bene...
Comunque, tornando ai granuli omeopatici, il fatto che ci siano prove certe che non ci sia assolutamente nulla all'interno dovrebbe far riflettere, almeno solo per risparmiare soldi!
Molti dicono: “Se è solo zucchero e placebo allora male non fa, perché ti scaldi tanto?”.
Certo! Ma perché devo essere presa in giro attribuendogli doti miracolose che non ha e soprattutto pagarlo tantissimo! A me questo mi farebbe veramente rodere parecchio!
E comunque, per affermare che la salute o la guarigione sia da attribuire a certi granuli, bisognerebbe poter fare una controprova. Una mamma una volta mi ha detto: mio figlio ha preso granuli di xxx e non si è mai ammalato questo inverno. Ci credo, assolutamente! Ma nemmeno i miei si erano ammalati, tutti e due e senza granuli... Sarà stato invece grazie al buon stile di vita, alimentazione e davvero parecchia fortuna?
Molto di quello che vi ho scritto sull'effetto placebo e l'omeopatia è solo un accenno a ciò che troverete su un blog di medicina molto interessante MedBunker, le scomode verità” e che vi consiglio se volete approfondire. 
Il suo autore, il dott. Salvo di Grazia, sono anni che spiega in modo scientifico, con articoli e riferimenti bibliografici, le varie bufale che girano in medicina (anche ahimé incoraggiate dagli stessi medici iscritti all'albo!). Purtroppo tutte queste nuove terapie fanno soprattutto arricchire il fautori delle pseudo cure, piuttosto che guarire il malato...
Il sito non ha banner pubblicitari o riferimenti a case farmaceutiche, è per questo che mi permetto di indicarvelo. Ci sono molti articoli sull'omeopatia, in cui si spiega in modo dettagliato su cosa si basa, le varie diluizioni e come dovrebbe funzionare. Per esempio c'è la “guida illustrata all'omeopatia” davvero molto divertente oltre che esplicativa. Oppure la raccolta dei dati scientifici a supporto, cioè nessuno...
Dell'omeopatia si parla troppo, anche su MammaChimica adesso!
Però il dott. Salvo Di Grazia un giorno mi ha scritto: “Battere l'ignoranza è possibile, ma la cattiva informazione (che non è ignorante ma "interessata") è molto più complicato, per questo ben venga ogni pagina che informa correttamente”.
E con questo intento che vi auguro buona lettura.

Sara A., Mamma Chimica

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Uomini, tagliatevi la barba e per tutto il mese di novembre lasciatevi solo i baffi. Aderirete così alla campagna mondiale “Movember” per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle malattie maschili (cancro della prostata e dei testicoli) e promuovere la raccolta fondi.
Dalla prima edizione, 2003, la Movember Foundation ha già raccolto oltre 560 milioni di dollari e finanzia in 21 paesi più di 800 programmi sanitari.
Il sito italiano dell'iniziativa è ex.movember.com/it, trovate anche tutti i dati per fare una donazione.
Possono partecipare anche le donne! Donna baffuta, sempre piaciuta!

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Continua la nostra collaborazione con la community di Mammeonline.net che ci chiede di segnalare due iniziative: la prima, Kissotto, è una raccolta fondi per aiutare la ricerca sui tumori infantili, in collaborazione con la Onlus dell'Ospedale Meyer di Firenze.
La seconda iniziativa è invece un concorso, aperto ai giovani tra i 18 e i 35 anni, sulla promozione di una sessualità consapevole e felice, basata su una cultura di rispetto reciproco, prevenzione e salute.

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Carissimi,
il gruppo Facebook dedicato ai succhi ed estratti di frutta e verdura ha raggiunto il ragguardevole numero di 451 membri. Grazie! Ci si scambia ricette, pareri, si fanno domande e si danno risposte. Proprio come un gruppo di persone che hanno interessi in comune. Ci piace, moltissimo.
Anche all'edizione umbra di “Fa' la cosa giusta!”, che si è tenuta il fine settimana scorso a Bastia, lo Hurom ha suscitato grande interesse. Si comincia a capire la differenza tra un estratto e un centrifugato, e a considerare importante il fatto che l'estrattore gira molto più lentamente di una centrifuga lasciando così intatte le caratteristiche organolettiche dei vegetali.
Insomma, questo Hurom ci dà grandi soddisfazioni! E dovreste vedere come malgrado l'età la nostra pelle sia tonica e idratata grazie agli estratti che beviamo avidamente tutti i giorni!
Ed eccoci a proporvi alcune ricettine autunnali, per usufruire della frutta e verdura di stagione, buon estratto a tutti!
Ricette d’autunno per succhi vivi di frutta e verdura

Ecco alcune ricette che sono state postate dagli amici iscritti al nostro gruppo Facebook: grazie a tutti per la partecipazione!

Gazpacho di zucchine
(con filtro maglie larghe)
300 g zucchina circa + 1 cipollotto (anche il gambo) tagliato a tocchetti e qualche foglia di basilico.
Condire con olio, aceto di vino, sale, pepe e aggiungere crostini di pane e pomodorini per guarnire

Succo rinfrescante
(con filtro maglie strette)
un cetriolo, mezza mela, un piccolo limone, un pezzetto di zenzero, tutto tagliato a tocchetti.
Sbucciare il limone lasciando il bianco, sbucciare il cetriolo (se si lascia la buccia diventa buono uguale, ma verde). Servire fresco.

Latte di mandorla con pesca
(con filtro a maglie strette)
a) una tazzina da caffè di mandorle ammollate per almeno 8 ore, 3 tazzine da caffè di acqua
b) una pesca / mango o altro frutto dolce
Per avere un effetto miscela nella presentazione fare le due preparazioni separatamente e unire nel bicchiere (sotto il succo, sopra il latte di mandorla)

Succo di rucola, mela e zenzero
Rucola circa 20g, mela 200g e zenzero 1g.
Preparazione: pulire la rucola lavandola e rimuovendone la radice. Lavare zenzero e mele e tagliarli a pezzetti senza togliere la buccia. Inserire nell'estrattore i vari ingredienti a turno. L'estratto è pronto quando tutti gli ingredienti sono miscelati bene e completamente spremuti. A questo punto il succo è pronto per essere versato in un bicchiere ed essere bevuto assaporandone tutta la sua bontà. Questo succo darà al vostro corpo diversi benefici, uno fra tutti è ottimo per rafforzare il sistema immunitario. Grazie alla miscela dei vari ingredienti avrete la possibilità di fare un carico genuino e gustoso di vitamina E, vitamina C e quercitina

Latte di carota e zucca
Latte 200ml, zucca lessa 1/4, 1 carota, semi di zucca 1/2 cucchiai. Tagliate la zucca a pezzetti e la carota in barrette sottili. Inserite la carota nell'estrattore, aggiungete a turno il latte, la zucca lessa e i semi di zucca. Una volta che tutti i componenti sono ben mescolati e spremuti versare il succo in una tazza e bere fino a soddisfacimento totale!!!
I benefici apportati dal consumo di questo buonissimo estratto sono: prevenzione dell'arteriosclerosi, miglioramento del sistema immunitario e prevenzione dell'anemia. Grazie a questo estratto avrete la possibilità di assumere Beta carotene, ferro e zinco.

E poi spazio alla fantasia… Si può partire proprio dalla frutta e verdura di stagione. Un aiuto ce lo dà il sito greenme.it, che ci ricorda quali sono i prodotti tipici di ottobre. Vediamo insieme quali possono essere anche “spremuti” con soddisfazione!
Cominciamo dalle verdure. Oltre alla zucca appena citata, abbiamo il rabarbaro, le barbabietole (o rape rosse: considerate un vero toccasana! ricche di vitamina C, sali minerali, iodio, calcio, fosforo, sodio, la loro principale caratteristica è di regolarizzare i livelli di colesterolo nel sangue diminuendo così rischi di ipertensione), le intramontabili carote, il sedano (ricco di sodio, magnesio e ferro), e, se piace il sapore un po’ forte, anche i peperoni. E poi sono in arrivo i broccoli, i cappucci, il cavolo nero, il cavolo rapa…
E passiamo alla frutta: è la stagione del melograno, ricco di potassio di fosforo e vitamine A e C, dell’uva (che succhi, ragazzi!), e poi delle pere e delle mele (croccanti, dolci, piene di succo…); si trovano ancora le prugne, si ricomincia con i kiwi (buccia compresa, basta strofinarla bene sotto l’acqua per togliere la tipica peluria).

Insomma, c’è di che sbizzarrirsi, divertirsi, dissetarsi… E se volete altre idee, suggerimenti, ricette varie basta scorrere la nostra pagina Facebook, si trova davvero di tutto.
Buoni succhi a tutti!

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Torna Mamma Chimica!
In questo Cacao ci parla di una nuova certificazione con un nome molto poetico: The Green Way to Life, il modo verde di vivere, la strada verde per la vita.
Volete conoscere Mamma Chimica? Era con noi a Ecofuturo e l'abbiamo intervistata.  Oppure potete trovarla a Casa Solare dell'Ecovillaggio!
Buona lettura!

The Green Way To Life
Presto troveremo in commercio alcuni prodotti con questa nuova certificazione eco-bio-etica europea: The Green Way To Life.
Per ora riguarderà solo i detergenti per la casa e professionali, ma in seguito anche i cosmetici.
Questa nuovissima certificazione deriva da un lavoro di circa tre anni e il suo obiettivo è colmare la dicotomia che c'è nelle maggiori e più importanti certificazioni attualmente esistenti, proprio nel modo di affrontare il problema "ecologia e impatto ambientale".
Infatti, molte certificazioni si preoccupano soprattutto della provenienza delle materie prime, alcune garantiscono che le sostanze impiegate siano solo di derivazione biologica, ma danno meno peso all'impatto che poi avranno sull'ambiente dopo il loro utilizzo.
Altre certificazioni invece utilizzano anche molecole di sintesi e di derivazione petrolifera però si pongono il problema di tutto ciò che succederà, dal flacone all'ambiente, e hanno stringenti test di efficacia (Es. Ecolabel).
Un' associazione di produttori di detergenti ecosostenibili ha stabilito una serie di CRITERI che tengano conto GLOBALMENTE del prodotto, non solo dell'origine o del destino.
A febbraio 2013 l'associazione era composta da 11 produttori, tra i migliori in campo nella detergenza (italiani, francesi, belgi e tedeschi).
Quindi la certificazione è nata "dal basso", proprio da chi produce, anche da piccole aziende, con piccoli fatturati, ma che hanno come punto di forza la sostenibilità, l'innovazione e lo sviluppo di progetti locali. Ovviamente fanno parte dell'associazione anche chimici esperti del settore.
In pratica, ci saranno 10 parametri caratterizzanti il prodotto, con una scala di valori precisa (giudizi): impatto sugli organismi acquatici, performance di lavaggio, produzione di rifiuti, consumo di energia da fonti rinnovabili o meno, materie prime a km zero, costo del trasporto, ecc.
Il produttore attento e sensibile alle tematiche ambientali, che volesse ottenere questa certificazione avrà uno strumento per calcolare se la composizione chimica del suo prodotto e il flacone sono in linea con GWTL. Se lo sarà, potrà valorizzare la caratteristica del suo detergente, anche in previsione del tipo di clientela che vuole raggiungere.
Per esempio: potrà avere 10 in biologicità (tutto vegetale) e 6 in performance, oppure 6 in ecocompatibilità (perché usa sostanze non tutte verdi) ma 9 in efficacia.
Sull'etichetta compariranno obbligatoriamente 4 argomenti, gli altri 6 sul sito internet (perché spesso non c'è proprio lo spazio necessario sul flacone). Tutto questo darà una panoramica completa del prodotto, affinché ci sia la massima trasparenza possibile.
Ma non solo, GWTL sarà attenta anche al lavoro delle persone, avrà infatti una carta etica e per esempio la differenza tra il più alto e più basso stipendio dei dipendenti dell'azienda non deve essere maggiore di 20 volte.
Certamente anche i costi dei prodotti saranno diversi, a seconda dei parametri enfatizzati. Chi vorrà formulare un prodotto con tutti 10 probabilmente poi lo dovrà far pagare più caro, ma magari si avvicineranno a GWTL anche quelli che cominciano il loro percorso verso una detergenza più pulita e inizialmente avranno tutti 6 ma prezzi ragionevoli.
Alcune certificazioni locali attuali sono anche promotrici di Green way to life, quindi non ci saranno competizioni o "doppioni", ma magari delle sostituzioni di certificazione, perché ci si è resi conto che molte esigenze erano comuni a molti produttori.
Manca in realtà un ultimo parametro, l'undicesimo, che forse verrà messo in seguito quando si introdurranno anche i prodotti cosmetici, ovvero il parere dell'esperto (eco-dermatologo) per quanto riguarda appunto efficacia, piacevolezza ed ecodermocompatibilità del cosmetico.
Insomma, questa nuova certificazione potrà dare "soddisfazione" sia ai fabbricanti che ai consumatori!
Poi starà a noi scegliere, ma almeno abbiamo una buona base di partenza, chiara e calcolata scientificamente!

Per approfondire:
thegreenwaytolife.com
Sul forum Biodizionario, Cosmetici e prodotti biodegradabili
Video di presentazione
Altro video

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Il blog di Mamma Chimica

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Essere cinici, pensare che tutti badino solo ai propri interessi personali, non aver fiducia nel prossimo fa male alla salute del cervello e triplica il rischio di ammalarsi di demenza senile.
Lo rivela una ricerca finlandese pubblicata sulla rivista Neurology e condotta da Anna-Maija Tolppanen della University of Eastern Finland. La ricercatrice ha monitorato per 10 anni la salute mentale di 1.449 persone oltre i 70 anni di età.
Quanto ci avrà guadagnato?
Il cinismo, in precedenti studi, era già stato correlato al rischio di problemi cardiovascolari.
(Fonte: Ansa)

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Lanciata nel 1999 è una vera e propria maratona benefica di masturbazione per raccogliere fondi e sensibilizzare sull’argomento attraverso il passa parola. E il passa mano.
Su Wired.it potete leggere un'intervista a Carol Queen, fondatrice del Center for Sex & Culture, promotrice dell'iniziativa.

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Lezione con Enrica Rame per la scuola di Naturopatia Complementare. Per maggiori informazioni su questa iniziativa ScuolaNaturopatiaPerugia.
Streaming del secondo seminario della Scuola. CLICCA QUI

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