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MAMMA CHIMICA (21)

Sara Alberghini, Mamma Chimica

Rubrica a cura di Sara Alberghini, abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica...
Vuoi conoscere Mamma Chimica? L'abbiamo intervistata

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MAMME ZEN (5)

La rubrica Mamme Zen è a cura di Federica Morrone, giornalista, scrittrice, mamma... Buona lettura!

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A Sellia, piccolissimo paese in Calabria, il giovane sindaco ha iniziato una campagna per la salute dei propri 508 concittadini. Ha invitato tutti a restare in salute: camminare, mangiare bene e farsi periodicamente controllare. E ha pure consegnato alla collettività un pulmino di proprietà comunale per permettere di andare alle più vicine terme curative. D'altronde, quasi tutti gli abitanti di Sellia hanno superato la soglia dei 65 anni e ogni perdita è un punto a favore dello spopolamento. E per dimostrare che fa sul serio il Sindaco ha ridotto le tasse a chi previene le malattie.
(Fonte: La Stampa)

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Il miliardario filantropo indiano Manoj Bhargava ha inventato una bicicletta stazionaria in grado di garantire il fabbisogno elettrico della sua casa per un'intera giornata con una sola ora di pedalata. Costa meno di 100 dollari, si chiama Free Elettric, fornisce energia pulita anche in caso di blackout e le prime 10.000 saranno distribuite in India all'inizio del 2016.
(Fonte: Ansa.it, segnalata da Davide Calabria)

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Meno di sette minuti: tanto dura un rapporto sessuale normale, fisiologico, secondo uno studio su 10mila persone pubblicato sulla rivista European Urology. Per l’esattezza 6,7 minuti. Secondo gli urologi è una buona cosa perchè prolungare ulteriormente il rapporto potrebbe creare danni alla prostata. I preliminari sono esclusi.
Ah, ecco, la parte femminile della Redazione ringrazia. 
(Fonte: Corriere.it)

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Bere birra (con moderazione) fa bene al cuore delle donne. A dirlo è una nuova ricerca, condotta dalla svedese University of Gothenburg: secondo gli studiosi, consumarne circa un litro a settimana ridurrebbe del 30% il rischio di soffrire di attacchi cardiaci rispetto alle donne che bevono molto o a quelle che non bevono affatto.
Prosit!
(Fonte: Huffingtonpost)

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Una nuova ricerca di Manolis Kallistratos, cardiologo greco all'Asklepieion Voula General Hospital di Atene presentata alla conferenza annuale dell'European Society of Cardiology, afferma che fare un pisolino di un’ora o poco più nel mezzo della giornata contribuirebbe a mantenere sotto controllo la pressione e più "pulite" arterie e cuore.
Gli studiosi hanno osservato gli effetti dei sonnellini sui livelli di pressione arteriosa di 368 pazienti ipertesi di un'età media di circa 61 anni. Dall'analisi è emerso che i livelli medi di pressione di coloro che erano soliti appisolarsi risultavano essere inferiori del 5% rispetto a quelli di chi non aveva mai avuto questa abitudine.
(Fonte: L'Huffington Post)

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Mangiare peperoncino può allungare la vita di molti anni. Lo rivela uno studio cinese condotto su 500mila persone. Inoltre aiuta a correre più veloce!

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Quello giapponese. I lavoratori nipponici a tempo pieno, nel 2014, hanno fatto qualcosa come 173 ore di straordinari, 18 ore in più di dieci anni prima e il dato maggiore dal 1993. Secondo gli ultimi dati, il troppo lavoro potrebbe essere alla base di 2.323 suicidi nel 2013. Ora il governo giapponese punta a ridurre la percentuale di coloro che lavorano più di 60 ore a settimana a meno del 5% entro il 2020, dal 9% del 2013, e lo fa con una nuova legge che punta a incoraggiare le società a ridurre le ore di lavoro e a far sì che i dipendenti vadano più spesso in vacanza.
(Fonte: Repubblica)

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La tanto contestata Expo, spesso a ragione, ogni tanto ci delizia con qualche sorpresa. Nel padiglione dell'Olanda, per esempio, potete gustare un pare buonissimo burger: una "polpetta" a base alga kombu e granulare di soia, arricchito con alga clorella e una salsa fatta in casa contenente lattuga di mare. "Sa di pollo con un tocco di oceano" spiega Mark Kulsdom, cofondatore (insieme con Lisette Kreischer) di Dutch Weed Burger, azienda olandese che sta sperimentando questo nuovo tipo di agricoltura marina.
Se però non potete rinunciare del tutto alle proteine animali potete sempre aggiungere al panino un pizzico di farina di grillo prodotta dalla Coalo Valley Farms in California.
Tutto ecosostenibile, nutriente e cambierà le nostre abitudini alimentari.
Senz'altro.
(Fonte: Repubblica.it)

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Ce lo ricorda Fabio Tumietto, medico infettivologo del policlinico Sant'Orsola di Bologna. Il suo lavoro più importante è insegnare ai suoi colleghi a lavarsi le mani tra un paziente e l'altro.
In due anni Tumietto ha fatto lezione a quasi 1.500 tra medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari: "Nel 2014 abbiamo registrato 0,4 infezioni ogni 10mila pazienti rispetto alle 3 ogni 10mila di prima: se si considera che ogni anno al Sant'Orsola vengono ricoverati tra gli 80 e i 90mila pazienti, si capisce l'enorme passo avanti: quasi azzerate".
Festeggiamo con una lavatina?
(Fonte: Repubblica)

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Ci sono alcune sostanze consentite nella formulazione dei cosmetici, che possono scatenare reazioni allergiche. La maggior parte sono i componenti del profumo (i così detti allergeni del profumo) ma risultano allergizzanti e sensibilizzanti anche alcuni conservanti o sostanze naturalmente presenti negli estratti vegetali. C'è per esempio il linalolo (contenuto in molti oli essenziali, es. in quello di lavanda), l'eugenolo (nell'olio essenziale di chiodi di garofano), l'alcool benzilico (un buon conservante).
Non tutti ovviamente hanno lo stesso potere allergizzante.
La lista delle sostanze potenzialmente sensibilizzanti era formata inizialmente da 26 molecole ma nel tempo si è allungata e nella prossima direttiva europea dovrebbero essere di circa 140.
Infatti, da studi recenti, sembra che le allergie siano dovute all'accumulo nell'organismo di determinate molecole. All'inizio, quando la quantità di tali componenti è bassa, non danno particolari problemi. Poi, improvvisamente, quando aumenta la loro presenza nell'organismo, questo non ne può più e si "sensibilizza" e così manifesta l'allergia, con rossori, pruriti, ecc. anche a distanza di anni.
Ecco perché i prodotti per bambini dovrebbero essere del tutto privi di profumo!
Il problema è che non tutti reagiamo allo stesso modo, quindi è molto difficile stilare delle liste o dare delle regole generali.
Proprio per informare il consumatore, la normativa vigente sui cosmetici (Regolamento CE 1223/2009, articolo 19, paragrafo 1, lettera g) prevede che i 26 allergeni vengano indicati sull'etichetta, nella lista degli ingredienti, se la concentrazione di queste sostanze supera i seguenti valori limite: 0,001 % nei prodotti da non risciacquare (per esempio le creme) e 0,01 % nei prodotti da sciacquare (come shampoo e bagnoschiuma).
Ovviamente se sono in quantità minori non compariranno in etichetta, ma questo non significa che non ci siano. Per questo motivo a volte qualcuno lamenta strane reazioni con cosmetici dall'Inci impeccabile...
Che gli allergeni siano presenti in derivati di piante e fiori non deve sorprendere, la "febbre da fieno" è arcinota e i super starnuti che ne derivano sono ovviamente causati da alcune sostanze presenti nel naturalissimo fieno! 
In alcuni cosmetici viene dichiarato che gli allergeni derivano solo da estratti vegetali o da oli essenziali, questo però non limita in qualche modo il problema della sensibilizzazione. Un allergene è un allergene, quello "naturale" non è migliore o più buono di quello proveniente dal laboratorio chimico, cioè di sintesi. Cioè, la bella molecolona di linalolo, è la stessa, sia nel naturale olio essenziale sia se creata dall'industria.
Come ripeterò sempre, TUTTO è chimica, c'è poco da fare!
Naturale non significa "innocuo" e sintetico non significa "brutto e cattivo", dipende dalla molecola!
Ovviamente, non è in discussione la cura e l'impegno con cui vengono prodotti i cosmetici da alcune aziende, magari italiane, che utilizzano materie prime di qualità, erbe e piante coltivate in modo sostenibile, senza pesticidi e veramente a km zero (direttamente in azienda).
Secondo me, in questi casi, questi prodotti hanno un valore aggiunto rispetto alla produzione industriale E, sempre per i motivi sopracitati, i profumi sintetici super pubblicizzati non sono paragonabili con quelli fatti artigianalmente, solo con oli essenziali, magari estratti con tecniche tramandate da generazioni o seguendo delle antiche tradizioni, che denotano una grande passione per le piante e la natura (ho avuto il piacere di conoscere la creatrice di Olfattiva, Barbara Pozzi, esperta di OE e distillazione. L'amore e la cura con cui li prepara è talmente evidente e piacevole che certamente i suoi profumi sono migliori!).
Però, chimicamente parlando, se le molecole sono uguali, sono uguali.
Il nostro corpo non può distinguere se l'allergene è di sintesi o se è naturale, per lui sono due molecole identiche. Ed è quindi identico il loro potenziale potere allergizzante.
Inoltre, per quanto riguarda gli oli essenziali, a parte il potere allergizzante, c'è anche un altro aspetto da considerare, ovvero l'impatto ambientale.
C'è un post molto interessante sul forum di Fabrizio Zago, che vi consiglio di leggere, ovvero il "Paradosso dei profumi naturali".
In pratica si evince che usando un OE si è certi di avere un prodotto... inquinante.
Lo so, l'OE è tutto naturale, ma i dati scientifici dicono questo...
In pratica sono state analizzate e paragonate le frasi di rischio ambientale, indicate nelle schede di sicurezza delle materie prime, sia della fragranza di lavanda (sintetica) sia dell'olio essenziale di lavanda. Il risultato è che nelle fragranze sintetiche gli ingredienti presenti con frasi di rischio ambientale corrispondevano allo 0,2-2% degli elementi dichiarati, mentre nell'OE risultavano circa il 31-61% degli elementi dichiarati.
In effetti, tutto ciò può sorprendere, ma dobbiamo considerare che i naturalissimi OE sono un concentrato di sostanze chimiche attive e potenti.
Di norma, una sostanza che uccide il 50% degli organismi acquatici in concentrazione inferiore ad 1mg/l è altamente tossica (per gli organismi acquatici appunto) e gli OE rientrano (purtroppo) in questa categoria, quindi, non è che non devono essere usati, ma il formulatore ne deve tenere conto nel dosaggio e a non esagerare.
Anche i test eseguiti su due detersivi (con e senza OE) hanno evidenziato che la tossicità di quello con OE è DOPPIA rispetto a quella senza profumo naturale.
L'Unione Europea sta completando degli studi approfonditi e, per esempio, con molta probabilità l'olio essenziale di ylang ylang sarà proibito (non solo limitato) dallo schema di certificazione EU Ecolabel.
Questo non fa altro che dare ragione al lungimirante Fabrizio Zago che da 15 anni classifica gli allergeni con il pallini gialli o doppio rosso...
Certamente, come per tutte le cose, è la quantità e la frequenza dell'utilizzo di una sostanza che la rende benefica o malefica! Basta un po' di buon senso e parsimonia!
Ma personalmente, se trovo (a fatica) cosmetici e detergenti senza o con poche profumazioni, preferisco.
Staremo a vedere.

Per approfondire: Forum Biodizionario:Cosmetici e prodotti biodegradabili

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